Segugina Daisy al mare

Giuro che quando ho deciso di dare il nome alla mia nuova amica a quattro zampe non mi è minimamente venuto in mente il film “A spasso con Daisy” del 1989 di Bruce Beresford con Jessica Tandy e Morgan Freeman.

Le ho affibbiato quel nome perché nel prato dietro casa c’era una distesa vastissima di piccole margherite in quel momento.
Il nome Margherita però sarebbe stato troppo lungo. Immaginate per un attimo di dover richiamare un cane che scappa. Prima che finiate di pronunciarlo è già oltre la collina di fronte, soprattutto un cane da caccia.
Così ho optato per l’inglese Daisy, molto più conciso. Comunque lei non torna indietro lo stesso, anche se il nome è corto.

Articolo semiserio sulla mia compagna di avventure fuoristrada, la segugia Daisy

Oggi mi concedo un post fuori dai temi che solitamente tratto nel blog ma, intendiamoci, non vuole assolutamente essere una guida sullo standard di razza di questa tipologia di cane. In questo periodo abbiamo un po’ tutti bisogno di leggerezza. Ed allora ho pensato, perchè non far conoscere la mia dolcissima compagna di escursioni e talune gite?

Alla fine sempre di percorsi si parla, anche se da una prospettiva più bassa, il suo tartufo. Poi lei è molto fotogenica, io no.

Segugina Daisy
Daisy in Val Maira (giu. 2019)

Che razza è?

Avendola adottata da un rifugio per cani, quindi sprovvista di pedigree, non si può definire “un cane di razza”. Però è decisamente un segugio francese, figlia, nipote e pronipote di segugi francesi. E’ segugia dalla punta del nasone alla punta della coda, segugia nel midollo e a 360 gradi. Su questo non ci piove.

Al canile pensavano fosse un Ariegeois ma, dopo aver compiuto un anno e quando ormai il suo fisico si era formato, si è capito che si trattava di una segugia francese Gascon Saintoingeois. Ariegeois e Saintongeois sono abbastanza simili ma il secondo è più massiccio del primo. Il torace prominente, la notevole massa muscolare e la forma un poco tozza mi fanno pensare che Daisy sia appunto un Gascon Saintongeois. In ogni caso sempre di un cane da caccia si tratta.

Da dove viene il Gascon Saintongeois? Dalla Francia ed é un cane di razza di nobili origini che fece la sua comparsa dopo la Rivoluzione Francese.
Fino alla Rivoluzione gli aristocratici, gli unici che avevano diritto oltre al Re di cacciare, erano dotati di mute di cani Saintongeois. Durante quel decennio, al grido di Liberté, Fraternité, Egalité vennero perpetrati massacri, violenze di ogni tipo, razzie e confische dei beni degli aristocratici. Dopo la Rivoluzione, solo tre cani Saintongeois sopravvissero: due maschi ed una sola femmina.

Il conte Philippe-Marie-Joseph de Carayon-Latour a metá del XIX secolo incroció i Saintongeois rimasti con un’altra razza tipica della Francia: il Bleu de Gascon del Barone di Ruble. Anche di questa seconda razza erano sopravvissuti solo pochi esemplari.
L’idea del conte era di cercare di preservare in qualche modo queste due razze molto diffuse in Francia prima della Rivoluzione ed ora destinate a scomparire del tutto.
Il suo intento ebbe successo, anche se andarono perduti per sempre i Saintongeois, e da li ebbe origine il Gascon Saintongeois

Spesso i primi tempi chi mi incontrava per strada mi chiedeva “perchè hai adottato un cane da caccia“? Bella domanda, non vado a caccia e non la amo, nessuno in famiglia è cacciatore. La risposta è semplice: perchè al canile è lei che mi aveva colpita con i suoi occhioni dolci e languidi, i suoi piedi enormi e le orecchie lunghissime nelle quali si inciampava mentre camminava goffamente.

Segugina Daisy a tre mesi
La futura Daisy al rifugio per cani: come resistere a tanta dolcezza?

 

Sinceramente quando avevo deciso di adottare un cane non ero partita con l’idea di adottare una razza da caccia, mi interessava solo adottare un quattro zampe da un canile o da un rifugio e basta.
Meggy, il giovane pastore tedesco, ci aveva lasciati da poco ed in maniera piuttosto drammatica, avevo bisogno di un cane che fosse diverso da quello precedente. La responsabile del rifugio mi aveva fatto vedere questa segugetta di tre mesi ed è stato amore a prima vista. In quel momento ho capito di aver adottato un cartone animato.

In effetti il segugio è uno dei cani più utilizzati nei cartoni animati, soprattutto Disney. Avete presente Pluto il cane di Topolino? Oppure Tobia di Cenerentola? E che dire del mitico Napoleone degli Aristogatti? Tutti buffi segugi.

