Vigneti dell'Alto Monferrato in autunno

Il basso Piemonte e le terre che appartengono all’Alto Monferrato da sempre sono legate a doppio filo al ciclismo. Basti pensare che queste zone hanno dato i natali a due grandissimi campioni del ciclismo professionistico del passato: Costante Girardengo e Fausto Coppi.

Tuttavia anche l’escursionismo fornisce diverse opportunità agli amanti di questa pratica, offrendo percorsi di varie lunghezze e difficoltà nei boschi della zona ricchi di castagni e roveri. Inoltre alcuni sentieri permettono di collegarsi con l’Alta Via dei Monti Liguri e creare dei veri e propri trekking di più giorni.

Non ci sono rifugi o ricoveri tipo le malghe in Alto Monferrato. E’ un escursionismo un po’ selvaggio e rustico il nostro, sicuramente a stretto contatto con la natura. Però nell’ultimo decennio la provincia ha provveduto a disporre alcuni cartelli segnalatori e a creare dei percorsi. Inoltre i vari C.A.I. (Club Alpino Italiano) della zona, grazie al lavoro dei loro volontari, hanno permesso di mantenere in buono stato numerosi sentieri e provvedere all’apposizione di segnavia.

Nell’Alto Monferrato si trova il Parco Naturale Capanne di Marcarolo che, seppure ridimensionato rispetto al progetto iniziale, è un luogo ideale per escursionisti ed amanti della MTB grazie ad una fitta rete di sentieri e mulattiere. Qui si vive e respira la natura, a volte brulla, altre selvaggia. La musica di sottofondo spesso è data dal solo gorgogliare dei ruscelli che si tuffano nei torrenti e nei laghi artificiali della zona. In molti punti la rete cellulare è assente e ci si può isolare dal mondo. Sinceramente parlando, a me non dispiace affatto.

Il legame con la vicina Liguria è evidente anche nella toponomastica. Basti pensare a Gavi Ligure, Novi Ligure, Parodi Ligure. Sono tutti paesi dell’Alto Monferrato piemontese ma in passato facevano parte della Repubblica di Genova. Anche il nostro modo di parlare è infarcito di termini liguri.

Panorama dell'Alto Monferrato
Panorama dal Bricco Grosso vicino a Mornese (Al), al centro il Castello di Casaleggio Boiro

Alto Monferrato: varietà di percorsi sia a piedi che in bici

Queste terre di mezzo che a nord si spalmano lentamente sulla pianura padana ed a sud si arrampicano sulle pendici dell’Appennino che divide Piemonte e Liguria sono davvero piacevoli da esplorare in bicicletta oppure a piedi. Non ci sono cime notevoli ma, sommando tutti i vari saliscendi a fine gita, il profilo altimetrico può anche diventare impegnativo.

Domina queste terre il Monte Tobbio (1092m). Nella giornate limpide si impone da numerose differenti angolazioni, anche molto lontane e sembra tener d’occhio il territorio e quasi volerlo abbracciare. E’ facilmente riconoscibile dalla sua forma a tronco di piramide e dalla chiesetta sulla sua sommità! Il Tobbio, oltre ad essere un simbolo di queste zone (per molti è un monte sacro), è anche il centro ideale del Parco Capanne di Marcarolo.

Nell’Alto Monferrato ci sono strade per cicloturisti ed amanti della bici da corsa, come pure ottimi percorsi sterrati per le MTB.

Adesso, con l’avvento delle e-bike pedalare lungo le strade collinari o di mezza montagna è ancora più piacevole, soprattutto per chi non è abituato a farlo abitualmente. Il cicloturismo non richiede un abbigliamento particolare ma consiglio almeno occhiali da sole, giacchina leggera antivento, caschetto protettivo, guanti ed un paio di pantaloni, lunghi o corti a seconda della stagione. Quelli da ciclista con fondello imbottito sono decisamente raccomandati, soprattutto per i neofiti di questa attività.

Siete pronti? Controlliamo la pressione dei pneumatici, caschetto in testa e ben allacciato (la sicurezza prima di tutto) e partiamo ad esplorare l’Alto Monferrato (Monfrà in piemontese) insieme con la nostra amata bicicletta o e-bike. Saremo una sorta di moderno Aleramo a due ruote.

Conoscete tutti la leggenda di Aleramo del Monferrato? Aleramo si era innamorato di una delle figlie dell’Imperatore Ottone I. Secondo la tradizione, il sovrano fece una promessa al cavaliere “ti concederò tanto terreno quanto tu riuscirai a percorrerne in tre giorni in sella al tuo destriero”. Così Aleramo partì a spron battuto ed il territorio percorso dal futuro marchese corrisponderebbe appunto all’attuale Monferrato.

Ci sono poi altre leggende riguardo al nome Monferrato. Secondo alcuni deriverebbe dall’unione delle parole “mun” (ossia mattone in piemontese) e  “ferrato”. Nel suo cavalcare furiosamente, ad un certo punto il cavallo di Aleramo perse un ferro e, non avendo strumenti adatti sottomano, il cavaliere usò un mattone per ferrarlo e ripartire.

Ce ne sono molte altre di storie riguardo all’origine del nome Monferrato ma le trovate comodamente con Google. Leggenda o realtà, a me la storia di Aleramo ha sempre affascinato fin da bambina. L’idea di un cavaliere che percorre un lungo itinerario in tre giorni mi da un senso di libertà, di voglia di scoprire, di creare un forte legame con il territorio.

A piedi, invece, è ancora più semplice. Bastano un paio di scarponcini da escursionismo, abbigliamento comodo, uno zaino con il necessario, una scorta d’acqua e via. Ricordo che è sempre meglio usare calzature con suola scolpita nel caso in cui si percorrano i sentieri.

Castello di Trisobbio (Al)
Il castello di Trisobbio (Al)

Un buon punto di partenza

Il punto di partenza delle escursioni sia a piedi che in bici può essere la cittadina di Ovada (Al), posta a 186m s.l.m. Non a caso l’ho scelta come ideale punto di partenza sia per la sua posizione centrale e facilmente raggiungibile in treno o autostrada A26 che per il fatto che proprio Aleramo ottenne in dono una villa nel territorio ovadese dall’imperatore Ottone I di Sassonia.

La cittadina ha un centro storico che ricorda quelli liguri. Meritano una visita l’oratorio della S.S. Annunziata (XIV secolo), quello seicentesco di San Giovanni Battista e l’annessa antica parrocchiale di S. Sebastiano, la Chiesa barocca di N.S. Assunta, la Casa Natale di S. Paolo della Croce ed il piccolo Museo Paleontologico G. Maini.

Il locale ufficio turistico sta avviando una collaborazione con una Startup piemontese per promuovere il cicloturismo con le bici elettriche in giro per l’ovadese. Inoltre qui si possono trovare opuscoli informativi su alcuni sentieri e percorsi da effettuare a piedi oltre che tutte le informazioni per soggiornare in città e nei dintorni.

Adagiata in una conca alla confluenza dei fiumi Orba (l’Orba Selvosa di Manzoniana memoria) e lo Stura è circondata da colline ricche di vigneti, castelli medievali (pochi sono visitabili purtroppo) e da qui si può raggiungere facilmente l’appennino Ligure-Piemontese dove ci sono percorsi un pochino più impegnativi.

Alcuni castelli appartengono al circuito “Castelli Aperti” e sono visitabili in alcuni periodi o giornate. L’Alto Monferrato è una delle zone con la più alta densità di castelli in Europa per chilometro quadrato.

Pedalare tra i vigneti del Monferrato
Sosta tra i vigneti dell’Alto Monferrato che si tingono di caldi colori autunnali

Enogastronomia

Non mancano B&B ed agriturismi nelle colline attorno oltre a cantine ove poter degustare i vini rossi tipici della zona (Dolcetto di Ovada DOC e DOCG, Barbera del Monferrato DOC) e ristoranti e trattorie con cucina tipica che strizza un occhio a quella Ligure. Molte di queste terre appartennero in passato alla Repubblica di Genova e le influenze liguri si fanno tuttóra sentire nella cucina del territorio.

Qui si possono infatti gustare la farinata di ceci, la focaccia salata, la cima che sono tipici della Liguria. Tuttavia, a causa della dominazione nei secoli passati, sono entrati ormai a far parte delle proposte culinarie di queste zone insieme ai piatti più tipici del Piemonte come il brasato, il vitello tonnato, il bollito misto, i già citati agnolotti, i tagliolini ecc.

In autunno ed inverno funghi e tartufi bianchi locali arricchiscono le pietanze. Sapete qual’è un piatto tipico di queste zone? Gli agnolotti (pasta fresca ripiena) innaffiati con il vino rosso locale e serviti in una grande tazza senza manico.

Spostandosi nelle zone verso Gavi si possono vedere il bel Forte, antiche ville e numerose cantine ove si produce il profumato vino Cortese di Gavi DOCG. Anche questa zona dal punto di vista gastronomico ha molto da offrire: i ravioli, la testa in cassetta (prelibato salume), gli amaretti ed il vino Cortese di Gavi DOCG giusto per citarne qualcuno.

Nelle zone dell’acquese e, più precisamente a Strevi, la fa da padrone il vino Moscato. E’ un vino dolce, giallo paglierino, ottimo con i dessert piemontesi a base di cioccolato e nocciole. Esiste anche un’interessante versione vinificata secca che avevo scoperto in Valle Bagnario durante una camminata enogastronomica.

Da alcuni anni a questa parte molti giovani si sono nuovamente avvicinati all’agricoltura ed all’allevamento portando avanti le aziende che un tempo erano dei genitori e nonni o, addirittura, creando ex novo delle attività sia in campo agricolo che zootecnico. Si possono così gustare prelibati formaggi di capra o latte vaccino, assaporare deliziose varietà di frutta e verdure. In molti casi si è cercato di riscoprire antiche varietà tipiche del territorio che erano ormai cadute in oblio.

Un modo per conoscere alcuni di questi produttori è farsi un giro al mercato di Ovada del sabato mattina. Nella piccola piazzetta Peppino Impastato da circa cinque anni si svolge un “farmer’s market” un mercatino dedicato esclusivamente ai produttori locali. In epoca di “km zero” questa è una buona opportunità per dare una mano a chi ha deciso di rimboccarsi le maniche e riscoprire il valore del territorio.

Monte Tobbio
La “piramide” del Monte Tobbio con una leggera spruzzata di neve

Quando camminare e pedalare nell’Alto Monferrato

Le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno quando i vitigni e le piante si colorano di tinte calde che richiamano i colori del tramonto. In estate, invece, le temperature possono anche salire parecchio. In questa stagione io ne approfitto per girare in bicicletta o camminare nelle prime ore del mattino.
Purtroppo con i mutamenti climatici non è infrequente trovare giornate particolarmente ventose che sono davvero fastidiose per chi pedala. Tuttavia i percorsi lungo le colline hanno il vantaggio di aggirare i versanti e fare in modo di non avere costantemente il vento a sfavore.

Fino ad una decina di anni fa in inverno si verificavano copiose ed importanti nevicate. Sfortunatamente i cambiamenti del clima hanno rivoluzionato totalmente le stagioni e negli ultimi anni la neve è diventata quasi un ricordo. Questo rende possibile pedalare e, soprattutto, effettuare escursioni a piedi anche in questa stagione.

Sentiero Laghi Lavagnina
Camminando con il cane lungo uno dei laghi artificiali in Alto Monferrato

In conclusione

Sono zone da scoprire ed esplorare lentamente, passo dopo passo, pedalata dopo pedalata. L’Alto Monferrato va scoperto senza fretta, assaporando tutto quello che questo territorio ha da offrire.

Negli itinerari che vi propongo per la bicicletta vi consiglio di studiare il percorso con Wikiloc, Google Maps e/o Street View e prediligere, ove possibile, le strade secondarie rispetto a quelle principali più trafficate.

Adoro queste terre perchè ci sono nata ed è sempre un immenso piacere ritornare qui dai Paesi Bassi dove ci siamo trasferiti oltre dieci anni fa. Pedalo molto in bicicletta oppure cammino a piedi in entrambi in paesi ma i percorsi ed i paesaggi variegati che trovo qui mi danno un senso di soddisfazione incredibile e mi emozionano ogni volta come se fosse la prima.

Sei escursioni a caso a piedi o in bici:

Link utili:

 

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8 thoughts on “Alto Monferrato: pedalare e camminare sul suolo d’Aleramo

  1. Sono piemontese, ma viaggio sempre poco in Piemonte, dandolo un po’ per scontato. Quando leggo post sulla mia terra mi fanno sempre sorridere e spesso scopro cose che non sapevo.

  2. Conosco il Piemonte poco e niente… Ciò che hai descritto mi ispira tantissimo, soprattutto la piramide. E poi il tuo cane è simpaticissimo. Grazie per questa chicca, che spero davvero di sperimentare grazie alla bici 🙂

  3. Quanto mi mancano le passeggiate nella natura in questo periodo. In Piemonte, poi, sono stata solo a Torino per cui le meraviglie naturali le conosco proprio poco. Mi appunto questo luogo, sperando di poterlo esplorare presto.

  4. Pur non essendo lontana da casa, il Monferrato è una zona che non conosco e da un pò mi riprometto di scoprirla. Quella della bici mi sembra una bellissima idea, una bella pedalata tra le vigne!

    1. Ma allora qui bisogna organizzare un incontro! Ovviamente non appena potremo di nuovo muoverci liberamente e senza costrizioni, buon lungo weekend e grazie di essere passata a trovarmi

  5. Questo è una zona che vorrei fare non appena ce ne sarà la possibilità. E’ già da qualche anno che vorrei trascorrere un weekend tra le vigne di questi luoghi :).

    1. Ciao Sara, sono ovviamente di parte ma in effetti quest’area è sempre un po’ stata la Cenerentola del Piemonte, ossia quella meno conosciuta rispetto alle montagne delle Alpi o alle ben più famose Langhe. Tuttavia offre davvero tanto a chi ama il contatto con la natura, negli ultimi anni un numero crescente di tedeschi e soprattutto olandesi ha iniziato ad acquistare e ristrutturare vecchi casolari in queste zone. Mi fa ben sperare in una rinascita del turismo dopo gli eventi catastrofici dell’alluvione dell’autunno 2019 ed adesso della pandemia Covid. Buona giornata e grazie per avermi fatto visita

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