Scavi archeologici di Libarna

Libarna, o meglio gli scavi archeologici dell’antica città romana di Libarna si trovano in provincia di Alessandria, lungo la strada provinciale SP35 che da Serravalle Scrivia porta verso Arquata Scrivia.

Come la mitica Fenice, l’antica città romana di Libarna è riuscita a riemergere dalle sue ceneri, seppur con tante e profonde ferite.

Libarna non è stata la prima antica città ad essere stata quasi cancellata dal progresso e dalla non conoscenza del suo altissimo valore culturale. Ci sono purtroppo altri esempi di centri che, nonostanti i fasti dell’epoca romana, finirono poi con l’essere abbandonati dai loro abitanti, dimenticati dal mondo, depredati e pressoché distrutti.

Tra queste mi viene in mente la città romana di Veleia nel piacentino sulla quale avevo scritto un post qualche mese fa. Legata a doppio filo a Libarna, finì con l’essere completamente abbandonata e scordata. Venne poi riscoperta per puro caso a metà del 1700.

Quello che mi ha colpito di Libarna non è stato tanto il fatto che per secoli dopo il suo abbandono sia stata oggetto di saccheggi ripetuti da parte della popolazione locale che l’ha usata come cava di materiali per costruire altri edifici e di qualche astuto commerciante d’arte.

Soprattutto mi ha stupita il fatto che sia stata volutamente ignorata e sfregiata con la costruzione della Strada Regia (attuale SP35, ex strada statale “dei Giovi”) nel 1820 e di ben due tratti ferroviari tra la metà del 1800 ed il primo ventennio del 1900.

Nel 1800, nel pieno del Romanticismo, una certa “conoscenza” e “coscienza” storico-artistica avrebbe dovuto essere presente nelle menti ma, ovviamente, il progresso venne ritenuto decisamente più importante.

Se fosse stata maggiormente tenuta in considerazione in quel periodo, sicuramente adesso avremmo un’area archeologica di maggiore vastità e, soprattutto, non frazionata a tal punto e con edifici e altri manufatti così decontestualizzati rispetto al suo tessuto urbano.

Con questo articolo partecipo al Best Travel Post di novembre del sito Travel365, se avessi voglia di votarlo entro il 30 novembre mi farebbe molto piacere:

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Strada di Libarna antica
Quanti passi e quante ruote di carro hanno solcato questo Cardine Minore?

La visita

Qualche settimana fa ho partecipato ad una delle visite guidate agli scavi di Libarna in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Le visite erano tenute da archeologi, restauratori e responsabili del Sabap-AL ossia la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo.

E’ stata un’esperienza molto interessante e coinvolgente che mi ha permesso di  comprendere maggiormente la storia e l’evoluzione dell’antica città romana di Libarna.

Periodicamente vengono anche organizzati eventi nell’area archeologica con il beneplacito della Soprintendenza. Per esempio quel sabato pomeriggio era in programma la rappresentazione teatrale della divertente commedia Auluraria di Plauto presso i resti del Teatro di Libarna.

Un paio d’anni fa Neri Marcorè aveva interpretato alcune famose canzoni dei cantautori Fabrizio de André e Giorgio Gaber in occasione di Attraverso Festival, la rassegna che esalta arte, paesaggio, cultura nelle Langhe, Roero, Monferrato e Basso Piemonte.

L’Associazione culturale Libarna Arteventi che si occupa di promuovere Libarna ed il territorio circostante collabora con la Soprintendenza per l’organizzazione di eventi nell’area archeologica.

Nel caso in cui decidiate di visitare gli scavi di Libarna, vi consiglio di verificare sul sito i giorni e gli orari di apertura ed eventualmente la disponibilità di visite guidate.

Rappresentazione teatrale a Libarna
Ultime prove prima andare in scena (Aulularia, 26/09/2020)

La fondazione di Libarna

Non ci sono dati certi sull’effettiva data di fondazione della città di Libarna. Probabilmente sorse su un villaggio della popolazione di origine celtica dei Liguri che a sua volta aveva preso il posto di un nucleo abitato preistorico dell’età del Ferro. Durante i recenti scavi per l’allestimento di una rotonda sulla provinciale verso Serravalle Scrivia sono stati portati alla luce i resti di un’antica necropoli antecedente il periodo romano.

Quasi sicuramente l’ampliamento e l’ulteriore sviluppo di questo insediamento in epoca Romana è da mettere in relazione con la costruzione della via consolare Postumia

Questa via di comunicazione venne costruita nel 148 a.C. Collegava Genua (Genova) con Aquileia passando per Dertona, Placentia, Cremona, Verona, Vicentia fino ad arrivare all’importante città militare di frontiera in Friuli V.G. Questa strada ebbe una notevole importanza sia sotto l’aspetto economico che militare per Roma e numerose città sorsero lungo il suo tragitto.

Inoltre, non lontano da qui passava pure la via Aemilia Scauri che collegava Dertona a Vada Sabatia (l’attuale Vado Ligure) transitando per Aquae Statiellae (Acqui Terme).

La posizione di Libarna era dunque in una zona molto favorevole: non lontano da due importanti vie consolari romane ed in una zona fertile a ridosso del punto in cui il torrente Borbera confluisce nello Scrivia.

Era posta in un crocevia in parte naturale ed in parte creato dall’uomo. La sua ubicazione la rese quindi un punto ideale sia per i traffici di merci tra la Liguria e la Pianura Padana ed il nord-est che per le soste e gli spostamenti di persone e truppe lungo la via consolare.

Il Teatro di Libarna
I resti del Teatro di Libarna

La città

La città di Libarna segue l’orientamento della via Postumia e per la sua costruzione venne usato lo schema della Centuriatio (centuriazione). Prendendo come riferimento la via Postumia, gli agrimensori romani (letteralmente “misuratori dei campi”) tracciarono sul territorio delle linee parallele equidistanti. Suddivisero poi ulteriormente i terreni con linee perfettamente ortogonali tra di loro e crearono dei quadrati (centurie).

Come in una gigantesca scacchiera, su queste enormi caselle vennero edificate le strade e le varie strutture.

Vista dall’alto con un drone o, più semplicemente e comodamente da computer con la vista da satellite di Google Maps, è possibile apprezzarne la struttura a quadrati (centurie). Inoltre, si riconoscono chiaramente le due porzioni rimaste di Cardo e Decumanus ossia le due vie principali ed ortogonali presenti in ogni città romana.

Libarna era una città piuttosto estesa, si pensa che fosse abitata da almeno 5.000 persone o forse più. Il suo territorio a nord-est arrivava addirittura a confinare con la città di Veleia nel piacentino.

Comprendeva un anfiteatro, un teatro, abitazioni ma anche le terme ed il foro. Questi ultimi due non sono oggi visibili.

Il foro, fulcro della vita politica, religiosa e sociale della città romana, era posto all’incrocio delle due vie principali: il Cardo Maximus ed il Decumano Maximus. Era situato in un’area che oggigiorno è posta di fronte agli attuali scavi archeologici, oltre alla strada provinciale SP35 dove adesso c’è un enorme campo coltivato. In anni recenti sono però stati condotti degli studi da parte di giovani ricercatori delle università americane Texas Tech e Boise State. Tramite l’uso di georadar ed altre tecniche non invasive gli studiosi hanno mappato il campo permettendo di individuare la pianta del foro di Libarna e del suo porticato.

Tra l’altro utilizzando la già citata vista da satellite di Google Maps, è possibile vedere chiaramente una sagoma rettangolare nell’area dell’ex foro. Probabilmente era il basamento di un tempio.

Invece, per quanto riguarda le terme, si sa che erano posizionate nell’area fra anfiteatro e teatro. Dopo alcuni scavi effettuati in passato, sono state ricoperte di terra e l’area non è mai più stata indagata.

Come hanno anche riportato gli studi delle due università americane, ci sarebbe ancora molto da scoprire su Libarna ma ovviamente l’attivare campagne di scavo di tali portate richiederebbe fondi non indifferenti.

