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Precettoria di S. Antonio di Ranverso: visita ad un gioiello della Val Susa

La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso giace sul fondo della Val di Susa, in una ristretta area, fortunatamente ancora intatta e non industrializzata o urbanizzata, a Buttigliera Alta tra i comuni di Rosta e Ferriera in provincia di Torino.

Questa piccola oasi di pace circondata dal verde che sembra volerla proteggere quasi cozza con le numerose costruzioni, i capannoni ed i centri commerciali che sono stati via via edificati lungo la SS25. Forse è anche per questo che mi sono molto emozionata di trovare questo antico complesso in questa parte della Val di Susa la prima volta che l’ho visitata. È stata una sorpresa inaspettata.

Tesori della Val di Susa | Visit Val di Susa
La Sacra di San Michele “pescata” con il teleobiettivo dalla Precettoria

È uno dei gioielli della Val di Susa, come la vicina Sacra di San Michele che gode però di molta più fama. Ecco, nel caso in cui andiate a visitare la Sacra di San Michele, fate anche una piccola deviazione per ammirare questo edificio medievale. Sono circa 16 i chilometri che separano questi due gioiellini dell’arte piemontese, poco più di 20 minuti d’auto.

Curiosamente il complesso più famoso è anche posizionato su un alto sperone che domina la Val Susa, la Precettoria invece è un po’ più nascosta all’occhio del turista frettoloso e, come una piccola perla, va scovata nella piana sottostante.

Cos’erano le Precettorie? Il nome deriva dal latino “praeceptor” e nel Medioevo fungevano da centri amministrativi di terreni ma anche come luoghi di assistenza per pellegrini e malati, come nel caso della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso che era posta in prossimità di un cammino usato dai pellegrini del centro e nord Europa per raggiungere Roma.

Oggi la Via Francigena è il cammino per eccellenza, tra i più famosi al mondo ed uno dei più antichi. Poiché parte del suo tracciato transita nell’area della Precettoria, non è infrequente imbattersi in qualche pellegrino con il suo capiente zaino sulle spalle.

Precettoria di S. Antonio di Ranverso | Guida alla visita

Visita alla Precettoria di S. Antonio di Ranverso

Oltrepassato il viale alberato ed il piccolo parcheggio per auto, sulla sinistra si staglia la ricca facciata della Precettoria di S. Antonio di Ranverso. Se già l’esterno in stile gotico francese attira l’attenzione del visitatore, l’interno così ricco di dettagli ed affreschi è ancora più affascinante.

La Precettoria venne costruita ed ampliata a più riprese ma le parti più antiche ed in stile romanico vengono fatte risalire al XII secolo anche se, purtroppo, si è però conservato ben poco di queste parti più datate. La Precettoria come la vediamo noi oggi, in stile gotico, è del periodo tra XII e XV secolo.

La Precettoria di S. Antonio di Ranverso | Piemonte da scoprire

Come spesso succede in molti edifici religiosi, è probabile che su questo sito esistesse già una piccola cappella leggermente più antica ma non ci sono dati sicuri. Quello che è certo è che Umberto III di Savoia donò un terreno ai Canonici di Sant’Antonio di Vienne sul quale vi edificarono un convento, una foresteria ed un lazzaretto dove venivano curate le persone affette dal Fuoco di Sant’Antonio nel 1188.

Il complesso abbaziale della Val Susa era subordinato alla casa madre dei monaci antoniani a Saint-Antoine-l’Abbaye in Francia ma era guidato ed amministrato da un precettore in loco che veniva nominato direttamente dall’abate della casa madre. La T (Tau) che si vede scolpita o dipinta in alcune parti della chiesa, è il simbolo dei monaci antoniani.

Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso in Piemonte: un gioiello d'arte

La posizione, posta in prossimità di un rio (“rivus inversus” dal quale deriverà il nome Ranverso), era particolarmente interessante perché zona di passaggio per tutti coloro che scendevano dal valico di Monginevro e da quello del Moncenisio. Da qui nacque la necessità di ampliare la struttura più antica con l’aggiunta di un vero e proprio Ospedale di Ranverso che venne utilizzato per curare sia i pellegrini che i numerosi ammalati durante le frequenti epidemie di peste nei secoli successivi.

L’importanza di questo complesso aumentò notevolmente con il passare dei secoli e vennero inglobati anche numerosi edifici rurali che contribuivano al sostentamento della vasta comunità creatasi tra religiosi, ospiti nella foresteria e gli ammalati nell’ospedale.

Dal 1776 il complesso passò di mano dall’ordine Antoniano a quello Mauriziano quando Papa Pio VI soppresse il primo ordine e trasferì tutti i suoi beni all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso in Val Susa | Piemonte da scoprire
Affreschi in una parete del Presbiterio

Nel 1883 venne dichiarato Monumento Nazionale ed agli inizi del 1900 fu oggetto di restauri da parte di Alfredo d’Andrade il famoso architetto al quale si devono numerosi edifici in stile neogotico come ad esempio il Borgo Medievale nel Parco del Valentino a Torino, il Castello di Tagliolo Monferrato e quello d’Albertis a Genova oppure il Castello di Cereseto del quale vi ho recentemente parlato.

Attualmente è di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano che si occupa della sua conservazione e valorizzazione oltre che dell’organizzazione di eventi culturali. In tempi abbastanza recenti sono stati finanziati dalla Regione Piemonte i lavori per restaurare alcune parti e creare una piccola foresteria per i numerosi escursionisti che ogni anno transitano sulla Via Francigena, riportando così la Precettoria ad una delle sue originali funzioni.

La Fondazione Ordine Mauriziano, oltre alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, gestisce anche altre due gemme piemontesi: l’Abbazia romanico-gotica di Santa Maria di Staffarda a Revello in provincia di Cuneo e la Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino (To).

Visitare la Precettoria di S. Antonio di Ranverso
La facciata della Precettoria

Cosa si ammira e visita dell’antica Precettoria

La facciata gotica dell’ospedale (si può ammirarla solo esternamente) e la chiesa (esterno ed interno). Quest’ultima è visitabile sia per proprio conto acquistando un biglietto oppure con l’ausilio della guida pagando un piccolo supplemento. Consiglio la seconda opzione.

La facciata della chiesa e l’esterno del complesso

La facciata a capanna della Precettoria di Ranverso presenta varie decorazioni di forme geometriche ed arricchita da 3 eleganti ghimberghe del XV secolo. Quella centrale è leggermente più alta delle due laterali e quasi nasconde il rosone centrale. In realtà, basta osservarla bene: non è in asse con il rosone ma leggermente spostata a destra per non coprirlo del tutto.

Le ghimberghe, tipiche dell’architettura gotica d’Oltralpe, sono dei frontoni triangolari molto appuntiti che esaltano la spinta verso l’alto tipica di questa forma di architettura.

La Precettoria di S. Antonio di Ranverso | Visit Val Susa
I capitelli, come da tradizione romanica, presentano figure umane e antropomorfe

L’uso della terracotta e di altri materiali chiari crea un bel contrasto cromatico. Il mattone rosso è presente sia nelle delicate decorazioni esterne che come materiale da costruzione di colonne e pilastri interni. Sul tetto della costruzione spiccano alcuni leggeri pinnacoli mentre sul lasto sinistro svetta l’alto campanile che venne innalzato, sopra a quello più basso ed antico, nella seconda metà del XIV secolo.

La struttura in mattoni è alleggerita da alcune bifore: in un piano sono presenti solo su due lati mentre negli ultimi due le finestre si trovano su tutti i quattro lati. Ai piedi della cuspide sommitale svettano 4 pinnacoli.

Val di Susa: cosa visitare | Precettoria di S. Antonio di Ranverso
Il campanile con i tre ordini di bifore

Sul retro della chiesa si nota l’abside poligonale sorretto da alcuni contrafforti, ciascuno dei quali è sormontato da un leggiadro pinnacolo.

Sul fianco destro è addossato un lungo edificio a 2 piani (non visitabile) che ospitava il monastero settecentesco e nel vasto cortile interno è presente una roggia. Il fianco di uno degli edifici del monastero si nota anche dal cortile interno della chiesa. Leggermente staccata c’è invece l’area in cui si trovava lo Spedale costruito alla fine del XV secolo. Molto bella è la facciata che è giunta fino a noi con le sue aggraziate decorazioni, le guglie, le ghimberghe, gli archi a sesto acuto.

Dell’antico ospedale si è salvata solo la facciata, il resto dell’edificio è stato inglobato in un edificio di carattere rurale agli inizi del XX secolo mentre all’interno, dove una volta c’era l’ospedale vero e proprio, venne edificata una cascina nel settecento. Vale la pena soffermarsi un attimo ad ammirare le belle decorazioni in una struttura che, in fin dei conti, era stata edificata per la sola cura dei malati.

Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso in Piemonte
La facciata dell’Ospedale

La facciata a capanna presenta un ampio arco a sesto acuto centrale sormontato da una ghimberga; ai lati, incorniciate da archi a sesto acuto, si trovano una finestra ed una porta. Ricche e di fine qualità sono le decorazioni in cotto di questa facciata che richiamano quelle della chiesa.

La facciata sembra quasi “interrata” rispetto al livello attuale del terreno. In realtà in passato questa strada ciottolata, parte della Via Francigena, era molto più in basso.

Per accedere alla biglietteria occorre passare nel portico davanti alla chiesa che è decorato con volte e numerosi affreschi cinquecenteschi. Il portico fu aggiunto intorno alla metà del XIV secolo; sono molto belli i capitelli e le mensole scolpite da un anonimo alla fine del XIII secolo e che raffigurano animali reali e fantastici e teste umane.

Gioelli d'arte in Val Susa | Precettoria di S. Antonio di Ranverso
Presbiterio

L’interno della chiesa

La pianta della Precettoria di S. Antonio è particolare. Mentre in epoca romanica la chiesa era ad una sola navata con abside semicircolare, successivamente, si decise di modificarla poiché non più adatta a contenere i sempre più numerosi fedeli e pellegrini. Venne così allungata ed ampliata a più riprese con l’aggiunta delle due navate laterali di diverse dimensioni facendole assumere una forma asimmetrica.

Le navate sono separate da pilastri collegati gli uni agli altri con archi a sesto acuto e sorreggono le volte a crociera.

Dalla saletta della biglietteria si esce in un porticato che si affaccia su un piccolo giardino. Da qui si può vedere un’ala del monastero settecentesco con alcune celle.

Tramite una porta si entra nella navata destra e si rimane subito colpiti dalla ricca decorazione dell’interno e dal buono stato di conservazione delle pitture e degli ornamenti. In fondo alla navata laterale destra si accede alla Cappella (attuale Sacrestia) le cui pareti ed il soffitto sono completamente affrescati. Le opere sono state attribuite al pittore italiano Giacomo Jaquerio (1375-1453), uno dei principali esponenti della pittura tardo gotica piemontese.

Gioielli della Val Susa: Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso
Ciclo di affreschi di Giacomo Jaquerio nella Cappella

Si riconoscono i 4 Evangelisti sulla volta mentre sulle pareti i Santi Pietro e Paolo, l’Annunciazione, la salita al Calvario e la preghiera nell’Orto degli Ulivi. Si ipotizza che in origine questa fosse una cappella funeraria oppure un oratorio per i pellegrini.

Nell’abside di forma poligonale della navata centrale non si può non rimanere affascinati dal bel Polittico in legno dorato a cinque scomparti che racchiudono i dipinti del pittore Defendente Ferrari. Nato a Chivasso (forse nel 1480), fu molto attivo nel Piemonte ed in Liguria tra il 1500 ed il 1536. La particolarità di questa opera è che fu commissionata dagli abitanti di Moncalieri che poi la regalarono alla Precettoria nel 1531 per ringraziare di essere stati curati e liberati dalla peste.

Nella zona centrale è raffigurata l’Adorazione del Bambino, nel riquadro in basso a sinistra San Antonio Abate, San Rocco in basso a destra, San Sebastiano in alto a sinistra ed infine San Bernardino da Siena in alto a destra. Sulle ante sono raffigurate scene di vita della Madonna e di vari Santi.

Polittico absidale dell'Abbazia di Sant'Antonio di Ranverso | Piemonte da scoprire
Il polittico con le opere di Defendente Ferrari

La preziosa opera che occupa l’abside è un tipico altare a battenti, queste strutture create nel centro-nord Europa tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo si diffusero poi rapidamente anche in altri paesi. Erano una sorta di grande libro con varie scene della Bibbia o storie di Santi aperto verso il pubblico. I pannelli laterali mobili venivano aperti o chiusi a seconda delle giornate o delle cerimonie religiose svelando così i vari dipinti ai fedeli.

