Castello di Casaleggio Boiro (Al)

Ancora un’escursione a piedi a cavallo dei comuni di Lerma, Casaleggio Boiro e Mornese. Una zona che mi piace molto.

Un paio di anni fa Andrea, la segugia Daisy ed io avevamo effettuato il giro ad anello di Casaleggio Boiro e ve ne avevo parlato nel relativo post. Ieri invece ci siamo divertiti ad effettuarne un altro che ha un paio di brevissimi tratti in comune con l’escursione precedente.

L’itinerario completo si spalma su tre territori comunali dell’Alto Monferrato ovadese: Lerma, Casaleggio Boiro e Mornese.

Il Bricco Grosso tra Casaleggio Boiro e Mornese offre molte opportunità per gli escursionisti. E’ anche l’ideale per chi ama la mountain-bike muscolare o a pedalata assistita. Basta guardare dall’alto la zona con MapSlow oppure con la vista da satellite di Google Maps per rendersi  conto di quanti sentieri e percorsi ci siano in quest’area.

L’escursione odierna, priva di segnavia, si svolge sul versante piemontese dell’Appennino ligure e gira attorno al Bricco Grosso. Collina oppure montagna? Né l’una e né l’altra o, forse, entrambe in base ai punti di vista.

Sia in Piemontese che in Ligure si usa spessissimo la parola “bric/brich/bricco” per indicare una cima che è più alta di una collinetta ma anche più bassa di una montagna come quelle delle Alpi per intenderci.

L’altitudine dei bricchi non è elevata ma, salire e poi scendere da alcuni di questi, porta facilmente l’escursionista a percorrere dislivelli interessanti a fine gita.

Mappa percorso Lerma-Casaleggio-Mornese
L’itinerario odierno che si svolge nei tre comuni di Lerma, Casaleggio Boiro e Mornese

Itinerario

Da Ovada guidiamo in direzione di Lerma sulla strada provinciale SP170. Circa 450 metri dopo il ponte sul torrente Piota imbocchiamo la stretta strada sulla destra che scende leggermente.

Parcheggiamo l’auto vicino ad una cabina elettrica sulla strada comunale della Sorita in località Piano Borla. Lo spazio è molto limitato e ci stanno solo un paio di autovetture.

Sconsiglio di parcheggiare sui bordi di questa strada perchè molto stretta, a meno che non si sfruttino gli slarghi presenti in vari punti. Dall’incrocio con la strada provinciale SP170 fino al bivio dei Laghi della Lavagnina si incontrano alcuni spiazzi in cui poter parcheggiare l’autovettura senza intralciare la circolazione.

In alternativa c’è uno spazio più ampio per parcheggiare, all’altezza della strada che porta alla località Cirimilla. E’ posto a circa 300 metri di distanza, in prossimità del ponte sul fiume Piota.

Scaricato tutto l’occorrente per l’escursione ed attivato il GPS Tractive del cane ed il mio Garmin per registrare il percorso ci incamminiamo lungo questa strada in direzione dei Laghi della Lavagnina. E’ un percorso secondario che permette di non salire fino a Lerma e di arrivare in breve sia a Casaleggio che al bivio che per i Laghi della Lavagnina.

La strada è asfaltata ma il fondo non è in condizioni ottimali. Ci sono varie buche, è piuttosto stretta, presenta alcune curve e nei fine settimana è percorsa da diverse auto che si recano appunto verso i due bacini artificiali. Invece in settimana il traffico è molto limitato poichè è usata quasi esclusivamente dalle poche persone che abitano in zona.

Sulle parti asfaltate dell’itinerario odierno è bene che i cani siano legati e tenuti vicino.

La strada fiancheggia un paio di torrenti che si immettono nel fiume Piota. Avendo piovuto e nevicato molto nell’inverno 2020/2021 questi rigagnoli che erano quasi asciutti negli anni precedenti adesso sono rigonfi d’acqua.

Dopo circa 2,3km dalla partenza sulla destra c’è il bivio che porta verso i Laghi della Lavagnina. Anni fa c’era un cartello che indicava questa direzione ma probabilmente è stato rimosso. Oltrepassiamo il ponte sul torrente Boiro e la strada asfaltata prosegue in leggera salita fino ad arrivare ad uno slargo con un belvedere.

