Il Castello della Pietra

“Dove osano le aquile” è un notissimo film del 1968, ambientato nella seconda guerra mondiale, che racconta la storia di una squadra di soldati americani che devono penetrare e effettuare una missione in un’imprendibile fortezza arroccata sulle montagne bavaresi.

Qui non siamo sulle montagne della Baviera ma all’interno del Parco dell’Antola. Più precisamente nel comune di Vobbia, un piccolo comune della città metropolitana di Genova in Liguria. La posizione del Castello della Pietra è comunque così suggestiva che, quando ho potuto ammirarlo durante una bella camminata dello scorso settembre, mi è subito venuto in mente il titolo del film.

Ad essere onesti qui non ci sono aquile tuttavia diverse specie di uccelli rapaci svolazzano nei cieli che fanno da sfondo al Castello della Pietra ed ai tue torrioni naturali in conglomerato tra i quali è stato ingegnosamente costruito fin quasi a mimetizzarsi con le rocce. Poiane, sparvieri e varie tipologie di falchi popolano queste zone dell’entroterra genovese, come ci ha raccontato la guida del parco durante l’escursione.

L’anno scorso, come probabilmente molti di voi, ne ho approfittato per effettuare un po’ di turismo di prossimità. Ho così approfondito la conoscenza di molti luoghi a non molta distanza dalla casa italiana. A parte la settimana trascorsa a luglio in Val di Funes, ho girato molto in Piemonte (soprattutto tra le colline ed in montagna) e sconfinato poco oltre l’appennino Ligure.

Grazie ad una visita guidata organizzata dal Parco Naturale Regionale dell’Antola ho così potuto finalmente visitare il Castello della Pietra e conoscere un po’ meglio il selvaggio e meraviglioso Parco dell’Antola. Avevo sentito parlare spesso da amici e visto alcune foto su internet di questa fortezza ma non ero ancora andata a vederla.

Il sentiero dei Castellani
Il tratto iniziale del Sentiero dei Castellani e la nostra abile guida Luca A.

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L’escursione

Periodicamente l’Ente Parco Antola organizza visite guidate al Castello della Pietra ed attività escursionistiche o di altro tipo (es. birdwatching, scoperta della fauna e della flora …. ecc ) nel parco. Non appena avevo visto su Facebook la pubblicità dell’escursione lungo il Sentiero dei Castellani fino al Castello della Pietra, mi ero subito iscritta anche perchè i posti, causa pandemia, erano limitati.

L’appuntamento con la guida era fissato in prossimità del ponte sul torrente a Vobbia la domenica mattina per le 9:30. Dopo aver riunito tutti i partecipanti ed essersi presentato, Luca, naturalista e guida ambientale escursionistica, ci ha accompagnati nell’escursione lungo il Sentiero dei Castellani. L’itinerario molto bello e vario è stato reso ancora più piacevole dalle spiegazioni che il nostro cicerone ci ha fornito, Luca è stato anche molto disponibile ed esaustivo nel rispondere alle nostre svariate domande.

Il Sentiero dei Castellani fiancheggia in buona parte il canalone del torrente Vobbia e ripercorre l’antico tracciato che gli occupanti del Castello della Pietra utilizzavano per accedere alla fortezza.

Durante il tragitto, approfittando di alcune soste, la guida ci ha illustrato diversi aspetti del territorio, anche dal punto di vista geologico e naturalistico. Inoltre ci ha spiegato come si svolgeva il lavoro delle persone che abitavano queste zone, che vivevano semplicemente di quanto i boschi offrivano come per esempio la legna per ricavarne il carbone e le castagne.

Abbiamo così visto il Poggetto che attualmente è un punto panoramico ma venne usato nei secoli passati come  punto di osservazione ed avvistamento per proteggere il castello. Nel 1927 vennero ritrovate da un abitante del posto alcuni frammenti di colonnine, si ipotizza che qui vi fosse una torre. Adesso quei ritrovamenti sono visibili in una edicola dedicata a Nostra Signora della Fortuna e posta sulla facciata di una abitazione all’inizio del Sentiero dei Castellani.
Dal Poggetto si gode una bella visuale sul sottostante paese di Vobbia ma anche sulle Rocche del Reopasso, tre possenti e suggestivi rilievi in conglomerato i cui nomi sono Anchise, Biurca e Carrega do Diao (sedia del diavolo). Circa 30 milioni di anni fa queste cime erano delle vere e proprie catene montuose che nel corso dei secoli sono state plasmate dagli eventi atmosferici fino ad assumere la conformazione attuale.

