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Visita al Castello di Cereseto nel basso Monferrato

Sulla cima di un colle del basso Monferrato c’è un castello che, per le sue forme ed i suoi colori, inevitabilmente, cattura lo sguardo del viaggiatore che si trovi a transitare sulle strade provinciali attorno al suo comune di appartenenza. È il Castello di Cereseto, quasi coevo ed esteriormente bello quanto il Castello tedesco di Neuschwanstein ma molto meno famoso.

Con i suoi torricini, torrazzi e torrioni di varie altezze e dimensioni, il Castello di Cereseto potrebbe quasi competere con il castello bavarese che ha ispirato Walt Disney.

Idee per weekend o gite nel basso Monferrato casalese | Andar per castelli e borghi
Paesaggio monferrino in estate

Cereseto si trova nel basso Monferrato casalese, una zona di dolci colline a nord-ovest di Alessandria e a sud-ovest di Casale Monferrato ma più vicina a quest’ultima città. Sono i tipici Paesaggi Vitivinicoli Unesco del Monferrato, la “Toscana senza cipressi” del poeta Giosuè Carducci.

Un’altra similitudine che accumuna i 2 castelli è che entrambi sono immersi in un’area boscosa, per quanto riguarda il castello di Cereseto è una propaggine del vicino Parco Naturale del Sacro Monte di Crea.

Una visita a questo fiabesco castello del basso Monferrato è quindi un’opportunità per conoscerne la curiosa storia, ammirare alcuni ambienti interni e lasciarsi stupire dalla bellezza della sua struttura. È anche un modo per scoprire il territorio circostante, sia attraverso i suoi borghi che le sue eccellenze agroalimentari, sia percorrendone i sentieri che segnano i saliscendi delle colline e regalano scorci suggestivi su un paesaggio che regala calma e pace.

Una curiosità sull’origine del nome del paese di Cereseto, probabilmente determinato dalle numerose piante di ciliegio che si trovavano su queste colline molti anni addietro. In piemontese: siréser è l’albero di ciliegio mentre sirésa (o ciarésa) è il frutto. Nella parte sinistra dello stemma di Cereseto sono infatti presenti 3 ciliegie.

Idee per trascorrere weekend nel Monferrato: Castello di Cereseto
Il castello ed il borgo visti dalla provinciale verso Casale Monf.

Il Castello di Cereseto: un regalo d’amore

Il castello, come lo vediamo oggi, venne fatto edificare da Riccardo Gualino nei primi anni del XX secolo sopra una villa ed i pochi resti di un edificio più antico come regalo d’amore per la giovane moglie Cesarina Gurgo Salice.

Riccardo Gualino nel corso della sua vita è stato un imprenditore visionario, un intraprendente uomo d’affari, un mecenate ed un importante collezionista d’arte. Nacque nel 1879 a Biella da una ricca famiglia di orafi, non volendo però lavorare nel settore e nelle attività della famiglia, decise di intraprendere un proprio percorso imprenditoriale.

Castello di Cereseto nel basso Monferrato | Casale e dintorni
L’elegante atrio del Castello di Cereseto

Si trasferì a Genova ed iniziò a lavorare dal cognato Attilio Bagnara che importava legnami dall’America. Dopo aver fatto un po’ di esperienza in questo settore e carriera, si spostò a Casale Monferrato dove entrò in società con la famiglia Gurgo Salice che era attiva nell’industria cementiera. Si innamorò perdutamente di Cesarina Gurgo Salice di 11 anni più giovane e sua cugina di primo grado.

“Sposami e farò di te una regina”

Nelle lettere che Gualino scriveva alla sua amata, raccontava il suo desiderio di costruirle un castello con torri e merli, un luogo che fosse simbolo del loro amore. Nel 1907 sposò Cesarina Gurgo Salice e, l’anno successivo, riuscì a realizzare il suo desiderio.

Acquisendo un ampio terreno collinare che sovrastava Cereseto e sul quale vi erano i resti di un antico fortilizio e della villa barocca del marchese Ricci, diede l’avvio ai lavori di demolizione di entrambe le strutture per far costruire il faraonico castello per Cesarina. Il progetto fu eseguito dall’ingegnere Vittorio Tornielli che trasse ispirazione dai concetti del celebre architetto francese Eugène Viollet-le-Duc. Nella costruzione in stile tardo quattrocentesca piemontese ci notano anche marcate influenze del d’Andrade che fu responsabile della direzione dei restauri di numerosi castelli e chiese medievali a cavallo tra XIX e XX secolo.

#affiliazioni

Il risultato finale è quello che, in parte, possiamo ammirare ancora oggi ossia un monumentale castello in stile neogotico con molteplici torri. Anche l’interno non era da meno: oltre 150 stanze, un teatro dove si svolgevano balletti e spettacoli, numerosi bagni con ogni comfort, stanze per ospiti e quelle private nelle quali si svolgeva la sfarzosa vita della famiglia Gualino oltre che alcuni ambienti per la servitù.

Ovviamente, come in ogni castello medievale, non mancavano il salone delle armi, la sala con l’esposizione di ceramiche e saloni di ricevimento e rappresentanza riccamente arredati e decorati.

Il fiabesco Castello di Cereseto in Piemonte | Info di visita
Lo spettacolare torrione principale

Essendo un perfezionista, Riccardo Gualino dette l’incarico a Tornielli di occuparsi personalmente della ricerca di mobilio, ornamenti, arredi, tessuti, quadri e tutto quello che potesse essere necessario per decorare e creare un edificio fuori dall’ordinario e che lasciasse a bocca aperta i suoi ospiti una volta varcato l’ingresso.

Anche l’enorme parco del Castello di Cereseto venne arricchito con una grossa piscina a forma di tartaruga, una grotta con laghetto sotterraneo, un’enorme serra, fontane, voliere, vialetti … ecc. Non mancano anche accorgimenti, dispositivi e meccanismi all’avanguardia per il periodo in cui fu edificato il Castello di Cereseto. Nelle stanze c’erano ad esempio i termosifoni mentre i bagni era equipaggiati di docce e vasche ed un efficiente sistema di tubazioni e rubinetterie. A poca distanza dal castello c’era poi una centrale elettrica con pompe idrauliche alimentate dall’acqua di un pozzo e che, curiosamente, era stata integrata in una mini riproduzione del Castello di Cereseto.

Castello di Cereseto nel Basso Monferrato Casalese
Cortile interno

Una delle guide ci ha inoltre raccontato dell’esistenza di un passaggio sotterraneo che permetteva di entrare in questa lussuosa residenza da una casa poco lontano, senza dover per forza passare dal cancello di ingresso. È probabile che fossero stati riutilizzati vecchi passaggi del fortilizio seicentesco preesistente. In ogni caso durante uno smottamento, a causa delle incessanti piogge, questo passaggio venne ricoperto molti anni fa.

Nel 1912 i lavori di costruzione terminarono. I Gualino organizzarono una grandiosa festa per l’inaugurazione del castello in cui tutti gli invitati indossavano abiti in stile quattrocentesco. Quando entrerete nel cortile del castello, chiudete gli occhi ed immaginate per un attimo cosa poteva essere stata questa festa in stile tardo medievale/rinascimentale oltre 110 anni fa. Il castello per la sua regina di cuori non era più un semplice sogno per il Gualino ma era finalmente diventato realtà!

Castello di Cereseto: una meraviglia neogotica sulle colline del Monferrato Unesco
Il lato del castello che si affaccia sul parco

Nella scenografica dimora di Cereseto la coppia raccolse diverse opere d’arte (alcune delle quali di pregevole valore) e si circondò di artisti, letterati, ballerini, fotografi ma anche di personalità di spicco dei più svariati settori. Il Castello di Cereseto non fu però l’unica ma una delle tante residenze della famiglia Gualino.

L’imprenditore Gualino, sfruttando le sue doti non comuni e le sue grandi capacità imprenditoriali, avviò una serie di attività in diversi settori (es. tessile, alimentare, automobilistico, radiofonico … ecc.), acquisì quote azionarie in varie aziende e questo gli permise anche di avere contatti con figure di rilievo come ad esempio Guglielmo Marconi ed importanti personaggi, scrittori, poeti ed artisti dell’epoca. Oltre che per la sua abilità imprenditoriale, Gualino viene anche ricordato per la sua attività di mecenate. Grazie a lui fu possibile la rinascita del Teatro di Torino nel 1925.

Fu una sorta di Re Mida dell’epoca, ovunque posasse il suo sguardo riusciva a creare attività imprenditoriali di successo, indipendentemente dal settore. Come in tante fiabe c’è però anche il momento più drammatico per il Castello di Cereseto ed i suoi proprietari.

Con la crisi del 1929 e l’avvento del fascismo in Italia la fortuna di Riccardo Gualino subì un pesante stop. Inviso a Mussolini perché Massone e per una lettera che aveva inviato al Duce per protestare seppure pacatamente contro la Quota 90, fu dapprima arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta e poi mandato al confino a Lipari per 5 anni. La moglie riparò a Casale Monferrato e tutte le società della famiglia ed i numerosi beni vennero confiscati, venduti o assorbiti da altre aziende vicine al regime fascista.

Anche il Castello di Cereseto venne svuotato di ogni bene, alcuni pezzi furono trafugati, altri venduti ed altri ancora finirono sparpagliati in varie collezioni. La bella fiaba del castello era purtroppo durata solo una ventina d’anni.

Visita guidata al Castello di Cereseto nel basso Monferrato
Molte delle decorazioni parietali sono sopravvissute alle devastazioni ed all’oblio

Dopo il periodo del confino, che fu ridotto a poco più di 1 anno grazie all’intercessione di Maria José del Belgio, Gualino non fece più ritorno al Castello di Cereseto. L’edificio, ormai vuoto ed abbandonato da tempo, era solo più un lontano ricordo della costruzione che aveva fatto erigere. Pare che Gualino avesse tuonato un’invettiva del tipo “non sarà più mio né di nessun altro”.

L’imprenditore si trasferì con la famiglia a Parigi e poi a Roma dove diede vita anche ad una casa cinematografica ed infine a Firenze dove morì nel 1964. La moglie Cesarina visse invece fino a 102 anni.

Il Castello di Cereseto, ormai spogliato dei suoi preziosi arredi ed opere d’arte, passò di mano tra alcuni proprietari e finì anche tristemente al centro della cronaca nera negli anni ottanta quando al suo interno venne scovato un ingente quantitativo di droga nonché sofisticati laboratori e macchinari per la produzione di eroina. La struttura rimase sotto sequestro per un po’ di tempo ma il declino continuò anche negli anni successivi con qualche tentativo di riqualificazione che fece solo danni ad alcuni ambienti e frequenti incursioni di persone che hanno trafugato decori e pure qualche elemento architettonico. Non sono mancate, anche di recente, le visite di esploratori di edifici abbandonati che purtroppo non sempre si sono attenuti alle regole dell’Urban Exploration ossia non rimuovere oggetti e/o non danneggiare le strutture visitate.

L’architettura del castello

La facciata è in laterizio con mattoni che vennero appositamente costruiti in zona, cercando il più possibile di imitare quelli dell’epoca quattrocentesca. È alleggerita da una serie di finestre monofore, bifore e trifore che sono contornate da cornici modanate in laterizio e da pietre chiare per evidenziare il bicromismo tipico degli edifici in stile neogotico.

Numerose sono le iscrizioni latine con motti che si possono notare sui muri esterni, nelle pareti delle stanze ma anche sui soffitti. Sul muro esterno del torrione più grande è visibile un bassorilievo in bronzo che raffigura il ritorno a casa di un contadino dopo la guerra del 1915/1918.

Il Castello di Cereseto si presenta oggi così: molto scenografico e ben conservato nelle parti esterne e danneggiato in quelle interne anche se le sue pareti, i soffitti ed i pavimenti ancora narrano della sua bella storia d’amore, delle feste, dei balli e degli incontri con le menti più raffinate dell’epoca quando un piccolo paese del basso Monferrato divenne una sorta di caput mundi.

Nonostante i saccheggi e i numerosi cambi di destinazione d’uso, oltre che di proprietari, le sale che si visitano conservano ancora il loro fascino immutato. Mi hanno molto colpita le belle decorazioni dei soffitti, di molte pareti ed i pavimenti con maioliche invetriate. Forse per la giornata un po’ ventosa mi è quasi sembrato, entrando in alcuni saloni, di sentire in sottofondo le note sulle quali Cesarina Gurgo Salice ballava e prendeva lezioni dal famoso ballerino Sakharoff. Basta chiudere gli occhi e far lavorare la fantasia.

Visite al Castello di Cereseto

Da qualche tempo è possibile visitare alcune parti del Castello di Cereseto grazie ad un accordo tra l’attuale proprietà ed il Comune di Cereseto che, tramite volontari, assicura due turni di visita alla domenica.

Le visite sono gratuite ma è necessario prenotarsi compilando l’apposito modulo sul sito del Castello di Cereseto per evitare sovraffollamenti. Orari di visita: i turni di visita sono solitamente due, uno dalle 10 alle 11 e l’altro dalle 11 alle 12 ma, in alcune giornate, sono previsti turni pomeridiani anziché mattutini oppure turni sia al mattino che al pomeriggio.

Collegandosi al link che ho messo poco sopra, occorre scrivere i propri dati (nome e cognome, email e numero di telefono), selezionare l’opzione “richiesta visita guidata” e aggiungere qualche informazione supplementare nel campo sottostante (es. data prescelta per la visita, numero partecipanti … ecc.). In breve si riceverà l’email di risposta con la conferma (tenete d’occhio la cartella spam perché la risposta potrebbe finire li e non nella posta in arrivo!).

I volontari sono molto gentili e disponibili a soddisfare tutte le domande dei visitatori anche se il tempo è tirato, soprattutto nel primo turno di visita. Grazie ad alcune foto, scattate sia dalla stessa Cesarina che da amici fotografi, è possibile vedere le condizioni originarie di alcune sale o di parti di esse e raffrontarle con quello che si vede attualmente.

Durante la visita, che si svolge sia all’esterno che in alcuni interni, viene raccontata l’incredibile storia di questo castello e della famiglia Gualino, il percorso di visita non è adatto ai passeggini ed alle persone con difficoltà motorie perché ci sono scale e pavimenti sconnessi.

Dopo la visita al Castello di Cereseto, accordandosi con le guide, è possibile recarsi nella sede dell’associazione che cura questi incontri per visionare altre foto scattate ai tempi d’oro del castello ed approfondire la scoperta di questo edificio così singolare.

In conclusione

Visitare il Castello di Cereseto significa immergersi in un angolo di Monferrato dove storia, architettura e paesaggio si intrecciano in modo sorprendente. Tra le sue torri, i dettagli neogotici e liberty ed il panorama che abbraccia le colline, è impossibile non lasciarsi affascinare da questo luogo fuori dal tempo ed anche dal comune.

Che tu sia amante dei castelli, curioso di scoprire borghi meno noti o semplicemente in cerca di una gita diversa dal solito, Cereseto è una meta che merita davvero una deviazione. Un piccolo viaggio che regala bellezza, quiete e quella sensazione di scoperta che rende speciale ogni uscita.

Cos’altro fare a Cereseto e dintorni

Di seguito vi lascio qualche suggerimento, qualcuno è più adatto ad un weekend mentre altri si possono effettuare nella stessa giornata di visita al Castello di Cereseto.

  • Visitare la Chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Cereseto: molto bello l’affresco dietro l’altare che raffigura l’Assunzione di Maria, interessanti anche due affreschi nella navata (Trinità con i Santi e Madonna in trono).
  • Sulla strada provinciale 457var che collega Moncalvo con Madonnina si può notare una riproduzione semplicata ed in scala ridotta del Castello di Cereseto, è la vecchia centrale elettrica.
  • Per gli appassionati di escursionismo/trekking: c’è un bel percorso ad anello di circa 10km che parte dal palazzo del Comune di Cereseto e poeticamente si chiama “I silenti spazi di Cereseto”. Il segnavia è il numero 747, sul sito ufficiale dei Sentieri della Provincia di Alessandria potete scaricare mappa, traccia e descrizione completa.
  • Siete appassionati di Panchine Giganti o, se preferite, le Big Bench di Chris Bangle? A Sala Monferrato c’è la Panchina Gigante n° 48 che dista circa 6km da Cereseto. Il basamento della panchina è bianco e l’ampia seduta è color Rosso Barbera del Monferrato. Ce ne sono altre Big Bench in zona ma questa è quella più comoda da raggiungere.
  • A circa 8km di distanza (12 minuti in auto) si trova il paese di Moncalvo dove, la prima domenica di ogni mese, si svolge un bel mercatino dell’antiquariato. Tra l’altro la parte più antica del paese è graziosa da visitare
  • A circa 15km di distanza (poco meno di 20 minuti in auto), si trova il Bialbero di Casorzo, una curiosa stramberia della natura del quale avevo parlato in questo articolo.
  • A circa 20km (25 minuti in auto) c’è il paese di Montemagno dal quale si può partire per un itinerario, sia breve che più lungo, tra le più belle chiese romaniche astigiane. A questo link trovate il mio articolo con i dettagli.

Festività a Cereseto

  • Festa Patronale: a metà agosto si festeggia il Santo Patrono che è San Rocco
  • Venerdi Santo: si svolge la recita dei misteri e dei discorsi, una tradizione molto antica e che risale al 1600. In questa occasione viene portata in processione la statua del Cristo morto che è nella Parrocchia.

Prodotti tipici del territorio

Premesso che la cucina tipica è quella tradizionale piemontese, l’area di Cereseto risente comunque delle influenze delle province di Asti ed Alessandria poiché è in prossimità di entrambi i confini.

  • I salumi artigianali del Monferrato sono una vera ghiottoneria, oltre a quelli classici ve ne segnalo un paio più particolari: la Muletta ed il Salame Cotto Monferrato. La prima è un tipico salame crudo di queste zone dalla forma tozza e preparato con carni suine pregiate, l’altro invece è uno dei simboli della cultura gastronomica piemontese la cui ricetta può variare da zona a zona. È buono così, ossia freddo, ma anche servito tiepido o caldo. Che si tratti di Muletta o salame cotto, ogni fetta è una storia dell’arte e della tradizione culinaria di questa porzione di Piemonte.
  • Una ricetta tipica di Cereseto sono i Friciulin ossia delle polpettine di verdure ed erbe aromatiche, impastate con uova e pangrattato e poi fritte in olio e consumate calde.
  • Tra i dolci non possono mancare gli inimitabili Krumiri di Casale Monferrato, i deliziosi e burrosi frollini secchi di forma leggermente arcuata e con il lato superiore zigrinato. Da acompagnare con un calice di tradizionale vino Moscato ma soprattutto con una dolce Malvasia del territorio. E se volessimo esagerare? Tuffiamoli in una coppa di profumato zabaione!
  • Tra i vini vi segnalo: Grignolino del Monferrato casalese, Barbera del Monferrato Superiore, Nebbiolo, Monferrato Freisa. A questi si aggiungono anche due interessanti ed antichi vitigni autoctoni piemontesi: la Slarina a bacca rossa ed il Baratuciat a bacca bianca che sono stati recentemente recuperati e salvati dalla scomparsa da alcuni produttori del basso Monferrato. Tra i bianchi spiccano il Monferrato Bianco ed il Monferrato Casalese.

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