Ai giorni nostri rimangono chiaramente visibili:

  • i resti del basamento dell’anfiteatro che era posto in una zona periferica della città vicino al fiume e che aveva una capienza di circa 7000 persone (ovviamente gli spettacoli dell’anfiteatro attiravano anche spettatori da altre città, non erano necessariamente tutti abitanti di Libarna). La sua struttura, sebbene decisamente più piccola, era simile a quella di altri anfiteatri o arene giunte fino ai nostri giorni in stato migliore
  • i resti del teatro, con una capienza pari a metà di quella dell’antiteatro. E’ forse l’edificio più rappresentativo anche se la costruzione della ferrovia distrusse l’ampio cortile porticato dietro la scena. La struttura, in parte ricostruita, viene usata per rappresentazioni teatrali. Essendo andate perdute le gradinate, gli spettatori adesso trovano posto nell’area verde di fronte alla scena. La parte del teatro, essendo chiusa tra due linee ferroviarie, è stata isolata dal tessuto urbano di Libarna e si percepisce più difficilmente l’importanza che questo edificio aveva in epoca romana.
  • diversi isolati con le piante delle domus, le classiche case romane ad uno o due piani con un cortile interno e le stanze disposte intorno ad esso, la fitta rete fognaria
  • parti del Cardo e del Decumanus con tracce di antica pavimentazione
  • una piccola porzione di graziosa decorazione policroma a mosaico raffigurante il mito di Licurgo e Ambrosia

Sono invece ancora da scavare oppure sono state scoperte e poi nuovamente interrate:

  • una necropoli con 27 tombe ed alcuni reperti rinvenuti durante dei lavori di sistemazione della strada provinciale SP35 in località Fornace Balbi, poco lontano dagli scavi di Libarna. Sono stati recuperati vetri, monete ed arredi funerari
  • tracce dei basamenti delle due porte urbiche di Libarna. Una di esse è stata trovata in prossimità del nuovo stabilimento dolciario della Suissa lungo la provinciale SP35 in direzione Arquata Scrivia
  • il foro, le terme, tracce del vecchio acquedotto romano ……. e chissà cos’altro nasconde la campagna circostante

La fine

Come mai Libarna da fiorente città romana finì per scomparire del tutto e venire praticamente dimenticata?

Anche su questo punto non ci sono informazioni precise. Tuttavia si pensa che sia la nascita che la fine di Libarna siano state indissolubilmente legate alla Via Postumia. Non appena questa strada consolare perse la sua importanza e con il progressivo decadimento dell’Impero Romano, anche la città di Libarna perse rilevanza. Finì con il perdere il suo status privilegiato e con l’essere gradatamente abbandonata dai suoi abitanti dal III secolo fino a metà del IV secolo d.C. Inoltre, le incursioni dei barbari fecero fuggire anche gli ultimi abitanti.

Rispetto ad altre città romane non ebbe vita lunga.

Nel giro di pochi secoli l’area cadde così in completo abbandono. Le pietre degli edifici ormai cadenti vennero usate per costruirne altri nei dintorni, i marmi che rivestivano l’anfiteatro ed altri edifici furono usati per produrre calce. Buona parte dei suoi reperti andarono distrutti nei crolli o furono depredati. Gli scheletri delle strutture rimaste vennero ricoperte con terra e, ad un certo punto, si perse completamente memoria di questo sito. Libarna venne così sepolta sotto una coltre d’oblio.

L’inizio della rinascita

A partire dal 1800, vedendo affiorare dei resti nella campagna fra Serravalle ed Arquata Scrivia, durante la costruzione della Strada Regia, vennero effettuati alcuni scavi.

Tuttavia, per poter proseguire la realizzazione dell’importante via di comunicazione sabauda, si sminuirono le informazioni fornite alla Soprintendenza sulla portata ed il reale valore dei ritrovamenti nell’area archeologica.

La costruzione della Strada Regia diede impulso alla riscoperta dell’antica città romana ma, allo stesso tempo, ne spezzò la pianta in due parti. Altri pesanti danni furono poi apportati con la realizzazione dei due tratti ferroviari negli anni successivi. Uno è quello che collega Genova con Torino e l’altro invece unisce La Superba con Milano.

Furono avviate ulteriori campagne di scavo, alcune mirate ed altre dettate dalla necessità di costruire la ferrovia, che riportarono lentamente alla luce i resti che ritroviamo oggigiorno. Alcuni scavi vennero condotti dall’archeologo Pietro Barocelli.

Solo quando nel 1924 l’antica città romana venne posta sotto il vincolo della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte potè trovare un po’ di pace e pian piano Libarna, come la Fenice, si risollevò.