Quest’opera, elaborata con tecnica della grisaglia, presenta alcune similitudini con i pannelli dipinti da Defendente Ferrari e conservati presso la chiesa parrocchiale di Bianzè (Vc).

Nella parete sud del Presbiterio, sotto alle storie di S. Antonio, alcuni restauri hanno portato alla luce degli affreschi più antichi. Sulle pareti della navata centrale spiccano alcuni affreschi o piccole porzioni del XV/XVI secolo.

Precettoria di S. Antonio di Ranverso: visita ad uno dei gioielli della Val di Susa

L’ho visitata poco dopo l’apertura di un sabato mattina di fine settembre, eravamo solo in tre persone ed ho potuto apprezzarne maggiormente il silenzio e quell’atmosfera sospesa, tipica dei luoghi di sosta lungo la Via Francigena.

Ho percorso molte volte l’autostrada A32 per andare a Monginevro in Francia ma, così facendo, ci si concentra sulla destinazione. Usciamo ogni tanto dall’autostrada e godiamoci il viaggio sulle statali e le provinciali, spesso scopriremo piccole perle come Ranverso che non è un punto di arrivo né di partenza ma un percorso di viaggio tra natura, storia, arte e fede.

La Precettoria di S. Antonio di Ranverso è uno dei gioielli medievali più affascinanti della Val Susa: una visita imperdibile per scoprire storia, arte e spiritualità in un luogo unico del Piemonte.

Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso in Piemonte
Dettaglio del Polittico con l’Adorazione del Bambino

Curiosità

Come mai c’è un capitello a 2/3 dell’altezza di un pilastro? Perché l’altezza della copertura antica della chiesa era più bassa rispetto a quella attuale. Ci sono comunque altri punti in cui si notano le varie fasi di costruzione e la guida vi aiuterà ad individuarli.

In qualche affresco o scultura è raffigurato il maiale, un animale inusuale in un contesto religioso. La spiegazione è che da questo animale si ricavava il grasso necessario per curare le piaghe e dare sollievo alle persone affette dal fuoco di Sant’Antonio.

All’esterno della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso vennero girate alcune scene del film La Terza Madre di Dario Argento nel 2007 perché il complesso ben si prestava a ricreare le atmosfere gotiche e misteriose per ambientare parti del film. Questa pellicola è il capitolo conclusivo della trilogia di genere horror-esoterico delle Tre Madri (gli altri due film del ciclo sono Suspiria ed Inferno).

Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso | Giringiro blog
Il suggestivo interno della chiesa

Accessibilità e biglietti ingresso

La Precettoria di S. Antonio di Ranverso è chiusa il lunedi e martedi, è visitabile dal mercoledi alla domenica nei seguenti orari:

  • dalle ore 9:30 alle 13
  • dalle ore 14:00 alle 17:30

L’ultimo ingresso è mezz’ora prima della chiusura. La Precettoria è chiusa il 24-25-26 dicembre, il 31 dicembre ed il 1 gennaio.

#mustsee: sabato 16 maggio 2026 la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è aperta per una straordinaria visita notturna in occasione della Notte Bianca dei Musei -> info sul sito della Precettoria

I prezzi dei biglietti sono i seguenti (anno 2026):

  • intero: 5 euro
  • ridotto: 4 euro (per alcune categorie di persone ed associati a diversi enti come ad esempio il FAI, il Touring Club Italiano … ecc)

L’ingresso è gratuito per i bambini delle Scuole Materne, i disabili con accompagnatore ed i possessori di Piemonte Card, Abbonamento Musei, ICOM. Il luogo è accessibile alle persone con mobilità ridotta.

Precettoria S. Antonio di Ranverso | Giringiro blog
Il viale alberato che conduce alla Precettoria, sulla destra il piccolo parcheggio

Per quanto riguarda le visite guidate: sono solo in lingua italiana, vanno prenotate al numero di telefono 011 6200603 e si effettuano dal mercoledi alla domenica in 2 distinte fasce orarie (10:30 e 14:30). Il costo supplementare è di 3 euro a persona (oltre al biglietto di accesso).