Rocche di Reopasso
Vista dal Poggetto: il profilo selvaggio delle Rocche del Reopasso

Proseguendo sul sentiero incontriamo i ruderi del Secchereccio ove si seccavano le castagne, la Piazzola da carbone ove è stata ricostruita una sorta di pira che serviva per ricavare il carbone.

Durante le soste successive la guida ci ha parlato delle caratteristiche della flora e della fauna dell’area, delle tipiche rocce di conglomerato che affiorano lungo il sentiero e dell’importanza delle zone umide.

Il sentiero si svolge in buona parte nel bosco ed in un ambiente naturale selvaggio. In un paio di punti si hanno viste magnifiche sul Castello della Pietra che consentono di scattare belle foto. Oltrepassato il Rio del Campo ed un’area attrezzata con tavoli e panche siamo arrivati dopo circa un chilometro in prossimità del castello. Negli ultimi cento metri prima di arrivare all’ingresso del Castello della Pietra si cammina sulla roccia sedimentaria clastica (conglomerato), un parapetto metallico è stato messo a protezione verso valle. Il fondo in questo tratto è un po’ sconnesso.

Alle 12 avevamo appuntamento per la visita guidata all’interno del castello con un’ulteriore guida e siamo arrivati perfettamente in orario all’appuntamento. Lo spazio in prossimità del Castello della Pietra è piuttosto ridotto e posto subito sotto alla fortezza. Senza grandangolo non è semplice riuscire ad immortalare l’intero complesso, a mio avviso si fotografa meglio da uno dei due punti panoramici lungo il sentiero.

Dopo la visita siamo ritornati verso Vobbia sullo stesso itinerario dell’andata, facendo però la pausa per consumare il pranzo al sacco presso l’area di sosta attrezzata. Purtroppo mentre eravamo al castello il meteo è repentinamente cambiato ed il tragitto del ritorno lo abbiamo percorso sotto un cielo via via sempre più grigio scuro. Fortunatamente ha iniziato a piovere dopo pochi minuti che ero salita in auto.

Non posso che consigliarvi sia l’escursione che la visita guidata al Castello della Pietra di Vobbia con le guide del Parco dell’Antola. E’ stata un’esperienza molto interessante e coinvolgente che mi ha permesso di spaziare a 360 gradi sul patrimonio storico (il castello) e quello naturalistico e geologico del Parco dell’Antola.

I due simboli per eccellenza del Parco Naturale Regionale dell’Antola sono proprio il Castello della Pietra ed il Monte Antola, di quest’ultimo vi parlerò a breve raccontandovi della nostra recente escursione con il cane.

Castello della Pietra
Una scalinata interna di questo “nido dell’aquila”

La storia del castello

Il castello venne molto probabilmente costruito intorno all’anno Mille da parte dei vescovi-conti di Tortona con funzione difensiva e di avvistamento contro le invasioni dei temibili Saraceni. In altre zone, anche del basso Piemonte (es. Roccaverano, Tagliolo Monferrato) in quegli anni fiorirono delle semplici torri di avvistamento, qui invece si decise di costruire un castello. Secondo alcune ipotesi però venne edificato su una preesistente struttura. In epoca Longobarda, quindi nel VI-VII secolo, i monaci dell’abbazia di San Colombano di Bobbio erano proprietari di queste zone e non era così infrequente che i monaci costruissero e si rifugiassero in eremi in luoghi praticamente inaccessibili.

Il primo testo scritto in cui si parla del castello è del 1252, il proprietario era Opizzone della Pietra, vassallo dei Malaspina, che visse a lungo in questa fortezza e poi la passò al figlio. Non è ben chiaro se l’appellativo “della Pietra” fosse il reale cognome del casato o se invece sia stato affibbiato per evidenziare il legame con il castello.

Nel 1300 gli Spinola ne diventarono i padroni. Questa importante famiglia genovese non visse mai qui ma affidò la gestione del maniero ad un uomo di fiducia, un Castellano. Da qui deriva il nome del sentiero che abbiamo percorso da Vobbia fino alla fortezza.