Da quel punto, riconoscibile da una panca in legno, si possono ammirare in lontananza il Monte Tobbio (identificabile per la chiesetta bianca sulla cima), il Monte Tugello e le altre cime dell’Appennino che separano Piemonte e Liguria.

All’altezza di quella curva, di fronte al punto panoramico, sale un sentiero nel bosco che reca l’indicazione San Sebastiano.

La salita non è lunghissima ma in discreta pendenza, il fondo è ghiaioso ed in buono stato nonostante le forti piogge del recente autunno ed inverno. Il sentiero in questo primo tratto è largo. Attendiamo di essere un po’ saliti per allontanarci dalla strada asfaltata e poi liberiamo il cane. Per tutto il percorso sullo sterrato rimarrà in mezzo a noi due, solo in un paio di punti ha azzardato un tentativo di andare in avanscoperta ma al nostro richiamo è tornata subito vicino a noi.

Arriviamo vicino ad una specie di cappella votiva dedicata a San Sebastiano e proseguiamo sul sentiero a destra che continua a salire nel bosco. In breve si para innanzi a noi una rampa in legno per saltare con le mountain-bike. Anche in questo caso continuiamo sul sentiero a destra.

Sentiero escursionistico Bricco Grosso
Alcuni giovani pini si sono ripiegati sul sentiero

Da questo punto e per circa 2 km il tragitto diventa più selvaggio e si fonde con la natura circostante. In alcuni punti la mulattiera viene quasi inglobata dalla natura perchè i rami dei pini più bassi si sono ripiegati sul sentiero ed anche alcuni arbusti sembrano voler rallentare il nostro cammino. Inutile dire che è la parte del percorso che preferisco.

Superiamo alcuni tratti particolarmente rovinati dalle forti piogge dei mesi precedenti che hanno marcatamente scavato il sentiero riducendone le dimensioni e creato alcuni crateri e fossati. Successivamente il sentiero ritorna ad essere più agevole e prosegue in falsopiano nel bosco per circa 1,5km fino ad incrociare una strada sterrata. Qualche pianta caduta e diversi arbusti creano qualche ostacolo alla camminata ma, detto francamente, riusciamo a proseguire senza intoppi. Anche il cane sembra divertirsi a saltare i tronchi a terra, si ferma solo in prossimità di alcuni rovi perchè ci sono le spine ed attende che sia io a agevolarle il passaggio.

Arrivati sullo sterrato svoltiamo a sinistra e saliamo verso un altro bivio posto in prossimità di una delle aree attrezzate del Bricco Grosso con tavoli e panche in legno ed anche una fontana.

Giriamo nuovamente a sinistra seguendo le indicazioni per la Panchina Gigante di Mornese della quale vi avevo parlato qualche mese fa.

Arrivati in cima al Bricco Grosso dove è stata posizionata la Big Bench bicolore purtroppo c’è parecchia foschia all’orizzonte ed il panorama non è dei migliori. Questo è il punto più elevato dell’intera escursione (490m).

Continuiamo lungo il sentiero che è il naturale proseguimento di quello appena percorso e scendiamo al belvedere dal quale si gode una bella vista sia sul sottostante Castello di Casaleggio Boiro o dell’Innominato e sulle cime del vicino Parco Naturalistico Capanne di Marcarolo. Qui ci sono un paio di panche in legno, una struttura in muratura per barbecue ed una fontana.

Imbocchiamo poi uno stretto sentiero vicino alla fontana che scende ripidamente e si addentra nuovamente nel bosco. Anche questa parte presenta alcuni tratti molto rovinati dalle piogge ma i bastoncini telescopici mi aiutano a scendere in sicurezza ed evitare di scivolare o cadere. Lungo il tragitto passiamo accanto ad una curva parabolica creata con alcune assi in legno per divertirsi con le MTB.

In breve giungiamo nuovamente vicino alla pedana usata dalle MTB per saltare e teniamo la destra scendendo gradatamente verso l’antico borgo addossato al bel Castello di Casaleggio Boiro ed alla Pieve di San Martino. Un cane simil Labrador ci abbaia ed accompagna per un breve tratto ma sembra più spaventato dal nostro cane che nel frattempo abbiamo legato con il guinzaglio che desideroso di attaccare briga.

Tramite la strada asfaltata Via al Castello scendiamo sul ponte sopra al torrente Boiro. Da qui ci ricolleghiamo nuovamente alla strada della Sorita ritornando così all’auto.

