Anello della Badia di Tiglieto

L’anello della Badia di Tiglieto é una piacevole escursione che parte dall’antica abbazia ed effettua un giro lungo le sponde del torrente Orba e di alcuni suoi affluenti.

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Partenza: Parcheggio presso la Badia di Tiglieto (377m s.l.m.)
Tappe intermedie: /
Arrivo: Parcheggio presso la Badia di Tiglieto (377m s.l.m.)
Lunghezza percorso: circa 7,5km
Dislivello: 193m (altitudine cumulativa)
Tempo percorrenza: 2 ore e mezza
Difficoltà: F
Segnavia: NW06, cerchio giallo pieno barrato orizzontalmente
Carta/mappa: /

L’escursione, che si svolge nel Parco Naturale Regionale del Beigua, inizia dal parcheggio posto nelle vicinanze dell’antica abbazia cistercense di Santa Maria alla Croce a Tiglieto (Ge), fondata nel 1120 da monaci provenienti dalla Francia.

La Badia di Tiglieto, di proprietá della famiglia Salvago-Raggi e gestita dall’associazione Amici della Badia, merita una visita. Fu infatti la prima fondazione cistercense in Italia ed ebbe una notevole importanza fino al suo abbandono a metá del 1600. Noi abbiamo optato per fare prima la camminata e sosta pranzo sulle sponde dell’Orba e poi attendere l’apertura pomeridiana della chiesa per visitarla.

Anello della badia di Tiglieto
Il percorso

 

I periodi migliori per effettuare questo anello sono indubbiamente la primavera e l’autunno. Eventualmente, in base alle condizioni meteo, non sono da escludere anche alcune giornate del periodo invernale evitando peró quelle con nebbia oppure con neve/ghiaccio che potrebbero rendere pericolosi alcuni tratti. Non raccomando invece l’estate per le temperature elevate degli ultimi anni, a meno che non si decida di partire al mattino presto.

Noi per esempio abbiamo effettuato l’anello della Badia di Tiglieto all’inizio di marzo 2019.

Il tratto in discesa verso Case Quizza

 

E’ sconsigliato percorrerlo nei giorni con piogge consistenti ed in quelli immediatamente successivi perché in alcuni punti si devono attraversare ponti o guadi su ruscelli che potrebbero straripare o comunque gonfiarsi molto per le precipitazioni. In prossimitá dei questi attraversamenti che si incrociano lungo il cammino vi sono cartelli che segnalano questo rischio.

Il percorso si svolge principalmente su mulattiere, sentieri, strade bianche. In un paio di punti occorre sbucare sulla provinciale e percorrerne un breve tratto su asfalto. Raccomando di prestare attenzione perché nelle belle giornate non é infrequente trovare motociclisti che corrono abbastanza veloci su questa strada piena di curve.

Lasciamo l’auto nell’ampio e comodo parcheggio in prossimitá della Badia e percorriamo la strada asfaltata SP76 fino ad arrivare all’incrocio con la provinciale che da Tiglieto sale verso Acquabuona/Martina. All’altezza del segnale di precedenza (circa 600m dal parcheggio), sulla destra, è posto un cartello che indica l’inizio del percorso ad anello. La scritta NW segnala che si tratta si un percorso studiato per la pratica del Nordic Walking.

Anello della Badia di Tiglieto

Il sentiero si addentra sotto alle piante e fiancheggia per un lungo tratto il prato intorno alla Badia, arriviamo poi ad un piccolo cancello bianco ed entriamo nel parco sul retro della chiesa. La prima parte del percorso è in falsopiano e fiancheggia la recinzione del parco della Badia.

Poco piú avanti, attraverso un secondo cancello, usciamo dal parco ed imbocchiamo il tracciato chiaramente visibile e contraddistinto dal seguente segnavia (cerchio giallo scuro pieno, barrato orizzontalmente).

L’intero percorso si rivelerá complessivamente piuttosto ben segnalato. In alcuni punti si vede solo il segnavia raffigurato qui sotto, in altri sono riportati contemporaneamente sia questo che quello qui sopra (NW 06).

Anello della Badia di Tiglieto
Segnavia dell’anello della Badia di Tiglieto

 

L’itinerario comincia poi lentamente a salire nel bosco fra castagni, carpini e conifere varie. Guadiamo un rigagnolo e poi con una decina di tornanti passiamo in prossimitá di Casa Scura Inferiore fino ad arrivare sulla carrozzabile. Quel giorno di fine inverno c’é pochissimo traffico e nessuna moto. La percorriamo in salita per circa 400 metri fino a quando Andrea nota sul lato sinistro un segnavia NW06 sul tronco di una pianta che indica il sentiero sterrato da seguire.

Scendiamo lungo quel sentiero che si addentra nel bosco e qui scorgiamo tra la vegetazione un paio di grosse sagome di animali che vengono usate da un locale gruppo di arcieri per allenarsi, si tratta del Gruppo Arcieri Selva dell’Olba. Alcuni cartelli ricordano appunto di prestare attenzione. In breve giungiamo nelle vicinanze di Case Quizza.

Continuiamo ulteriormente sulla mulattiera fino ad arrivare ancora piú in basso dove si sente lo scrosciare delle acque del torrente Orba: l’ “Orba Selvosa” di Manzoniana memoria.

Il ponte in metallo sull’Orba

 

Tramite un ponte in ferro attraversiamo il torrente in localitá Ferriera Inferiore. Daisy non ha problemi a passare su ponti o scalinate aperte sul vuoto. Invece il pastore tedesco che avevamo prima mi faceva ammattire ed ogni volta si bloccava terrorizzata.

Il sentiero prosegue sulla sinistra e fiancheggia per un buon tratto il corso dell’Orba. In prossimitá dei resti della vecchia ferriera facciamo la sosta pranzo in un terrazzamento, approfittando anche del sole tiepido che ha finalmente fatto capolino dietro alle nubi.

Dopo la sosta pranzo riprendiamo il cammino

 

Dopo il pranzo con panini ed aver battagliato con la nostra cagnolona che avrebbe voluto gustarseli lei, riprendiamo il cammino.

Inizialmente il sentiero è in falsopiano, successivamente comincia nuovamente a salire in maniera piuttosto ripida e ad allontanarsi dal torrente. In questo tratto attraversiamo tramite dei ponti in legno degli altri piccoli torrenti che confluiscono nell’Orba.

La salita conduce fino a Case Reborina (480 metri s.l.m.) ed ai ruderi di una vecchia cava ormai inutilizzata. In questo punto una palina in legno riporta le indicazioni per vari sentieri, incluso il nostro. Da qui in avanti troviamo diversi simboli sui tronchi delle piante, come ad esempio un triangolo giallo, perchè si intersecano vari percorsi. Occorre fare attenzione a seguire quello giusto ossia l’ovale giallo barrato orizzontalmente.

Il tratto finale lungo il corso dell’Orba

 

Poco dopo aver oltrepassato il Rio Masino tramite un ponticello in legno si percorre un breve tratto in discesa di una strada secondaria asfaltata (Via Bertalin). Poco più avanti sulla destra vediamo il solito segnavia che ci fa addentrare nuovamente nel bosco.

Pian piano la vegetazione si dirada ed il sentiero torna di nuovo a fiancheggiare il torrente Orba. Questo tratto su fondo roccioso é a mio avviso molto bello, il paesaggio é brullo e selvaggio. Il torrente ha scavato nel corso dei secoli le rocce creando delle suggestive gole.

Cominciamo a scendere fino ad arrivare su una stretta strada asfaltata, Via Antonia Pesce, che fiancheggia alcune villette ed il centro sportivo di Tiglieto e poi termina in prossimitá della provinciale SP41.

Questo tratto sulle rocce ci è piaciuto molto

 

Attraversiamo la provinciale e proseguiamo sul sentiero sterrato di fronte a noi che conduce al vecchio ponte romanico. Qui non si puó non notare il  possente rovere, noto anche come quercia di Napoleone, che fa la guardia ad uno degli accessi al ponte da secoli.

Il ponte romanico

 

Percorriamo l’antico ponte a cinque arcate dal quale si notano i ruderi di un mulino ed in breve, svoltando a destra, ritorniamo al punto di partenza.

Giusto il tempo di riposarci un attimo sulle panche dell’area attrezzata e scattare alcune foto al complesso abbaziale ed ecco che un volontario dell’Associazione Amici della Badia viene ad aprire le porte della chiesa. La visita alla Badia di Tiglieto é piuttosto interessante anche se molte parti sono ancora da recuperare e molte altre sono andate irrimediabilmente perdute.

Purtroppo il tempo ha cancellato molto di tutto quello che dava grandezza e  solennità a questo impianto. Tuttavia nei momenti di silenzio, quando non si sente il rombo delle moto sulla vicina provinciale, si riesce ancora a percepire la sacralità del luogo ed immaginare la vita dei monaci in quella fertile piana strappata al bizzoso torrente perchè tutto intorno il paesaggio è ancora piuttosto selvaggio ed immutato.

Il rovere monumentale

 

Nei dintorni dell’abbazia sono ancora visibili alcuni dei manufatti o tracce di essi creati dai monaci per bonificare quella zona paludosa, deviare e regolare con lavori di arginatura e scolmatura il flusso del torrente Orba e poter erigere il complesso abbaziale, la ferriera ed il mulino.

Anello della Badia di Tiglieto
La facciata della Badia di Tiglieto

 

Un cartello sul lato sinistro della facciata della Badia riporta che questo luogo fa parte della Route des Abbayes Cistercerciennes, in Italia sono otto gli edifici cistercensi che aderiscono a questo “circuito”.

A noi il giro ad anello della badia di Tiglieto è piaciuto molto, permette di coniugare un bel percorso nel Parco del Beigua alla visita dei resti dell’antica Badia. Credo che nel periodo autunnale, quando gli alberi ed il sottobosco cambiano colore, sia molto suggestivo, soprattutto per chi ama la fotografia.

THE END: selfie finale a tre

Note:

Il percorso ad anello è agevole ma non adatto a bambini troppo piccoli o sul passeggino. Nel caso in cui lo effettuiate con dei bambini, occorre prestare attenzione nei tratti in cui il sentiero é a picco sul torrente sottostante.
In ogni caso occorrono abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna. Raccomando anche di verificare le condizioni meteo sia prima di partire che nell’arco della giornata.
Noi abbiamo effettuato il giro con la nostra cagnolona Daisy, un segugio francese razza Gascon Saintongeois. In tutta l’area del Parco Naturale Regionale del Beigua i cani vanno sempre condotti al guinzaglio, le violazioni sono passibili di sanzioni pecuniarie. In ultimo ma non per ultimo: ricordo che la valutazione della difficoltà di un percorso è soggettiva, per cui un tragitto facile per alcuni può non esserlo per altri e viceversa.

Traccia GPX:

Tramite il seguente link si accede al mio spazio su Wikiloc dove è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX oltre a vedere l’altimetria, i waypoint ed altre foto: https://it.wikiloc.com/percorsi-outdoor/anello-badia-tiglieto-3-10-14-36-16-37053413

Link utili:

Galleria fotografica:

 

 

 

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Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo. Mi piace molto organizzare da sola il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma, finendo inevitabilmente con l'allungare il tragitto. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è conoscere, imparare, scoprire emozioni, fotografare anche solo con la mente. Per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio". Echt genieten!

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