Vista del Sass de Putia dalla Roda de Putia

L’anello intorno al Sass de Putia (Sas de Pütia in lingua ladina) è stata una delle escursioni che abbiamo effettuato a luglio 2020 durante le nostre vacanze in Val di Funes. Il giro viene anche chiamato Roda de Pütia e permette di compiere un’escursione circolare alla base di questa maestosa cima situata nel Parco Naturale Puez-Odle in Alto Adige.

Quella da noi effettuata non prevede la salita al Sass de Putia perché comporta un tipo di allenamento che non abbiamo e l’uso di corde fisse e della ferrata.

Per compiere questo tour siamo partiti dal parcheggio presso il Passo delle Erbe a 1.987m s.l.m. che è situato a circa 17km dal paese di San Pietro in Val di Funes dove alloggiavamo.

Le strade provinciali SP163 e SP29 che collegano San Pietro al passo sono molto strette, tortuose e presentano anche un fondo stradale a tratti dissestato. A luglio 2020 abbiamo incontrato un paio di brevi cantieri per la sistemazione di due piccole frane.

Spesso ci si deve fermare in alcuni slarghi, appositamente predisposti, quando si incrociano altri mezzi. Non sono strade in cui si può tenere una velocità costante e sostenuta ma occorre essere prudenti.

Noi ci siamo stati in una giornata infrasettimanale. Non oso immaginare il traffico che si possa trovare lungo queste strade durante i fine settimana dei periodi di alta stagione.

Questo valico, detto Jü de Börz in ladino, divide la Valle Isarco (che comprende anche la Val di Funes) dalla Val Badia. Il passo è situato nel territorio comunale di S. Martino in Badia.

La zona è piuttosto gettonata fra gli escursionisti anche perché é facilmente raggiungibile da diverse località sparse in queste due ampie e frequentate vallate. Oltre che l’escursione di cui vi parlerò più sotto, dal Passo delle Erbe è possibile effettuarne molte altre con diversi gradi di difficoltà.
Come avrete capito è un buon punto di partenza per chi ama questo tipo di attività all’aria aperta.

Il mio consiglio è, se possibile, di partire di buonora ed evitare i fine settimana soprattutto nei periodi con maggiore presenza di turisti.

Come alternativa, per chi non volesse usare l’auto propria, c’è un bus navetta della SII (Südtirolmobil, la società che gestisce il trasporto pubblico in Alto Adige) che parte da San Pietro in Val di Funes. Per partenze da altre località consiglio di informarsi presso gli Uffici del Turismo oppure visitare il sito della compagnia SII.

Noi non abbiamo potuto usufruire dei mezzi pubblici avendo con noi il cane, una segugia Gascon di taglia medio/grande.

Il parcheggio è a pagamento dalle ore 7 fino alle 14. Per l’auto abbiamo pagato 5 euro, non ho idea dei costi per i camper e le moto. Avevamo mostrato la Dolomiti Mobilcard che ci era stata regalata in agriturismo per ottenere un piccolo sconto ma l’addetto non l’ha accettata.

Rientrando dall’escursione abbiamo trovato alcune auto parcheggiate lungo la strada, probabilmente per evitare il pagamento del parcheggio. La SP29 però è abbastanza stretta e si rischia di creare ostacolo alla circolazione dei mezzi sia privati che pubblici che la percorrono.

Il nostro itinerario fotografato sulla carta topografica: ho evidenziato i punti salienti del percorso

Volete saperne di più sulla Val di Funes? Date un’occhiata anche a questo post https://giringiro.eu/2020/08/vacanza-estiva-in-val-di-funes-tra-paesaggi-incantevoli/

Dati tecnici escursione:

  • Partenza: parcheggio presso Passo delle Erbe 1.987m s.l.m.
  • Tappe intermedie: Munt de Furnela (2.080m), Sot Putia (2.060m), Forcella del Putia (2.361m), Ütia Vaciara (2.100m), Ütia de Göma (2.030m)
  • Arrivo: parcheggio presso Passo delle Erbe 1.987m s.l.m.
  • Tipologia escursione: giro ad anello effettuato in senso antiorario
  • Lunghezza percorso: poco oltre 13 km
  • Dislivello: circa 573m (altitudine cumulativa)
  • Quota partenza: 1.987m s.l.m.
  • Quota forcella: 2.357m s.l.m. (altitudine massima dell’itinerario)
  • Quota arrivo: 1.987m s.l.m.
  • Tempo percorrenza: 5 ore
  • Difficoltà: E (escursionistico), il percorso può non essere adatto a chi soffre di vertigini
  • Segnavia: 8A – GM4 – 4B – 35 – 8B – 8A
  • Carta/mappe: carta topografica dei sentieri 030 Bressanone – Val di Funes, scala 1:25.000, casa editrice Tabacco
  • Note: occorrono abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna. Fondamentale anche verificare le condizioni meteo sia prima di partire che nell’arco della giornata.

Escursione:

Lasciata l’auto al parcheggio del Passo delle Erbe, imbocchiamo la strada sterrata in direzione Roda de Pütia (sentiero 8A). Una palina indica tutte le varie direzioni da prendere.

La strada è inghiaiata ma piuttosto agevole e percorribile anche con un passeggino perché sale in maniera dolce.

Il giro completo però non è indicato a bambini piccoli, meglio fermarsi alle prime malghe che si incontrano che sono provviste di comode terrazze ed aree giochi per bambini: Munt de Furnela, Sot Putia. Oppure si può arrivare anche alla malga Utia Goma che è la più lontana dal parcheggio.

Il facile tratto iniziale del percorso, subito dopo il parcheggio al Passo delle Erbe

Dopo circa un centinaio di metri il nostro sguardo viene letteralmente rapito dalla magnifica vista sul Sass de Putia. A sinistra della carrozzabile vi sono un paio di belvedere dai quali si può ammirare questa cima oltre che i fenomeni erosivi di queste rocce che assumono colorazioni estremamente particolari a seconda del meteo.

Qualche nuvola vela e nasconde parzialmente il Sass de Putia ma si intuisce fin da subito che l’escursione odierna ci riserverà panorami e viste mozzafiato.

Continuando sulla strada bianca vedo a terra una striscia metallica che ricorda a tutti che siamo in uno dei siti delle Dolomiti Unesco. Nel 2009 l’Unesco ha inserito le Dolomiti tra i patrimoni dell’umanità.

Proseguiamo ancora per un breve tratto fino ad arrivare in prossimità di una zona semi pianeggiante, Prà de Pütia, con verdi pascoli, mucche pezzate e Highlander che brucano e delle malghe Munt de Furnela e Sot Putia.

All’altezza di una palina il sentiero si sdoppia. Noi scegliamo di proseguire verso destra continuando lungo il percorso 8A, effettuando così l’anello in senso antiorario. Seguiamo le indicazioni per Forcella del Putia / Roda de Putia.

Il punto in cui il sentiero si sdoppia, noi proseguiremo verso destra. Sullo sfondo il Sass de Pütia

La strada bianca si trasforma poco dopo in un tipico sentiero di montagna ed inizia lentamente a salire ed avvicinarsi al fianco del Sass de Putia. In diversi punti il percorso é abbastanza stretto ed, incrociando altre persone, occorre prestare un po’ di attenzione.

Non é un sentiero particolarmente difficile ma ci sono alcuni gradoni, é scivoloso in certi punti, richiede un minimo di allenamento e presenta alcuni tratti a picco sui ripidi valloni sottostanti che possono anche dare fastidio a chi soffre di vertigini.

I panorami sono sempre più affascinanti. Nel frattempo il sole è praticamente sparito e questo versante è in ombra.

Arriviamo ad un’altra palina contraddistinta dal cartello “Alta Via Dolomites / Dolomiten-Höhenweg” ed il simbolo di un triangolo rosso con all’interno il numero 2. Da questo punto il nostro percorso verso la Forcella del Putia cambia numero e seguiamo le indicazioni per il sentiero 4.

La mulattiera sale via via sempre più ripidamente tra rocce e pietre franate, facendoci capire che stiamo intraprendendo la parte più impegnativa dell’intero giro. Intanto ci ritroviamo sul versante opposto del Sass de Putia rispetto a dove eravamo partiti.

Volgendo lo sguardo verso l’alto nel tentativo di vedere la Forcella de Putia mi rendo conto che non sempre il sentiero è ben visibile. Ci sono però delle tacche bianco/rosse su alcuni massi che aiutano a capire dove si deve passare.

E’ la prima volta che la nostra segugia effettua un giro su un sentiero così ripido e sconnesso ma, complice anche la giornata non particolamente calda e la sua giovane età, Daisy sale lungo questo sentiero in scioltezza. Solo in un passaggio fra due gradoni molto alti ha avuto un po’ di incertezza ma Andrea l’ha aiutata afferrandola per la grossa maniglia della sua pettorina.

Dapprima il sentiero si inerpica su un lato del canalone di pietre che scende dalla Forcella poi l’attraversiamo e passiamo sul lato opposto. In alcuni tratti passiamo vicino a zone ancora innevate.

Ancora pochi passi sulla ripida mulattiera e raggiungiamo finalmente la Forcella del Putia a 2.357 metri di altitudine. Il cielo è completamente grigio e scende qualche gocciolina di pioggia. Dalla Forcella de Pütia si dipartono vari percorsi, come quello che sale verso la cima del Sass de Putia oppure quello che conduce al Rifugio Genova.

Controllo il navigatore Garmin GPSMap: abbiamo percorso 4km, praticamente siamo ad 1/3 dell’intero anello ma le salite più ripide dovrebbero ormai essere state affrontate.

La palina posizionata in prossimità della Forcella de Pütia ci indica la direzione da seguire per continuare lungo la Roda de Pütia.

Imbocchiamo la mulattiera 4B in direzione Lungiarü / Campill / Longiarù / Roda de Pütia che scende verso una bella e verde vallata sottostante.

Questo versante del sass de Putia è meno selvaggio rispetto a quello percorso in precedenza. Di questo giro mi è piaciuta molto anche la diversità dei paesaggi incontrati.

In breve perdiamo subito quota e arriviamo ad incrociare una strada bianca. La palina ci indica di seguire la strada 35 in direzione Ütia Vaciara.

Questa larga strada sterrata è agevole e scende tranquilla in mezzo ai verdi pascoli, dopo poco raggiungiamo la malga presso la quale decidiamo di fare una meritata sosta. Il cielo è sempre grigio uniforme, speriamo solo di poter consumare il pasto senza bagnarci anche perchè ci sono pochi ombrelloni a riparare i tavolini.

Fortunatamente il meteo ci grazia e ci lascia consumare un prelibato pasto a base di canederli in brodo per Andrea e uova con speck e patate per me. Vicino alla malga c’è un bel cartellone con il nome di tutte le montagne che si possono vedere da questa zona.

Il meteo cambia in continuazione, le nuvole si spostano in fretta e la visuale da quassù è spettacolare.

Dopo pranzo riprediamo il cammino lungo il sentiero abbandonato poco prima. Pochi metri dopo la malga una palina ci fa deviare dalla strada bianca e proseguiamo sulla traccia 35 che diventa un sentiero, arriviamo sul Passo Göma e proseguiamo sul percorso 8B.

Un bel tratto in discesa ci porta nuovamente a ridosso delle rocce del Sass de Putia. Vediamo delle indicazioni per una palestra di roccia ma noi proseguiamo lungo il sentiero 8B, passiamo in prossimità prima di Utia Göma poi di Utia Fornela dove consumiamo una merenda con yogurt di produzione locale e frutta fresca e da qui tramite il percorso 8A rientriamo al parcheggio.

Il percorso dalla forcella fino al parcheggio presenta qualche lieve saliscendi ma niente di comparabile alla salita affrontata nella parte precedente.

Non posso che consigliarvi questo percorso che a noi è piaciuto molto, anche Daisy si è divertita. Lungo l’anello, anche nella parte più ripida, abbiamo trovato diversi cani (due Galgo, un Border Collie, un Cocker ed un meticcio). Daisy è di buon carattere ed ha stretto amicizia con tutti.

Il paesaggio è molto bello e vario e, con un minimo di allenamento, il circuito attorno al Sass de Putia è affrontabile dalla maggior parte degli escursionisti.

Escursione con i bambini:

A breve posterò sul blog un articolo più specifico per effettuare una passeggiata in zona con i bambini che include anche la traccia GPX. E’ un percorso più breve, adatto ai bambini ma anche a chi non se la sente di affrontare 13km di camminata ed un certo dislivello in salita.

Traccia GPS:

Sul mio spazio Wikiloc è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX da usare sul navigatore o smartphone: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-ad-anello-attorno-al-sass-de-putia-53345016

Link utili:

I N A G G I O R N A M E N T O
a breve aggiungerò tutti i dati mancanti, inclusa la traccia GPS

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

4 thoughts on “Escursione ad anello intorno al Sass de Putia

  1. Quest’estate abbiamo ricoperto la montagna in versione estiva e devo dire che non mi ricordavo quanto fosse bella! Questa zona in particolare non la conosco quindi prendo appunti per una prossima visita alle Dolomiti!

  2. Dalle foto sembra un percorso stupendo! 🙂 Sono stata in Trentino a metà agosto ma ho dedicato tempo alla zona intorno Corvara in Badia e all’Alpe di Siusi. Salvo questo articolo perché potrebbe tornarmi utile per un prossimo giro

  3. Io amo la montagna e infatti tra qualche giorno partiremo per la Val Pusteria. L’escursione che hai descritto tu non l’ho mai fatta, ma la tengo presente. Le tue foto sono veramente belle!

    1. Grazie Alessandra per i complimenti, che bella anche la Val Pusteria! Sono già alcuni anni che non andiamo in quella vallata e mi piacerebbe ritornarci adesso che ci accompagna la nostra cagnolona, ci stiamo divertendo molto tutti e tre a camminare insieme

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