E’ il primo pomeriggio di una bella giornata di sole, in tarda mattinata quando eravamo partiti non c’erano auto parcheggiate, adesso invece ne vediamo diverse ed incontriamo alcune persone che passeggiano lungo questa strada

Essendo nata ed avendo vissuto diversi anni non lontano da qui, ogni sentiero ed ogni angolo di queste zone a ridosso dell’Appennino Ligure e del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo mi entusiasma. Spero che questo articolo ve li faccia scoprire e che possano piacere anche a voi.

Dettagli tecnici

  • Partenza ed arrivo: strada della Sorita (Lerma, prov. Al), coordinate 44°37’50.7″N 8°42’24.4″E
  • Tappe intermedie: Panchina Gigante di Mornese, belvedere del Bricco Grosso, Castello di Casaleggio Boiro e Pieve di S. Martino
  • Tipologia escursione: giro ad anello effettuato in senso antiorario
  • Lunghezza percorso: circa 12 km
  • Ascesa complessiva: 309 m (altitudine cumulativa)
  • Quota partenza ed arrivo: 224 m
  • Altitudine massima e minima: 490m , 224 m
  • Tempo percorrenza: circa 3 ore
  • Difficoltà: E (escursionistico)
  • Segnavia: nessun segnavia e/o indicazione
  • Carta/mappe: ///
  • Note: consiglio abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna e di verificare le condizioni meteo prima di partire.

Annotazioni varie sul percorso

  • lungo il tragitto non ci sono segnavia, ho tracciato il percorso con il GPS Garmin e più in basso trovate il link per scaricare la traccia
  • lo abbiamo provato in data 14/02/2021: ci sono alcuni alberi caduti lungo il sentiero ma li abbiamo scavalcati o aggirati facilmente. Un tratto della mulattiera che si percorre in salita è piuttosto rovinata dalle piogge e c’è uno spazio ristretto per camminare. In altri punti i giovani pini sono stati piegati dal forte vento ma anche dalla copiosa nevicata di gennaio 2021 ed intralciano un po’ il sentiero ma, sinceramente, non lo reputo un ostacolo insormontabile
  • scendendo tra la Big Bench ed il Castello di Casaleggio Boiro ci sono alcuni punti un po’ ripidi e scivolosi in caso di ghiaccio o pioggia
  • con un minimo di allenamento sulle gambe, scarponcini da trekking alti e bastoncini telescopici questo giro si affronta al meglio. Niente scarpe da città, sneakers o scarpe con suole lisce
  • lo sconsiglio ai bambini o a persone con difficoltà motorie
  • non è adatto a tutti i cani sia per la lunghezza che per il fondo dissestato, la nostra segugia è molto allenata oltre che giovane
  • a febbraio 2021, complici anche le copiose piogge e nevicate delle settimane precedenti, abbiamo trovato molta acqua lungo il percorso e diversi ruscelli. In altri periodi potrebbe non essere così scontato poter abbeverare il cane, meglio portare ciotola ed acqua a sufficienza per il nostro amico a 4 zampe.
  • il sentiero è percorso anche dagli amanti della MTB e del Downhill, consiglio di prestare attenzione

Traccia GPX

Sul mio spazio Wikiloc potete visualizzare e/o scaricare la traccia GPX del percorso odierno per potervi orientare al meglio:  https://bit.ly/3qAegAv

Come raggiungere l’inizio del percorso

  • L’auto è il sistema più adatto per arrivare al punto di partenza dell’escursione. Il casello autostradale più vicino è quello di Ovada che dista circa 6km dal punto di inizio dell’escursione.
  • Purtroppo il servizio di autobus di linea con partenza da Ovada non è l’ideale perchè effettua un lungo giro tra i paesi del circondario e non ci sono fermate in zona.

Curiosità

Perchè nel titolo del post c’è il riferimento all’Innominato, personaggio di Manzoniana memoria? Il Castello di Casaleggio Boiro venne usato come set nello sceneggiato televisivo “I Promessi Sposi” di Sandro Bolchi nel 1967, in particolare questo bel complesso era stato scelto come la dimora dell’Innominato.

Link utili

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

1 thought on “Escursione nelle terre dell’Innominato tra Lerma, Casaleggio e Mornese

  1. Davvero un percorso interessante! Non lo conoscevo, super utile anche la traccia GPS da salvare per quando andrò (perché ci andrò 💪)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *