chiesa santa maria ai monti di belforte monferrato

Un percorso non segnato che si svolge all’ 80% nel bosco consente di effettuare un anello vicino a Belforte Monferrato nell’Alessandrino.

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Partenza: parcheggio presso Santuario Santa Maria ai Monti di Belforte Monferrato (Al)
Arrivo: parcheggio presso Santuario Santa Maria ai Monti di Belforte Monferrato (Al)
Lunghezza: 7,8km
Dislivello: 344m (altitudine cumulativa)
Tempo percorrenza: poco oltre 2 ore
Difficoltà: E (escursionistica)
Segnavia: nessuno!!!
Carte/mappe:

Aggiornamento dell’8 novembre 2019:
a seguito della frana che ha bloccato la ex SS456 in località “Panicata” non si può raggiungere il punto iniziale dell’escursione percorrendo la ex statale da Ovada verso Rossiglione. Inoltre, visto che la stretta strada di Piancarpeneto è usata come percorso alternativo all’autostrada per mettere in comunicazione questi due paesi, è sconsigliato parcheggiare le auto in prossimità del Santuario di Santa Maria dei Monti.
Sarebbe opportuno non effettuare l’escursione fino a quando non sarà ripristinata la normale viabilità sulla ex SS456.

 

Metà settembre 2019, ultimi scampoli d’estate, giornate con una discreta escursione termica fra mattina e pomeriggio dopo i recenti acquazzoni ma ideali per fare ancora qualche piacevole camminata sui sentieri dell’Appennino del Basso Piemonte.

Questo è un buon periodo per effettuare escursioni: le temperature sono un po’ mitigate, non c’è praticamente afa e si cammina discretamente anche nelle ore centrali della giornata. Inoltre c’è ancora luce fino alle 18:30 e si possono anche effettuare alcuni giri un po’ più lunghi. Questo che vi propongo però è breve, sotto gli 8 km.

Dal mese di settembre in avanti però, camminando nei boschi, bisogna prestare un po’ di attenzione a chi pratica la caccia. A tal proposito, a questo indirizzo è possibile scaricare il file PDF con il Calendario Venatorio in vigore in Piemonte nella stagione di caccia 2019/2020.

Il percorso

 

Molto importante: non ci sono nè cartelli nè segnavia, inoltre si incontrano numerose diramazioni che possono disorientare. Il mio consiglio è quello di scaricare la traccia GPX che potete trovare in fondo al post ed installarla sul vostro smartphone o navigatore GPS per orientarsi.

Il percorso si svolge all’ 80% su sentieri e/o strade bianche nel bosco, il 20% su asfalto. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto si percorrono circa 80 metri sulla strada provinciale SP170 (abbastanza trafficata) che collega Belforte a Tagliolo Monferrato ed un paio di strade secondarie scarsamente trafficate.

E’ un’escursione che avevo effettuato diversi anni fa e mai più ripercorsa, avevo qualche vago ricordo ma, sinceramente, non pensavo che avrei trovato così tante deviazioni ed anche qualche limitazione. Diciamo che è stato divertente giocare ai “giovani esploratori” e non perdersi.

Percorriamo la provinciale SP456 da Ovada in direzione Rossiglione e passiamo in località Panicata. Circa 150 metri dopo il cartello stradale n° 74, a metà di un rettilineo, imbocchiamo la stretta stradina asfaltata sulla sinistra con le indicazioni per il Santuario di Santa Maria dei Monti.

Passiamo sopra al ponte che sovrasta il torrente Stura e parcheggiamo l’auto nel piccolo spazio sulla destra, subito dopo il ponte.

Qui tutto è angusto: la strada, il ponte, l’area sosta e la chiesetta. Poco sopra di noi si erge il piccolo e grazioso Santuario di Santa Maria ai Monti in località Pian Carpeneto, meglio nota come Chiesa di Papa Giovanni XXIII o di Don Vandro (famoso parroco di Belforte Monferrato morto nel 2007). Il Santuario dista circa 4,5km dal casello autostradale di Ovada (autostrada A26) e circa 7,5km dall’abitato di Rossiglione. I posti per le auto sono estremamente limitati.

Dal parcheggio imbocchiamo la strada di Pian Carpeneto che fiancheggia l’arco di accesso al Santuario e sale verso Belforte. Pochi metri più avanti,  all’altezza di una curva, lasciamo la strada asfaltata ed imbocchiamo un percorso sterrato sulla destra che si addentra nel bosco.

Dopo aver percorso pochi metri dal primo bivio svoltiamo di nuovo a destra su un altro sentiero che inizia a salire. Si alternano tratti nel bosco ad altri un pochino più aperti. In alcuni punti il tragitto è poco più di un sentiero, in altri invece è più largo e si scorgono sul terreno segni di pneumatici di MTB e trattori. In questa zona i proprietari dei boschi vengono probabilmente a tagliare legna.

 

La salita è pressochè continua: a volte un po’ più ripida, altre invece più moderata.

Tra la folta vegetazione si intravedono anche alcuni ruderi di edifici in pietra, ricordi di quando questi boschi erano una fonte di sussistenza per i contadini ed i pastori della zona. Erano probabilmente gli “alberghi” dove venivano fatte essiccare le castagne ma alcuni erano invece adibiti a ricovero per gli animali.

Anche se in continua salita il percorso risulta però piacevole e fresco perchè si svolge in mezzo alle piante.

Arriviamo praticamente in cima alla collina ad una sorta di radura dove il sentiero sembra perdersi nell’erba (circa 386m s.l.m.). Ci guardiamo intorno per cercare il modo di proseguire. Quelli che parrebbero sentieri si risolvono in un nulla di fatto. A sinistra però c’è una strada sterrata sbarrata da una catena tesa fra due paletti. Oltrepassiamo la catena e proseguiamo lungo quella strada.

Pian piano la vegetazione si fa un po’ meno fitta, stiamo quasi per arrivare in cima alla collina.

 

La strada inghiaiata dopo la catena, qui il bosco è meno fitto che nel tratto precedente

 

Poco più avanti passiamo vicino ad una recente e bella villetta e continuiamo lungo questa strada che continua a salire ma in modo graduale.

Passiamo in prossimità di un vecchio edificio prefabbricato di colore giallo ed ormai decadente. Era un rifugio usato in passato dai radioamatori e probabilmente anche dagli scout.

In prossimità di questa struttura nel 1997 è stata apposta una targa in cui figurano i nomi dei protagonisti delle sperimentazioni di Telemedicina via radio. In particolare si fa riferimento ad un episodio avvenuto il 12 luglio 1981 quando dal vicino Monte Colma venne ricevuto l’elettrocardiogramma dello scalatore Giacomo Benedetti mentre stava scalando il Monte Rosa.

Questo è il punto più alto dell’escursione (473m s.l.m.), da qui inizia un lungo tratto in discesa. Continuando lungo la strada sterrata arriviamo ad un secondo sbarramento provvisto di catena ma che è facilmente oltrepassabile a piedi. Piegando leggermente a destra e fiancheggiando quel che resta della recinzione dell’ex campeggio Colma, imbocchiamo un nuovo sentiero che inizia a scendere sul fondovalle.

Facendo attenzione ad imboccare le giuste diramazioni, scendiamo attraverso il bosco fino a raggiungere un piccolo ruscello dove facciamo abbeverare la nostra cagnolona. La discesa lungo il sentiero è tutto sommato agevole e non particolarmente scivolosa, non utilizzo neppure i bastoni telescopici.

Da qui il sentiero risale leggermente fino a sbucare sulla strada provinciale SP170. Prestare attenzione prima di immettersi sulla provinciale (in particolar modo nel caso in cui abbiate cani), questo è il punto più pericoloso del percorso perchè si deve camminare lungo la carrozzabile!

Il punto in cui il sentiero (a sinistra) sbuca sulla SP170

 

Svoltiamo a sinistra in direzione Belforte Monferrato e percorriamo circa 80 metri su asfalto fino a raggiungere un bivio sul lato sinistro. Imbocchiamo Via Pastori che sale costantemente e fiancheggia il parco del Castello di Belforte Monferrato, dimora privata e non visitabile. Su Google Maps la Via Pastori viene invece indicata come Via Castello (ved. immagine sottostante).

Il crocevia

Via Pastori o, se preferite, Via Castello termina poi ad un crocevia. Imbocchiamo la strada asfaltata in discesa seguendo le indicazioni Pian Carpeneto. Da qui raggiungiamo dopo poco più di un chilometro e mezzo il parcheggio dove avevamo lasciato l’auto, chiudendo così l’anello. Questa strada dapprima scende e poi presenta un paio di brevi salite, è poco trafficata ma è necessario comunque prestare attenzione e marciare sul bordo strada.

Un curioso ed antico particolare dell’arco di accesso al Santuario

 

 

Consigli:

L’anello è piacevole anche se, non essendo segnalato ed incontrando molte deviazioni, si rischia di perdere la traccia. A me piace proprio perchè ha un carattere un po’ selvaggio.

I periodi migliori per effettuare questo anello sono indubbiamente la primavera e l’autunno. Eventualmente, in base alle condizioni meteo, non sono da escludere anche alcune giornate del periodo estivo, sempre che si decida di partire di mattina presto. Il periodo invernale non è adatto perchè, non essendoci segnavia, con foschia, nebbia o poca luce potrebbe essere assai difficoltoso seguire i sentieri.

Il percorso ad anello è tutto sommato agevole ed adatto anche ai nostri amici a 4 zampe. Lo sconsiglio a chi ha bambini e/o scarsa dimestichezza con tracce GPX e senso di orientamento.

Occorrono abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna. Raccomando anche di verificare le condizioni meteo sia prima di partire che nell’arco della giornata.

In ultimo ma non per ultimo: ricordo che la valutazione della difficoltà di un percorso è soggettiva, per cui un tragitto facile per alcuni può non esserlo per altri e viceversa.

 

Traccia GPX:

Tramite il seguente link si accede al mio spazio su Wikiloc dove è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX oltre a vedere l’altimetria, i waypoint ed altre foto: https://bit.ly/2mDASEJ

Link utili:

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