Il Castello della Pietra perse la sua funzione originaria e venne trasformato in una postazione di controllo sulla strada sottostante che ancora oggi congiunge Vobbia ad Isola del Cantone. Questa via di passaggio era collegata a due strade più famose come l’ex strada consolare romana Via Postumia ed una delle numerose strade del sale che da Genova salivano verso la Val Borbera. Il castello diventò così un punto per il pagamento dei dazi doganali . Il sale nei secoli passati fu una derrata molto preziosa perché veniva utilizzato per la conservazione dei cibi. Numerose furono le “vie del sale” tracciate fra la Liguria e le regioni a nord per poter trasportare questa preziosa merce. Oltre al sale venivano trasportate acciughe, olio di oliva ed altri prodotti tipici del mare e della Liguria che venivano scambiati con vino, cereali ed altri alimenti caratteristici dell’entroterra e della Pianura Padana.

Dopo un brevissimo periodo in cui il castello della Pietra passò in mano alla famiglia dei Fieschi, gli Spinola ne ripresero il possesso.

Nel 1518 Tolomeo Spinola morì senza eredi maschi ed il castello passò alla famiglia Adorno di Genova. Anche questi signori preferirono continuare a vivere nei loro palazzi e nominarono un uomo di fiducia. Abitando nella struttura, il castellano aveva il compito di curare gli interessi della potente famiglia genovese e rendicontare le entrate e le uscite del castello. Sotto gli Adorno avvenne un primo grande restauro della fortezza che assunse le sembianze attuali. I pavimenti in legno sono però andati perduti nel corso dei secoli ed al loro posto durante i restauri sono stati posizionati dei grigliati che permettono di avere una visione d’assieme della struttura interna del castello. L’interno era suddiviso in tre stanze sovrapposte e collegate tra di loro da una sorta di botola con scala a pioli che, in caso d’assedio, veniva ritirata. Durante il rifacimento del XVI secolo venne anche aggiunto un ponte levatoio. Il castello era molto probabilmente autosufficiente: è stato ritrovato un pezzo di macina (indice che i suoi occupanti erano in grado di macinare le castagne per ricavarne farina), c’erano cisterne per il recupero dell’acqua, nei boschi attorno abbondava la cacciagione.

Nel 1797 con l’arrivo di Napoleone e delle sue truppe il Castello della Pietra cessò di essere una fortezza poiché vennero aboliti i Feudi Imperiali. Venne depredato, in parte incendiato ed abbandonato. Da quel momento iniziò il decadimento delle sue strutture, i ruderi passarono in mano a due famiglie borghesi fino a quando nel 1979 venne donato al Comune di Vobbia. Negli anni successivi iniziarono i difficili lavori di restauro effettuati anche con l’ausilio di una teleferica per poter portare in quota i materiali necessari. Una riga rossa sul muro indica il livello che raggiungevano le macerie del castello prima dell’inizio dei lavori di ripristino. Nel 1994 il Castello della Pietra venne finalmente aperto al pubblico.

Annotazioni e considerazioni

  • il sentiero dei Castellani è percorribile anche per proprio conto ma le visite al Castello della Pietra sono  effettuate solo ed esclusivamente su prenotazione e con guida (a pagamento). Sul sito del Parco Antola trovate i dettagli, sconsiglio di avventurarsi lassù senza prenotazione per la visita guidata.
  • il percorso sul Sentiero dei Castellani non è particolarmente complesso, ci sono almeno un paio di punti leggermente più difficoltosi perchè il terreno è sconnesso e presenta alcuni gradoni naturali di roccia. Sono comunque necessarie scarpe adeguate da escursionismo, meglio se con suola di buona qualità e scolpita e magari con tomaia in Goretex
  • il dislivello positivo non è eccessivo ma l’itinerario non è comunque adatto a persone con difficoltà a camminare o scarso allenamento, bambini piccoli o sul passeggino (meglio trasportarli con gli appositi zaini)
  • quel giorno non avevo con me il cane, tuttavia ne ho visto uno di piccola taglia arrancare e faticare in alcuni punti con pietrisco e rocce. Tenete inoltre conto che in prossimità del portone di ingresso del castello ci sono delle scale metalliche e non tutti i cani le amano. Un Border Collie si è rifiutato di salire ed il suo padrone ha rinunciato alla visita del castello.

Una variante al Sentiero dei Castellani

Anzichè partire dal paese di Vobbia e percorrere il Sentiero dei Castellani che vi ho descritto qui sopra, potete anche salire al “nido dell’aquila” tramite la scorciatoia che inizia da un segnale posto sulla strada provinciale SP8. Questo sentiero è decisamente più breve e ripido dell’altro e prevede diversi gradoni sia sulla terra che scavati nel conglomerato. Occorre una mezz’ora di cammino per salire al castello. Un grosso cartello in legno con la scritta “Benvenuti al Castello della Pietra” indica l’inizio del percorso, vicino ci sono le fermate del bus di linea. Lungo la stretta provinciale è impossibile parcheggiare, ci sono un paio di piccoli slarghi ma eviterei di lasciare l’auto lì. In prossimità del ponte di Zan è stato ricavato un parcheggio per auto e pulmann. Da questo punto occorre poi percorrere a piedi circa 650 metri sulla carrozzabile per arrivare alla partenza della scorciatoia.

Scorciatoia per Castello Pietra
Il percorso più corto per il castello

Dettagli del percorso lungo il sentiero dei Castellani

  • Partenza/arrivo: Vobbia, 477m s.l.m.
  • Tappe intermedie: /
  • Tipologia escursione: andata e ritorno si svolgono sullo stesso itinerario
  • Lunghezza totale percorso: circa 8,5 km
  • Ascesa complessiva: 340m (altitudine cumulativa)
  • Tempo percorrenza: circa 2 ore (andata) e 1,5 ore (ritorno). E’ escluso il tempo necessario per la visita guidata al castello
  • Difficoltà: E (escursionistico)
  • Segnavia: croce gialla su fondo bianco
  • Carte/mappe: Carta dei sentieri 1:25.000, GE5 Alta Via dei Monti Liguri, Alta Valle Scrivia, Alta Polcevera, Casa editrice E.D.M., EAN 9788896107164
  • Note: dai un’occhiata al Disclaimer

Visitare il Castello della Pietra

La fortezza è aperta il sabato, la domenica e nei festivi dal 15 maggio 2021 fino al 1 novembre 2021; le visite guidate si effettuano alle ore 10:30, 12:00, 13:30, 15:00, 16:30. Il numero massimo di visitatori per ciascuna fascia oraria è di 12 persone. E’ obbligatorio prenotare la visita chiamando il numero 010-944175 entro le ore 12.30 del venerdì precedente la data scelta per la visita. Il biglietto di ingresso va pagato in anticipo online tramite la piattaforma PagoPA.
Per ulteriori dettagli sulle modalità di visita ed i costi vi invito a consultare il sito web del Parco dell’Antola indicato più sotto.

Come raggiungere Vobbia

  • auto: tramite l’autostrada A7, prendere l’uscita di Isola del Cantone (provenendo da nord e nord-ovest) poi seguire la strada provinciale SP8 fino a Vobbia. Invece, arrivando da sud (es. Genova), occorre uscire al casello di Busalla sull’autostrada A7 e poi percorrere la strada provinciale SP9 fino a Vobbia.
  • treno + autobus: scendere alla stazione ferroviaria di Busalla e poi raggiungere Vobbia tramite i bus AMT (direzione Vallenzona). Per gli orari dei treni e dei bus fare riferimento ai siti di Trenitalia e AMT Genova.

Vobbia dista circa 39km da Genova (A7 / SP9), 58km da Alessandria (SS35 / A7 / SP8), 156km da Torino (A21 / A7 / SP8) e 122km da Milano (A7 / SP8).

Tracce GPX

Nel mio account sul sito Wikiloc sono disponibili due tracce GPX che possono essere visualizzate e/o scaricate liberamente per potersi orientare lungo l’itinerario:

  1. Sentiero dei Castellani:
  2. Scorciatoia:  https://bit.ly/3jFXoY8

Link utili

Volete vedere delle fantastiche riprese del Castello della Pietra effettuate da Esperienza Drone? Cliccate qui https://youtu.be/JoYQTTuvFtc

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

4 thoughts on “Castello della Pietra a Vobbia: dove osano le aquile o quasi

  1. Ecco questa è un’escursione che sicuramente farei: il dislivello non mi sembra così impegnativo e quindi potrebbe essere adatto anche alle mie anche malandate. Se poi si visita un bel castello beh… É da fare senza dubbio!

    1. Tu malandata? Naaaaa L’itinerario mi è piaciuto molto, sarebbe molto bello fermarsi a dormire nei dintorni e magari approfittarne per fare qualche altra escursione nel parco dell’Antola

  2. Leggendo il titolo del post ho pensato che parlasse proprio del luogo che si vede nel film lol, comunque mi sembra adattissimo anche a questo castello! Molto utili sono tutte le indicazioni che dai per chi volesse compiere questa escursione.

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