In Francia c’è un villaggio di antichissime origini, fatto di costruzioni rurali in pietre a secco: è il villaggio di Bories o, per dirla alla francese, le Village des Bories. Una testimonianza preziosa di come vivevano i contadini che abitavano queste zone dell’alta Provenza e che invita a fare un viaggio a ritroso nel tempo.
Il villaggio di pietra
Quasi nascosto in mezzo ad una natura inviolata e tipicamente mediterranea, nel cuore del Luberon ed al centro di un ipotetico triangolo scaleno formato dai borghi di Gordes ad est, Fontaine-de-Vaucluse ad ovest e Cabrières d’Avignon a sud, sorge questo museo a cielo aperto di arte rurale. Il sito, con numerosi e rudimentali capanni in pietre detti anche Les Cabanes, è un monumento nazionale dal 1977.
La strada Chemin du Village des Bories è stretta e tortuosa, soprattutto via via che ci si avvicina alla destinazione ma vale la pena fare una deviazione verso questo antico villaggio quando si visitano i bei borghi che costellano il dipartimento francese della Vaucluse. Noi ad esempio lo avevamo visitato durante la nostra vacanza in Alta Provenza, dopo aver lasciato Gordes e prima di raggiungere la non lontana Abbazia di Senanque.
Arriviamo in zona dopo aver trascorso alcune ore nella vicina Gordes, in auto possiamo arrivare fino al parcheggio vicino all’ingresso del sito. Non è ampio e, parcheggiando tra gli ulivi, bisogna fare un po’ di attenzione con le auto più basse perché il terreno è dissestato e spuntano delle radici. È metà pomeriggio di fine settembre, ci sono alcune vetture di varie nazionalità ma troviamo qualche posto libero ed anche nel villaggio non ci sono molti visitatori.

La temperatura è gradevole, è caldo ma per niente afoso. Sicuramente la zona in piena estate può diventare molto calda anche perchè è completamente sotto al sole, ci sono alcuni arbusti e piante che non riparano a sufficienza. Conviene tenerne conto nel caso in cui abbiate con voi bambini e/o portiate il cane nei mesi di luglio ed agosto.
Fin da subito, passando accando ad un muretto, mi colpisce il curioso metodo costruttivo e non posso fare a meno di soffermarmi ad ammirarlo. Si rifà a tecniche ancestrali che non prevedevano l’uso di malta o altre tipologie di leganti ma si basava solo sulla scelta e la precisa preparazione delle pietre oltre che sulla loro disposizione ordinata. L’Unesco ha riconosciuto il valore e l’importanza dell’arte dei muretti a secco inserendola nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel 2018.

Le Cabanes nel Villaggio di Bories
Le varie tipologie di edifici che si possono ammirare in questo sito, ad una manciata di chilometri da Gordes, vennero edificate agli inizi del XVII secolo quindi nei primi anni del 1600.
Alcuni studiosi ritengono però che questi edifici fossero molto più vecchi e siano poi solo stati modificati ed ampliati nel XVII secolo. Secondo queste ipotesi la datazione di questi edifici risalirebbe al Medioevo e forse alla Preistoria. Quello che è più certo è che queste costruzioni, dette anche Cabanes, non venivano abitate continuativamente per tutto l’anno ma solo periodicamente. Contadini e pastori si recavano qui per coltivare la terra o allevare bestiame in determinate stagioni tra i secoli XVII e XIX.
Ci sono ricoveri per pecore e capre, forni per il pane, magazzini ove conservare olio e vino, aie, ripari per i lavoranti e per gli attrezzi da lavoro, corridoi di passaggio tra un edificio e l’altro, aie ma non c’è un cimitero e neppure una chiesa in questo villaggio forse perché aveva una funzione “temporanea”. Tutto attorno c’è la macchia mediterranea fatta di arbusti aromatici, erbe selvatiche e piante che ben si adattano al clima secco che contorna e sembra quasi proteggere il sito. Tutto trasuda storia e fatica.

Basta guardarsi in giro e dare un’occhiata alla conformazione del terreno per rendersi conto di quanto potesse essere faticoso lavorare la terra qui. Terra arida che ha fortificato gli animi. Nonostante le difficoltà oggettive, gli abitanti si ingegnarorono a costruire gli edifici sfruttando tecniche costruttive arcaiche e le poche risorse disponili come ad esempio le pietre tolte dai terreni per poterli poi dissodare e coltivare oppure trasformare in pascoli.
Sul finire del 1800 il villaggio fu però abbandonato, venne parzialmente ricoperto dalla vegetazione, in parte depredato ed alcuni edifici crollarono. A metà degli anni sessanta del secolo scorso un tale di nome Pierre Viala che aveva acquisito un terreno in zona, notò quasi per caso questi ruderi, ne intuì l’importanza storico-culturale e diede inizio al loro recupero creando così il Villaggio di Bories.

Nel recinto del villaggio trova posto anche un piccolo museo che spiega l’importanza dei muretti a secco in generale (non solo quelli che si vedono qui) e raccoglie alcuni utensili e documenti relativi alla ricostruzione del Village des Bories.
Quello di Gordes è uno dei più famosi ma queste tipologie di costruzioni erano molto diffuse nell’area di Apt e se ne possono trovare anche a Bonnieux, Auribeau, sull’altopiano di Claparèdes. Alcuni sono edifici singoli che spuntano all’improvviso in mezzo ad un campo o vicino ad una strada, altri invece sono raggruppati in piccoli villaggi come il Village des Bories.
Ce ne sono anche nel dipartimento della Dordogna.

In conclusione
Visitare il Villaggio dei Bories significa fare un passo indietro nel tempo, in un silenzio fatto di pietra, vento e memoria. Tra queste costruzioni antiche, così semplici seppure così ingegnose, si riscopre il legame profondo tra l’uomo e la terra del Luberon.
È un luogo da attraversare lentamente, senza fretta, da ascoltare, è una piccola lezione di essenzialità che resta con te anche dopo aver lasciato questi paesaggi.

Aperture e costi di ingresso (2026)
Il sito è aperto quasi tutto l’anno ad esclusione del 25 dicembre e del 1 gennaio, nei restanti mesi l’orario di visita è differenziato come segue:
- dal 16 novembre al 31 gennaio: è aperto dalle ore 10:00 alle 17:00
- nei mesi di febbraio e marzo: è aperto dalle ore 09:00 alle 17:30
- ad aprile, maggio e settembre: è aperto dalle ore 09:00 alle 19:00
- nei mesi di giugno ed agosto: è aperto dalle ore 09:00 alle 20:00
- dal 1 al 25 ottobre: è aperto dalle ore 09:00 alle 18:30
- dal 26 ottobre al 15 novembre: è aperto dalle ore 09:00 alle 17:30
Biglietti di ingresso
Si acquistano alla cassa presso il sito del villaggio.
- Adulti (over 17): 8 euro
- Bambini (12/17 anni) e studenti: 4 euro
- Gruppi di almeno 10 adulti: 7 euro
- Gruppi di almeno 10 bambini: 2 euro
I bambini di età inferiore ai 12 anni, i giornalisti e le persone con mobilità ridotta entrano gratuitamente. Per vedere le tariffe e gli orari aggiornati consiglio di consultare il sito ufficiale del Villaggio di Bories che ho indicato più sotto tra i link utili.

Note sul sito del Village des Bories
- Può essere difficoltoso muoversi con passeggini ed anche per le persone con mobilità ridotta per la presenza di scalini, tratti disconnessi e vari dislivelli sul terreno.
- I cani sono ammessi all’interno del sito purchè vengano tenuti al guinzaglio e si provveda a raccoglierne le deiezioni.
Come arrivare al Villaggio dei Bories
- in auto/camper/autobus turistici: le auto possono parcheggiare vicino all’ingresso del villaggio. Sia i camper che i pullman turistici vanno invece lasciati nell’ampio spiazzo sterrato adiacente la strada D2 (Route du Cavaillon) e poi occorre raggiungere il Villaggio di Bories a piedi (1,7km), c’è anche un cartello che lo segnala.
- in autobus: vicino all’incrocio tra la strada dipartimentale D2 e quella secondaria Chemin du Village des Bories ferma il bus 917 della compagnia …
Link utili
- Village des Bories: sito ufficiale | pagina FB
- Destination Luberon (Centro informazioni turistiche del Luberon): sito ufficiale | pagina FB
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