Com’è la vita con un segugio francese? Non abbiamo mezze misure: da molto movimentata a molto sonnolenta. Daisy passa con scioltezza dal seguire una traccia o camminare per ore a dormire e russare incontrollatamente per altrettanto tempo, meglio se su qualcosa di morbido e confortevole.

Scioccante passare da un pastore tedesco ad un cane da caccia però è molto divertente. I segugi sono cani molto intelligenti ma cocciuti e testardi all’ennesima potenza.

Dotazione di serie della segugetta Daisy:

  • occhi enormi, dolci e languidi, solo guardandoti riesce ad ottenere quello che vuole. Il segugio francese ha quello sguardo tipico del Basset Hound, fatto apposta per intenerire e per farti sentire colpevole anche se non lo sei
  • orecchie fini, lunghe a tovagliolo, morbide, vien voglia di stropicciarle ma me ne guardo bene dal farlo. Probabilmente create apposta per non ascoltare alcun richiamo del padrone quando il naso entra in funzione. In realtà aiutano il cane a far arrivare molti più odori al nasone. L’apertura alare è notevole, stile Dumbo
Segugina Daisy
La notevola apertura alare di un Gascon Saintongeois

 

  • naso di una certa importanza (per non dire esageratamente grosso). Quando fiuta una traccia lo incolla a terra, lo accende (secondo me dentro ha proprio un interruttore acceso/spento) ed entra in modalità “va dove ti porta il naso”. Ciaone. A questo punto si isola dal resto del mondo e non sente i richiami, neppure le crocchette sortiscono effetto. Penso che faccia pure scendere una cortina sugli occhi, una volta è sbattuta contro un evidente ostacolo mentre era tutta intenta a fiutare. L’ho adottata quando aveva tre mesi, non è mai andata a caccia ma l’istinto c’è. Il suo naso è anche un ottimo passe-partout per aprire le porte e rovesciare oggetti. Insomma il naso è l’ombelico del mondo segugioso.
  • piedi palmati con polpastrelli molto grossi, stile hovercraft. Odia però nuotare e buttarsi nell’acqua. Di solito ci finisce per sbaglio. Ha dei bei artigli, praticamente è l’equivalente di un fuoristrada 4×4
  • gambe lunghe e le posteriori sono muscolose. Da una tipa così ti aspetteresti che possa saltare ovunque. Invece spesso si piazza vicino al retro dell’auto, non salta nel bagagliaio e mi guarda come a dire “pensaci tu”. Di solito lo fa con Andrea (il tenero) perchè poi la prende in braccio e la mette nel bagagliaio, io invece sono Rottermaier e non mi faccio impietosire. Anche perchè so che è tutta una finta e che ci riesce benissimo 😀
  • coda a 5 posizioni, più di quelle del tergicristallo dell’auto. Normalmente è a sciabola, quando ha fifa è rivolta verso il basso e portata in mezzo alle gambe, quando fiuta e trova qualcosa di interessante la tiene verso l’alto ed a volte vibra, quando è contenta scodinzola quando invece è moooolto contenta la rotea vorticosamente. Con le ultime due posizioni c’è la possibilità che faccia cadere tutto quello che si trova nelle vicinanze oltre che provocare contusioni alle mie gambe
  • pelo fitto ma corto, sulla pancia è quasi glabra. E’ freddolosa e spesso la paragono ad un girasole perchè gira tutto il giardino cambiando sovente posizione per cercare quella più calda e soleggiata
  • voce importante, direi baritonale. Di solito i cuccioli di cane hanno voci dolci, lei no. Fin da subito aveva questo vocione quasi rauco, nasale. La prima volta che l’ho sentita abbaiare ho pensato ad un effetto speciale di Jurassik Park.
Segugina Daisy
Giochiamo a palla?

Aggettivi:

  • giocherellona
  • dispettosa
  • dolce
  • buffa
  • testarda (a Roma direbbero “de coccio”)
  • divertente
  • socievole
  • coccolona
  • golosa
  • fifona
  • intelligente

Fin da subito ho iniziato a portarla in auto in modo che si abituasse a fare viaggi ed anche a stare nel bagagliaio con la rete divisoria. L’anno scorso siamo andati in montagna in Val Maira e, nonostante il lungo viaggio di tre ore, non si è mai lamentata. Abbiamo fatto una sosta per farle fare una breve passeggiata ma è stata tranquilla ed ha dormito buona parte del viaggio.

Quando vado/andiamo a scarpinare la porto/portiamo sempre con noi. E’ bello vederla camminare felice e soprattutto vedere la sua particolare andatura a zig zag, i suoi repentini cambi di direzione e le sue movenze quando fiuta una traccia.

Non volendo però rischiare di perderla, abbiamo optato per una pettorina molto tecnica “antisfilamento” ed uno di quei guinzagli avvolgibili flexi da 8 metri. La fettuccia è larga e fluorescente, è molto robusta e regge bene i suoi 32kg anche perchè, per maggiore sicurezza, ho scelto un modello sovradimensionato per il suo peso. Così Daisy ha un minimo di libertà quando siamo in campagna o montagna, in città invece ne usiamo uno corto.

C’è chi dice che i segugi prima o poi ritornano. E’ il poi che mi preoccupa. Non me la sento di sperimentare questo brivido e soprattutto attendere qualche ora al freddo e al buio, magari nella stagione invernale, che la segugetta decida di fare ritorno all’auto.

 

Daisy e Andrea verso l'Antola
In cammino verso il Monte Antola

E’ abbastanza fifona, sta zitta tutto il giorno ma all’imbrunire inizia a brontolare ed abbaiare. Probabilmente riesce a vedere i fantasmi dei suoi avi. Detesta lo spostamento di oggetti in giardino o nel suo ambiente. Lasciare per esempio l’innaffiatoio in un posto diverso dal solito la disturba e lei me lo fa presente abbaiando. Probabilmente nella sua testa è maniaca dell’ordine, anche se a me sembra più una casinista.

E’ così socievole che ha un numero spropositato di amici a quattro ma anche a due zampe. A volte passeggiando in città si fermano persone ad accarezzarla e salutarla, Andrea ed io ci guardiamo come per dire “chi è costui/costei?”. Visto che Daisy scodinzola felice, capiamo subito che quella persona è sicuramente un/una suo/sua amico/a. E’ amica dei postini, dei corrieri, lei fa festa a tutti. Il cartello “attenti al cane” messo sulla cancellata fa ridere.

Segugina Daisy in posa
In posa davanti a casa

Davanti a casa abbiamo una scalinata affiancata da due muretti, lei essendo molto curiosa e vanitosa spesso si siede composta su uno dei muretti e resta immobile. Da li sopra osserva bene tutto quello che succede oltre la cancellata del giardino. Vista da fuori sembra una statua. Più di una volta, rientrando a casa, ho trovato gente che la stava fotografando.

E’ golosa all’ennesima potenza, tutto quello che passa dalla bocca è ingurgitabile, schifezze incluse. Vi risparmio dettagli.

E’ testarda, Andrea dice che è tenace. In effetti ho letto che sono cani che inseguono le prede per chilometri e le prendono per sfinimento.

Un segugio per amico è un’ottima compagnia

I canili ed i rifugi sono spesso pieni di questi cani frutto di sequestri, molte volte le persone preferiscono non scegliere un cane da caccia. Informatevi, andate a conoscerli. Magari a prima botta sembrano un po’ timidi perchè hanno patito sofferenze ma sono cani molto dolci, spesso compatibili con altri cani ed anche gatti, non aggressivi, fantastici in famiglia, un’ottima compagnia per i bambini e le persone anziane.
Amano camminare ma si adattano benissimo alle comodità di casa, cercano affetto ed il contatto con l’umano.

Adottate un segugio, scalda il cuore.

Dove adottare?

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

9 thoughts on “Va dove ti porta il naso: ovvero a spasso con la (segugina) Daisy

    1. Ahahaha grazie Arianna, spero che Daisy non legga il tuo commento. E’ così vanitosa che potrebbe obbligarmi a scrivere di più sulle sue avventure e ce ne sarebbero di aneddoti da raccontare ….

  1. Ahahah povera Daisy! Scherzo, mi hai fatto troppo ridere con la sua descrizione: dalle orecchie con apertura alare al fatto che non ascolti quando non le va…

  2. Che meraviglia! anche io vorrei avere un cagnolino da portarmi a spasso, io adoro i Labrador, ma non avendo una dimora fissa al momento e non avendo spazio non riesco…immagino siano una bellissima compagnia in ogni viaggio.

    1. Grazie, confermo che è un’ottima compagna di viaggio. Certo spostarsi con un cane comporta alcune limitazioni ma ormai è entrata a far parte delle nostre vite e fatichiamo a star senza di lei.

  3. Ma quanto è bella la tua cagnolona? Anche io una pet, una piccola Boston terrier e quando andiamo in giro in italia la portiamo sempre con noi; peccato non poterla portare anche all’estero!

    1. Grazie Teresa, anche Daisy ringrazia di cuore. E’ una grande compagnia, purtroppo per viaggiare all’estero occorre fare le vaccinazioni necessarie, avere il passaporto dall’ASL (solita infinita burocrazia) ma la cosa che mi frena di più è doverla imbarcare in stiva nel caso di viaggi aerei. Così per ora solo viaggi in auto con Daisy

  4. Che bellezza Daisy! Io vorrei tanto avere un cane da portare in giro ma, davvero, non riuscirei a dargli l’amore che merita. Mio fratello ha fatto il cammino di Santiago con il suo cane ed è stata un’esperienza speciale!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *