Anello della Badia di Tiglieto

Una piacevole passeggiata che parte dall’antica Badia di Tiglieto ed effettua un giro ad anello lungo le sponde del fiume Orba e di alcuni suoi affluenti.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

 

Partenza: Parcheggio presso la Badia di Tiglieto (377m s.l.m.)
Tappe intermedie: /
Arrivo: Parcheggio presso la Badia di Tiglieto (377m s.l.m.)
Lunghezza percorso: circa 7,5km
Tempo percorrenza: 2 ore e mezza
Difficoltà: F
Dislivello: 193m (altitudine comulativa)
Carta/mappa: /
Traccia GPX: https://it.wikiloc.com/percorsi-outdoor/anello-badia-tiglieto-3-10-14-36-16-37053413 (tramite il link si accede al mio spazio su Wikiloc dove è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX oltre a vedere l’altimetria ed i waypoint)
Note: Il percorso ad anello è agevole ma non adatto a bambini troppo piccoli o sul passeggino. Nel caso in cui lo effettuiate con dei bambini, occorre prestare attenzione nei tratti in cui il sentiero é a picco sul torrente sottostante. In ogni caso occorrono abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna. Raccomando anche di verificare le condizioni meteo sia prima di partire che nell’arco della giornata.

L’escursione, che si svolge nel Parco Naturale Regionale del Beigua, inizia dal parcheggio posto nelle vicinanze dell’antica abbazia cistercense di Santa Maria alla Croce a Tiglieto (Ge), fondata nel 1120 da monaci provenienti dalla Francia.

La Badia di Tiglieto, di proprietá della famiglia Salvago-Raggi e gestita dall’associazione Amici della Badia, merita sicuramente una visita. Fu infatti la prima fondazione cistercense in Italia ed ebbe una notevole importanza fino al suo abbandono a metá del 1600. Noi abbiamo optato per fare prima la camminata e sosta pranzo sulle sponde dell’Orba e poi attendere l’apertura pomeridiana della chiesa per visitarla.

Anello della badia di Tiglieto
Il percorso

 

I periodi migliori per effettuare questo anello sono indubbiamente la primavera e l’autunno. Eventualmente, in base alle condizioni meteo, non sono da escludere anche alcune giornate del periodo invernale evitando peró quelle con nebbia oppure con neve/ghiaccio che potrebbero rendere pericolosi alcuni tratti. Non raccomando invece l’estate per le temperature elevate degli ultimi anni, a meno che non si decida di partire al mattino presto.

E’ sconsigliato percorrerlo nei giorni con piogge consistenti ed in quelli immediatamente successivi perché in diversi punti si devono attraversare ponti o guadi su ruscelli che potrebbero straripare o comunque gonfiarsi molto per le precipitazioni. In prossimitá dei numerosi ponti che si incrociano lungo il cammino vi sono avvisi che segnalano questo rischio.

Il percorso si svolge principalmente su mulattiere, sentieri, strade bianche. In un paio di punti occorre sbucare sulla provinciale SP1 e percorrerne un breve tratto su asfalto. Raccomando di prestare attenzione perché nella bella stagione non é infrequente trovare motociclisti che corrono abbastanza veloci su questa strada piena di curve.

Lasciamo l’auto nell’ampio e comodo parcheggio in prossimitá della Badia e percorriamo la strada asfaltata SP76 fin quasi ad arrivare all’incrocio con la SP1. Qui sulla destra un cartello indica l’inizio del percorso ad anello (circa 600m dal parcheggio).

Anello della Badia di Tiglieto

Il sentiero si addentra sotto alle piante e fiancheggia per un lungo tratto il prato intorno alla Badia, arriviamo poi ad un piccolo cancello ed entriamo nel parco sul retro della chiesa. Poco piú avanti attraverso un secondo cancello usciamo dal parco ed imbocchiamo il sentiero chiaramente visibile e contraddistinto dal seguente segnavia (cerchio giallo scuro pieno, barrato orizzontalmente). L’intero percorso si rivelerá complessivamente ben segnalato nel corso dell’escursione. In alcuni punti si vede solo il segnavia raffigurato qui sotto, in altri sono riportati contemporaneamente sia questo che quello qui sopra (NW 06).

Anello della Badia di Tiglieto
Segnavia dell’anello della Badia di Tiglieto

 

La mulattiera comincia lentamente a salire nel bosco fra castagni, carpini ed altre piante. Attraversiamo un piccolo rigagnolo e poi con una decina di tornanti passiamo in prossimitá di Casa Scura Inferiore fino ad arrivare sulla provinciale SP41. Quel giorno di fine inverno c’é pochissimo traffico e nessuna moto. La percorriamo in salita per circa 400m fino a quando Andrea nota sul lato sinistro un segno sul tronco di una pianta che indica il sentiero sterrato in discesa da seguire. Questo bivio é il punto piú alto dell’escursione.

Scendiamo lungo quel sentiero nel bosco e qui scorgiamo tra la vegetazione alcune grosse sagome di animali che vengono probabilmente usate da un locale gruppo di arcieri per allenarsi, si tratta del Gruppo Arcieri Selva dell’Olba. Alcuni cartelli ricordano appunto di prestare attenzione. In breve giungiamo nelle vicinanze di Case Quizza.

Proseguiamo ulteriormente sulla mulattiera fino ad arrivare ancora piú in basso dove si sente lo scrosciare delle acque del torrente Orba. L’ “Orba Selvosa” di Manzoniana memoria.

Tramite un ponte in ferro attraversiamo il torrente in localitá Ferriera Inferiore. Il sentiero prosegue sulla sinistra e fiancheggia per un buon tratto il corso del torrente. In prossimitá dei resti della vecchia ferriera facciamo la sosta pranzo, approfittando del sole tiepido che ha finalmente fatto capolino dietro alle nubi.

Poco piú avanti il sentiero in falsopiano comincia nuovamente a salire e ad allontanarsi dal torrente. In questo tratto attraversiamo tramite dei ponti in legno degli altri piccoli torrenti come il Rio Gerla ed il Rio Masino che confluiscono nell’Orba.

Il sentiero torna di nuovo a fiancheggiare il torrente Orba. Questo tratto su fondo roccioso é a mio avviso molto bello, il paesaggio é brullo e selvaggio. Pian piano si comincia a scendere fino ad arrivare su una strada asfaltata che arriva in prossimitá della provinciale SP41.

Attraversiamo la provinciale e proseguiamo sul sentiero di fronte a noi che giunge in prossimitá del vecchio ponte romanico. Qui non si puó non notare la possente quercia che sembra fare la guardia al ponte.

Percorriamo il ponte dal quale si notano i ruderi di un mulino ed in breve svoltando a destra ritorniamo al punto di partenza.

Giusto il tempo di riposarci un attimo sulle panche dell’area attrezzata e scattare alcune foto al complesso abbaziale ed ecco che un volontario dell’Associazione Amici della Badia viene ad aprire le porte della chiesa. La visita alla Badia di Tiglieto é piuttosto interessante anche se molte parti sono ancora da recuperare e molte altre sono andate irrimediabilmente perdute.

Anello della Badia di Tiglieto
La facciata della Badia di Tiglieto

 

Link utili:

 

In ultimo ma non per ultimo: ricordo che la valutazione della difficoltà di un percorso è soggettiva, per cui un tragitto facile per alcuni può non esserlo per altri e viceversa.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

Scritto da 

Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo. Mi piace molto organizzare da sola il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma, finendo inevitabilmente con l'allungare il tragitto. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è conoscere, imparare, scoprire emozioni, fotografare anche solo con la mente. Per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio". Echt genieten!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *