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Vendersi: un borgo rinato con gli spaventapasseri

Vendersi (con l’accento sulla seconda E), come recita un cartello vintage in prossimità del paese, è una frazione di Albera Ligure a 720 metri d’altitudine.

Siamo in Val Borbera, in provincia di Alessandria, nel basso Piemonte. Una terra che confina con altre tre province (Genova, Pavia, Piacenza) che ne hanno plasmato cucina, storia, cultura, dialetto e tradizioni, oltre che fortificato gli abitanti.

Gli spaventapasseri di Véndersi
Trova l’intrusa 😀

Queste zone da sempre hanno avuto una vocazione agricola ma, lo sviluppo economico dopo il secondo dopoguerra, ha fatto si che molte piccole frazioni si siano spopolate. Talune sono state proprio abbandonate ed oggi vengono riscoperte grazie ad alcuni itinerari escursionistici.

In questo territorio però ci sono fortunatamente ancora persone che credono nelle sue potenzialità e si danno da fare per far conoscere la Val Borbera, i suoi borghi e frazioni promuovendo un turismo tranquillo, a contatto con una natura quasi incontaminata, forse un po’ selvaggia ma che regala emozioni ad atmosfere d’altri tempi.

Anche i prodotti tipici del territorio meritano una grande attenzione: vini come il Timorasso, formaggi con latte ovino, salumi pregiati delle terre del Giarolo, mieli, pesche, fragole, ciliegie e molti altri che vi invito a degustare e scoprire.

A proposito di enogastronomia, l’Associazione Albergatori e Ristoratori delle Valli Borbera e Spinti organizza un tour gastronomico con vari piatti della tradizione che si svolge sia in primavera che in autunno in numerosi ristoranti che aderiscono a questo progetto di valorizzazione delle eccellenze del territorio ed è nato nel 1978.

Il paese degli spaventapasseri
Ricchetto e soci si riposano dopo aver lavorato nell’orto

Vendérsi è un esempio della tenacia dei suoi abitanti o, almeno, di un paio di loro (anche se una è una “villeggiante” e non abita stabilmente in questa frazione).

Tutto è iniziato nel 2019 quando Ivana e Silvia, due vulcaniche abitanti di Vendersi desiderose di far conoscere questi luoghi meno noti, hanno creato il primo spaventapasseri chiamato Delfina. Non potendola certo lasciare sola soletta nel paese è stato creato anche Manlio, il suo compagno. Con questi personaggi hanno partecipato alla prima edizione di “Albera e i suoi borghi fioriti” una sorta di gara tra i comuni della zona che sono chiamati ad abbellire, piazze, vie, terrazzi e giardini. Un’apposita giuria alla fine decreta il vincitore. 

Partecipando a questa rassegna, Ivana e Silvia si sono fatte notare. Luciano Cauda, un fotografo della Val Borbera, le ha incoraggiate a continuare con questa loro passione e ad organizzare un raduno di spaventapasseri che purtroppo non si è potuto svolgere a causa della pandemia.

Vendersi: paese spaventapasseri
Scene di vita di campagna

Dopo i primi due spaventapasseri sono nati Gustavo, Alfonsina, Sebastiano, Matilde, Giovanni, la maga Miranda e molti altri ancora. Alla fine si sono ritrovati in 63 ad animare la frazione di Vendersi e nel 2022 il gruppo è ancora cresciuto di numero. Sicuramente più degli abitanti in carne ed ossa.

Gli spaventapasseri sono stati posizionati in vari punti della frazione di Vendersi, animandolo e rallegrandolo. Grazie alle foto scattate da Luciano e da altri appassionati della zona, al passaparola ed alle condivisioni sui social la frazione di Vendersi ha cominciato a farsi conoscere anche oltre regione. Moltissime persone sono salite fin quassù per ammirare gli spaventapasseri.

Da quel momento Vendersi ha cominciato ad essere chiamato “il paese degli spaventapasseri”.

I fantocci sono stati creati da Ivana e Silvia con vecchi abiti e calzature recuperate ed a ciascuno di essi è stato dato un nome. Una buona parte di questi nomi sono quelli di persone che avevano realmente abitato a Vendersi e che adesso non ci sono più. Un modo come un altro per rimanere legati alle tradizioni e ricordare chi se n’è andato.

Spaventapasseri a Vendersi
Oggi sposi: Harry Frumento e Betty Paglierina

Un’altra particolarità è che, oltre ad essere disseminati in vari angoli del paese, anche in giardini privati così da creare una sorta di percorso di visita del borgo per poterli vedere tutti, sono state create alcune coreografie. Ci sono ad esempio l’osteria con gli avventori, il corteo di un matrimonio, contadini al lavoro, la cartomante pronta a leggere la mano … ecc. In molti casi sono stati usati antichi attrezzi od oggetti di vita rurale per abbellire le composizioni.

Cartelli con i nomi dei personaggi od alcune semplici ma efficaci frasi rendono il tutto ancora più gradevole.

Nella stagione invernale 2021/2022 alcuni spaventapasseri di Vendersi sono stati rimossi ma altri sono stati riadattati al periodo ed al clima coprendoli con capi più caldi ed è anche comparsa una natività nel mese di dicembre 2021.

Daisy e lo spaventapasseri
La coraggiosa Daisy affronta un pericoloso spaventapasseri che sembra danzare al vento

Io l’ho visitato in un giorno infrasettimanale di inizio settembre insieme a mia mamma e Daisy. Quando siamo arrivate c’era giusto un’altra coppia che era arrivata in moto.

Mi hanno colpita il silenzio di quel minuscolo borgo e la natura rigogliosa dei dintorni. Ho girovagato a Vendersi per un paio d’ore, scattando alcune foto ed incontrando solo un anziano signore che stava bagnando i fiori del suo piccolo giardino ed alcuni gatti incuriositi dalla nostra presenza.

Non mi sono sentita sola, c’erano tutti quei curiosi personaggi ad animare il borgo ed a mostrare antichi costumi ed usanze di questa valle che non esistono più.

La tentazione di sedersi sulla panchina con Alfonsina a gustare una tazza di caffè od aiutare Gian Franco a fare le parole crociate c’è stata.

Véndersi: paese degli spaventapasseri
L’osteria di Vendersi è sempre molto animata

I visitatori con aspirazioni artistiche potranno cimentarsi nel suonare uno strumento, recitare una poesia oppure cantare una canzone per gli spaventapasseri sedendosi sulla “sedia dell’artista” che è posizionata in un punto molto panoramico di Vendersi.

In almeno un’occasione mi è quasi sembrato che questi fantocci volessero prendersi gioco di me anche perchè la piacevole brezza faceva muovere cappelli di paglia, foulard ed abiti dando l’idea che non fossero solo spaventapasseri ma persone reali.

Gli uccelli non vanno nel campo di grano solo per mangiare, ma anche per farsi raccontare le storie dal vecchio spaventapasseri (Fabrizio Caramagna)

Véndersi in Val Borbera
Benvenuti a Vendersi

Note

Nella frazione di Vendersi i parcheggi sono limitati, nella piazza che vedete indicata dalla lettera P nella mappa sottostante ci sono circa una dozzina di posti.

A Vendersi non ci sono bar e locali di ristorazione. E’ consigliabile portarsi qualcosa da bere soprattutto nella stagione e nelle ore più calde. Avevo messo nello zaino anche una borraccia per Daisy ma non è stata necessaria perchè ho trovato una fontanella nel cuore del borgo.

Dopo la visita a Vendersi ed ai suoi simpatici spaventapasseri ci siamo spostate nella vicina Pallavicino per assaporare un buon pranzo e poi abbiamo effettuato una visita al Castello di Borgo Adorno prima di rientrare a casa.

Frazione di Vendersi

Cos’altro vedere e fare a Vendersi e dintorni

  • A Vendérsi si trova l’interessante Chiesa dei Santi Matteo e Fortunato del IX secolo. La precedente abbazia si trovava a monte del paese nella località “Pian dei Preti” ma venne distrutta da una frana. Dell’antica abbazia di Vendérsi rimane solamente un coperchio di un sarcofago in granito, addossato al muro esterno dell’attuale chiesa.
  • Mulino Maletto di Santa Maria (2,7km da Vendersi). Il mulino di S. Maria, costruito nei primi anni dell’ottocento, è una preziosa testimonianza dell’arte molitoria dei tempi passati. E’ stato parzialmente restaurato negli anni scorsi dal Comune e può di nuovo macinare frumento e mais sfruttando il torrente Albirola. 
  • Castello di Borgo Adorno (4,3km da Vendersi): eretto in epoca medievale nel 1176 venne poi gravemente danneggiato da una frana e ricostruito nelle forme attuali nel secolo XVII. E’ dimora privata ed ospita una collezione di arte contemporanea di una pittrice, discendente degli Adorno. Graziosa la piccola Cappella dedicata a Santa Caterina Fieschi Adorno situata vicino alla residenza. Da maggio a settembre il castello e la casa-museo dell’artista sono visitabili su prenotazione in alcune giornate. In ogni caso il Castello di Borgo Adorno, anche solo visto da fuori, colpisce per la sua bella struttura e posizione.
  • ascesa al Monte Giarolo (1.473m) dal paese di Giarolo che dista circa 6,5km da Vendersi. Sulla sommità di questo monte, dal quale si gode una magnifica visuale, si staglia la gigantesca statua bronzea del Cristo Redentore. E’ un itinerario escursionistico vero e proprio che richiede allenamento ed abbigliamento adeguati.
  • per gli appassionati escursionismo i dintorni di Vendersi e, più in generale la Val Borbera, sono un’ottima destinazione da esplorare a piedi. Ad esempio da Albera Ligure, seguendo il sentiero 211, si arriva in prossimità di Vendersi. Un percorso molto panoramico ma lungo è quello che parte poco fuori la frazione, sulla strada per Pallavicino, e tramite i sentieri 210 e 200 permette di giungere ai monti Giarolo, Gropà, Panà, Cosfrone, Ebro e per finire il Chiappo. Meglio dotarsi di una mappa della zona prima di intraprendere le escursioni.
Borgo Adorno
Il bel castello di Borgo Adorno

Curiosità

Gli spaventapasseri di Vendérsi sono social ed hanno una propria associazione e relativa pagina FB, cercate @ilpaesedeglispaventapasseri su Facebook e sarete aggiornati su tutte le novità che li riguardano.

Cosa fanno gli spaventapasseri di Vendersi in autunno ed inverno?

Da aprile fino alla fine di settembre è possibile ammirarli tutti ma, con l’arrivo delle piogge e del freddo, alcuni di essi vengono gradualmente rimossi. Altri però rimangono imperterriti al loro posto ma vengono vestiti con abiti pesanti, sciarpe e cappelli in lana per l’arrivo dei primi freddi. Per quanto siano temprati e fieri abitanti valborberini, a 720 metri d’altitudine fa freddino in autunno ed inverno. In inverno non è infrequente che nevichi.

Nel periodo natalizio al posto dell’osteria viene allestita una capanna con la Natività. Chi decide di andare a Vendersi trova comunque degli spaventapasseri tutto l’anno anche se, come già detto, il clou è la stagione primaverile-estiva.

Per avere maggiori informazioni sul numero di spaventapasseri esposti potete comunque contattare la relativa associazione tramite la pagina Facebook che ho riportato qui sopra.

Vendersi in Val Borbera: come arrivare

  • in auto: arrivando da Genova è necessario percorrere l’autostrada A7 in direzione Milano ed uscire al casello di Vignole Borbera. Seguire la provinciale SP140 per la Val Borbera e, all’ingresso del paese di Albera Ligure imboccare Via Albirola che conduce a Vendersi (4km circa). Da Milano percorrere l’autostrada A7 in direzione opposta. Da Torino seguire le autostrade A21 in direzione Piacenza poi a Tortona prendere la A7 in direzione Genova; il resto del percorso è quello già indicato.
  • treno o bus di linea: le stazioni ferroviarie più vicine sono Serravalle Scrivia (27km) ed Arquata Scrivia (24km), da qui poi bisognerebbe proseguire su bus di linea ma il servizio non è consigliabile
  • e-bike: vengono noleggiate a Cabella Ligure che dista 8km da Vendersi

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1 commento su “Vendersi: un borgo rinato con gli spaventapasseri”

  1. No vabbè, geniale e bellissima idea, non ne avevo mai sentito parlare, ma la metto di sicuro nella lista delle gite in giornata. Grazie per averla condivisa, mi piace moltissimo!

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