Per qualunque aggiornamento e maggiori dettagli sugli orari e/o costi dei biglietti, fate riferimento al sito ufficiale della Precettoria di S. Antonio di Ranverso che vi ho indicato tra i link utili. Al momento non è possibile acquistare i biglietti online ma solo presso la cassa del complesso Mauriziano.

È possibile acquistare un biglietto unico per visitare tutti e tre i beni gestiti dalla Fondazione Ordine Mauriziano che ha la durata di 1 anno dalla sua emissione.

Video di Drone Fly e pubblicato sul suo canale YouTube

Cos’altro fare in zona?

  • Visitare la vicina Sacra di San Michele.
  • Visitare Susa la porta di ingresso dalla Francia verso l’Italia, in questo articolo trovate alcuni spunti di visita.
  • Camminare sulla Via Francigena o, più semplicemente, fare una breve passeggiata sullo sterrato che dalla Precettoria porta verso ovest in direzione della località Ferriere, ripercorrendo i passi degli antichi pellegrini. Questo tranquillo percorso ciclo-pedonale è usato anche dai locali per praticare jogging o pedalare, magari con bambini al seguito.
  • Fare un giro in bicicletta: tra i percorsi cicloturistici della zona vi segnalo la “Ciclostrada segreta del Diacono Martino” il cui percorso è stato testato e sapientemente raccontato dall’amica Paola Bertoni del blog Paola in Viaggio. A questo link trovate tutte le informazioni necessarie su questo bell’itinerario cicloturistico. Il tratto da Rivoli fino a Susa e che quindi transita per la Precettoria è fattibile anche se si è poco allenati, quello successivo invece è un po’ più impegnativo.
La Precettoria di S. Antonio di Ranverso | Gioielli della Val Susa in Piemonte

Come raggiungere la Precettoria di S. Antonio di Ranverso

Distanze chilometriche: Torino (circa 22km), Asti (circa 72km), Alessandria (circa 106km), Milano e Savona (circa 156km), Genova (circa 185km), Piacenza (circa 197km).

  • in auto: occorre percorrere un breve tratto dell’autostrada A32 del Frejus in direzione Francia ed uscire allo svincolo segnalato come Rosta/Avigliana/Almese poi proseguire sulla strada SS25 del Moncenisio verso Susa. Oltrepassato l’abitato di Rosta, in prossimità di una rotatoria si notano le indicazioni per la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Un lungo viale alberato conduce in prossimità della struttura ove è possibile parcheggiare gratuitamente nei pochi spazi disponibili. La SS25 è stata una delle prime carrozzabili ad oltrepassare le Alpi verso la Francia e fu voluta da Napoleone Bonaparte per migliorare gli spostamenti tra i 2 stati. Con siti/app come GoogleMaps oppure ViaMichelin potete facilmente calcolare il percorso ottimale dalla vostra città di partenza.
  • autobus: meglio lasciar perdere. Sulla SS25 transitano le linee di autobus 1091, 1224, 1442 ma nessuna di queste ferma vicino alla rotatoria posta a breve distanza dalla Precettoria. Il servizio su gomma è gestito dalla compagnia di trasporto GTT, per qualunque informazione fate riferimento al sito di questa azienda.
  • in treno: il paese di Rosta è dotato di piccola stazione ferroviaria che dista circa 1,4km dalla Precettoria. Ci sono diversi treni giornalieri sulla tratta Torino Porta Nuova – Susa che fermano anche a Rosta. Dalla stazione si raggiunge il complesso monastico con una passeggiata. Per gli orari fate riferimento al sito Trenitalia.
  • in treno + bici: il servizio di trasporto biciclette sulla tratta ferroviaria che ferma a Rosta è soggetto a limitazione. Consiglio di informarsi preventivamente sulla disponibilità e prenotare il posto bici tramite il sito Trenitalia che ho indicato qui sopra.

Indirizzo della Precettoria

Precettoria di S. Antonio di Ranverso – 10090 Buttigliera Alta (To) | Tel. +39 011 6200603 | Posizione GoogleMaps

Precettoria di S. Antonio di Ranverso in Val di Susa | Piemonte da scoprire

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