Negli ultimi anni sono state apportate diverse migliorie all’area archeologica per creare dei percorsi di visita e mettere in sicurezza alcune strutture e sono state effettuate altre piccole campagne di scavo. Quelle più recenti si sono svolte agli inizi degli anni 2000.

Come già detto in precedenza, ci sarebbe probabilmente molto altro da scoprire.

App Libarna

Per visitare da soli gli scavi di Libarna consiglio di utilizzare la bella app-sito Touch Libarna che permette di effettuare un tour virtuale. Questo app-sito aiuta a comprendere meglio le funzioni dell’area archeologica attraverso le ricostruzioni tridimensionali dei suoi principali monumenti e gli audio con le descrizioni da parte di personale qualificato della Soprintendenza. Un tablet è il dispositivo più indicato per apprezzare al meglio quest’app/sito.

Ci sono anche due versioni offline (sia per Windows che MacOS) scaricabili dagli appositi store. Hanno però meno contenuti rispetto all’app principale.

Cosa manca a Libarna

Quello che manca è un Antiquarium in situ. Una buona parte dei reperti ritrovati negli scavi del 1800 sono purtroppo andati perduti e probabilmente hanno arricchito collezioni private e di vari altri musei. Tutti gli altri oggetti ritrovati nel corso delle successive campagne di scavo sono stati suddivisi tra il Museo Archeologico di Genova Pegli, il Museo delle Antichità di Torino ed una piccola collezione presente nel palazzo del Comune di Serravalle Scrivia.

Purtroppo questa dispersione non aiuta a far crescere l’afflusso turistico a Libarna anche perchè è impensabile che le persone si spostino nelle altre città, talune anche lontane, per visionare i vari reperti.

Ad una serata organizzata dai Lions di Ovada per presentare l’app Libarna avevo espresso al responsabile dell’area archeologica questo mio pensiero. E’ ovviamente anche una necessità sentita dalla Soprintendenza ma che purtroppo cozza contro l’annoso problema della mancanza di fondi per la creazione ed il mantenimento di una struttura simile.

Buoni motivi per visitare Libarna in Piemonte

  • nonostante le vicissitudini patite nel corso dei secoli, è un bell’esempio di città romana.
  • perchè un maggiore interesse del pubblico verso questa città potrebbe essere di aiuto a farla ulteriormente valorizzare.
  • è uno di quei luoghi che appartengono al #piemontechenontiaspetti.
  • perchè Libarna, come molte altre zone del basso Piemonte, merita una chance. A ridosso dell’Appennino Ligure, queste terre di confine, hanno molto da offrire a varie tipologie di turisti e viaggiatori: storia, cultura, piccoli borghi, castelli, fortezze, paesaggi naturali pressochè incontaminati, variegate offerte enogastronomiche, percorsi per escursionisti o cicloamatori ed amanti del gourmet.

Modalità ed orari per visitare gli scavi di Libarna

  • Lunedi: chiuso
  • Dal martedi al sabato: aperti dalle 9 alle 15:45
  • 1a e 3a domenica di ogni mese: aperti dalle 9 alle 15:45
  • 2a e 4a domenica di ogni mese: chiuso

L’ingresso agli scavi di Libarna è gratuito. Le visite guidate o di gruppo si effettuano solo su prenotazione. In particolari condizioni climatiche (es. forti piogge, nevicate) l’area archeologica potrebbe non essere agibile, il mio consiglio è di verificare sul sito l’effettiva apertura prima di intraprendere il viaggio.

Indirizzo e come raggiungere gli scavi di Libarna

Area Archeologica di Libarna
via Arquata 63, Frazione Libarna, 15069 Serravalle Scrivia (Al)

Tel. 0143 633420  –  email: sabap-al.arealibarna@beniculturali.it

Posizione di Libarna su GM: https://bit.ly/32cEhMd

Come arrivare a Libarna:

  • auto e moto: i due caselli autostradali più vicini sono Serravalle Scrivia (3,5km) e Vignole Borbera (3,2km), entrambi posti sull’autostrada A7. Da Serravalle occorre seguire le indicazioni per Arquata Scrivia e percorrere la strada provinciale SP35 (ex strada statale 35 Dei Giovi). Uscendo dall’abitato, dopo aver passato un paio di rotonde, sul lungo rettilineo si svolta a sinistra e si parcheggia nell’area apposita. Da qui a piedi si raggiungono gli scavi in un paio di minuti. Da Arquata invece è necessario seguire i cartelli per Serravalle, percorrere la SP35 e raggiungere il parcheggio sulla destra. Alcuni cartelli segnalano la zona.
  • treno: le stazioni più vicine sono quelle di Serravalle Scrivia (linea Torino-Genova) ed Arquata Scrivia (linea Torino-Genova e Milano-Genova). Da entrambe le stazioni occorre poi raggiungere la zona degli scavi di Libarna con autobus di linea o taxi. Un’alternativa potrebbe essere il noleggiare una E-bike.
  • autobus: premetto che le fermate dei bus in entrambe le direzioni distano comunque qualche centinaio di metri dall’area archeologica ed occorre quindi percorrere un tratto a piedi sulla trafficata e pericolosa SP35. Il servizio di bus è gestito dalla ditta Autostradale (ex Arfea). Da Arquata verso Libarna sono in servizio le linee 058 e 064. Da Serravalle verso Libarna la linea 064.
  • bici: potete calcolare il percorso con Google Maps oppure ViaMichelin, ricordo che la SP35 è molto trafficata. Spero che quanto prima possa essere realizzata una pista ciclabile per permettere ai ciclisti di raggiungere questo luogo in sicurezza.

Link utili

Vuoi visitare Libarna? Qui trovi un po’ di link che spero possano esserti utili

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10 thoughts on “Libarna: la città romana risorta dalle sue ceneri

  1. Mi è piaciuto tantissimo il tuo articolo, io ho una vera passione per le città romane, mi sorprendono sempre la razionalità e la lungimiranza con cui sono state progettate e costruite. Un vero peccato per le vicissitudini sfortunate dei resti di questa città che è difficile da apprezzare con un solo primo impatto senza un museo con i reperti e una spiegazione archeologica. Speriamo che in futuro possa essere valorizzata come merita

  2. Sono stata due volte a Libarna e per due volte mi ha sorpresa alla grande. Mi dispiace solo di averla trovata sempre vuota. Un luogo così meriterebbe di più.

  3. Millenni di storia d’Italia rovinati dall’incuria e dall’arroganza dell’uomo. Che nervi mi salgono quando leggo di questa mancanza di rispetto per le testimonianze antiche… meno male che questa associazione ora se ne prende cura e lascia che il mondo venga a conoscenza della sua storia.

    1. Concordo con te Annalisa e purtroppo la storia si ripete. Due settimane fa ho visitato grazie al FAI un’antica Pieve romanica in zona, ebbene l’esterno è stato completamente fatto intonacare nel 1994 dalla giunta comunale che si è “scordata” di mettere al corrente la Soprintendenza ed attendere le disposizioni in merito. Così la muratura romanica adesso è nascosta sotto un bello strato di intonaco. Ma come è possibile avere così poco rispetto dell’arte antica?

  4. Non ci posso credere, abito relativamente vicina a questa zona, eppure non ho mai sentito nominare questo sito archeologico. Ma adesso che sono al corrente della sua esistenza, non mi resta che organizzare per una visita!

    1. Non sei la prima Teresa :-(((( , anche tra i locali non è così conosciuta quest’area archeologica. Pensa che, pur abitando a non molti chilometri da qui, nè alle elementari nè alle medie ci hanno mai parlato di Libarna. Per la prima volta ne ho sentito parlare al Liceo Scientifico dalla Prof. di Storia

  5. Un colpo al cuore quando leggo di azioni di scempio compiute nei confronti dell’arte. Il passato, soprattutto quello romano, non puo’ essere dimenticato così 🙁

    1. Io spero davvero che si possa aprire un Antiquarium nell’area archeologica perchè sarebbe l’unico modo per attirare più visitatori e scolaresche su quel sito ripetutamente violato nel tempo

  6. Che peccato leggere e scoprire di tale scempio storia romana proprio nella mia regione.Molto spesso purtroppo nascondiamo o perdiamo pezzi di storia importanti che rendono il nostro paese un grande paese! Peccato!

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