Forte di Gavi visto dalla SP160

Oggi visita all’inespugnabile Forte di Gavi, gran bell’esempio di fortezza di sbarramento a scopo difensivo, in provincia di Alessandria.

Senza nulla togliere alla ben più famosa fortezza di Bard in Valle d’Aosta, anche il Forte di Gavi sorprende il visitatore per la sua magnifica posizione ma anche per l’imponente ed austera struttura.

Da qualunque direzione si arrivi a Gavi Ligure non si può fare a meno di notare questa robusta costruzione che si erge maestosa e fiera sulla sommità di Monte Moro.

Il Forte di Gavi si vede dalla strada che arriva da Francavilla Bisio, da quella di San Cristoforo, da quella di Carrosio (ved. foto di copertina), dalle provinciali per Bosio e Parodi Ligure.

La fortezza di Gavi è l’ombelico di questa terra di mezzo che non sa se essere più piemontese o ligure o, molto probabilmente, una mescolanza di entrambe.

Il Forte di Gavi dalla strada per Bosio
La fortezza gaviese vista dalla provinciale SP170 (Bosio-Gavi)

Il Forte di Gavi: le origini

Il fatto di poter presidiare l’antica Via Postumia e tutti gli altri accessi verso questa importante via di comunicazione furono i fattori che determinarono la scelta di quel posto per erigere una fortezza.

La Via Postumia, costruita nel 148 a.C. dal console romano Postumio Albino per scopi militari, si snodava nei territori della Gallia Cisalpina (oggigiorno Pianura Padana) e collegava la città di Genova con Aquileia.

L’importanza di questa strategica via di comunicazione perdurò anche nei secoli successivi e per questo motivo si rese necessario presidiarla adeguatamente. La scelta del luogo ideale per costruirvi un’imprendibile maniero ricadde così su questa ripida rocca d’arenaria, a breve distanza dal tracciato della Via Postumia.

La guida ci ha raccontato che, nel corso dei secoli, fu più semplice espugnarlo con la diplomazia piuttosto che con le armi. Il forte venne infatti ceduto ed acquistato più volte ma praticamente mai conquistato con la forza.

Forte di gavi e Monte Moro
Il Forte di Gavi visto dalla provinciale SP160 (Francavilla-Gavi)

Purtroppo non è facile stabilire la datazione esatta del primo insediamento su questa montagna. Non esistono documenti ufficiali ma solo alcune narrazioni popolari che si sono tramandate nel corso dei secoli.

Probabilmente già in epoca romana esisteva qualche presidio militare su questa rocca ma non ci sono riscontri ufficiali che avvalorino questa ipotesi. D’altronde non lontano da qui i Romani costruirono la città romana di Libarna e magari un caposaldo sulle alture avrebbe potuto far comodo.

Il primo documento che attesta l’esistenza di un castello in questa zona è datato 973d.C. ed è custodito nell’Archivio di Stato di Genova. In un altro documento del 1191dC è riportato che Enrico VI di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero e figlio di Federico I meglio noto come il Barbarossa, donò il castello ed il paese di Gavi Ligure alla Repubblica di Genova. Il castello rimase tra le pertinenze della Repubblica genovese per oltre duecento anni fino al 1418 poi passò di mano in mano a varie famiglie potenti del nord Italia: i Visconti di Milano, i Fregoso di Genova, gli Sforza di Milano, i Guasco di Alessandria.

Questi ultimi avevano anche alcune proprietà nella vicina Francavilla Bisio (ved. articolo sulla visita alla Tenuta Bisio) e possedettero il castello ed il paese di Gavi Ligure fino al 1528. In quell’anno la Repubblica di Genova acquistò nuovamente sia il castello che il paese dal conte Antonio Guasco e ne mantenne la proprietà fino al 1815.

La trasformazione da castello a fortezza avvenne nel 1540 per mano di un ingegnere militare in forza nelle truppe genovesi che aggiunse dei bastioni e fece rinforzare e modificare la cortina muraria. Tra il 1626 ed il 1629 il frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola diresse ulteriori lavori per irrobustire l’intera struttura. Costui fu un inquisitore ma anche un notevole esperto di costruzioni militari. Anche nei secoli successivi alcuni esperti ingeneri militari apportarono varie modifiche e trasformarono la struttura fino a renderla come noi oggi la vediamo.

L’ascesa di Napoleone Bonaparte determinò la soppressione della Repubblica di Genova e, successivamente, lo Stato Sabaudo inglobò l’ex repubblica. Da quel momento la fortezza perse la sua funzione difensiva e, durante le due guerre mondiali, diventò un carcere, prima civile e poi militare. Giusto per dare un’idea dell’inaccesibilità del luogo, i prigionieri inglesi definivano Il Forte di Gavi con le parole “Campo Inferno“. Questi termini non si riferivano tanto alle condizioni di vita nel campo di prigionia quanto piuttosto all’impossibilità di fuggire.

Secondo la guida, il fatto di essere diventato un carcere salvò la fortezza ed anche il paese di Gavi Ligure dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale. Nel 1946 la fortezza passò alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte. Purtroppo solo nel 1978 iniziarono i lavori di restauro che tuttora continuano. Gli anni fra la fine della guerra e l’inizio del restauro furono però un periodo di oblio e totale abbandono dell’intera struttura che venne spogliata e depredata degli arredi e di quasi tutto il materiale in essa contenuto.

Il Forte di Gavi: come si presenta

La sua struttura possente si staglia sulla sommità di questa piccola montagna di arenaria a strapiombo sull’abitato di Gavi Ligure in provincia di Alessandria. Non ha nulla da invidiare a numerosi forti presenti in altre zone del Piemonte o in Valle d’Aosta. Sembra quasi sorgere dalle rocce sottostanti, in alcuni tratti si fatica quasi a capire se si tratti di roccia oppure di un muraglione.

Dalla sua sommità, nelle giornate terse, si gode una bellissima visuale sul territorio ed i paesi circostanti fino ad arrivare alle cime che separano il Piemonte dalla Liguria. Tra queste spicca il Monte Tobbio (1.092m), la cima più alta del Parco Naturale Capanne di Marcarolo.

E’ costituito da due strutture distinte: il basso e l’alto Forte. Sono piuttosto simili come configurazione perchè caratterizzate da un lungo e stretto cortile con attorno gli edifici. L’Alto Forte ha inglobato nel tempo i resti  del castello medievale ed è tuttora visibile quello che probabilmente era il Mastio dell’antico maniero. La parte superiore del Forte non è purtroppo visitabile per questioni di sicurezza.

Il Forte di Gavi, Gavi Ligure
Vista dell’alto Forte: il torrione squadrato era probabilmente il Mastio dell’antico castello

Il Forte di Gavi: la visita

Domenica scorsa ho approfittato della piacevole giornata di fine inverno 2019 per partecipare ad una delle visite guidate pomeridiane e rivedere il Forte di Gavi.

La visita inizia da un portale semi nascosto, situato ai piedi del Bastione Passaparola sul versante orientale. Questa in passato era un’entrata secondaria, al giorno d’oggi invece è la porta di accesso al Forte di Gavi per le visite guidate.

Non appena si varca il portone, si resta affascinati dalla vista delle pareti scalpellinate a mano per creare il passaggio nella roccia che scende fino al piano principale del basso Forte. Questa sorta di galleria sembra quasi un orrido scavato nei secoli dall’acqua ma è stata la mano dell’uomo a scolpirla.

Da qui si raggiunge il basso Forte con il suo cortile interno e la Cappella sul fondo. Il cortile è fiancheggiato da edifici a due piani ove stazionava la guarnigione e che successivamente vennero adibiti a celle di prigionia (parte inferiore) e a magazzini e mense (parte superiore). Nelle prime celle sulla sinistra c’è un piccolo museo con alcuni pannelli informativi che spiegano in dettaglio la storia del forte e delle sue strutture nel corso dei secoli. Ci sono anche alcuni frammenti di bombe rinvenute durante gli scavi.

Visitando le celle si può intuire quanto fosse dura la vita dei prigionieri in questa struttura.

Forte di Gavi Ligure
Cortile interno del basso Forte: a destra ci sono gli ingressi delle celle di prigionia ed in fondo la ex Cappella

La guida ci ha raccontato che nel forte vennero ospitati la moglie ed i figli di Federico I il Barbarossa per alcuni mesi in una torre. Anche Napoleone Bonaparte fece visita al Forte di Gavi dopo la vittoriosa battaglia di Marengo perchè gli era stato riferito che le truppe del forte avevano dato una mano a quelle francesi bloccando i rinforzi dell’esercito austriaco in arrivo da sud lungo la Via Postumia. Oltre che le visite di personaggi storici famosi, le mura del Forte narrano anche di fughe, più o meno rocambolesche, di prigionieri come per esempio quella del maggiore inglese Jack Pringle.

Sul fondo del cortile si staglia quella che una volta era una cappella e che poi venne trasformata in una doccia per i prigionieri con tanto di acqua calda. L’acqua veniva riscaldata tramite una caldaia in ferro che venne rinvenuta durante gli scavi ma che non si è potuta restaurare.

Vista dal Forte di Gavi Ligure
La vista verso l’Appennino Ligure ed il Monte Tobbio (al centro della foto)

La visita prosegue poi sul Baluardo di San Tomaso che si trova al di sopra del portale di accesso al Forte. Qui si notano un paio di torrette di guardia in mattoni che vennero parzialmente ricostruite durante i restauri. Sopra ad una cunetta, in una zona non accessibile al pubblico, si scorge un’altra garitta che è sopravvissuta intatta nel corso dei secoli ed un piccolo vigneto. Nel periodo intercorso fra la prima e la seconda guerra mondiale vennero impiantati nel Forte alcuni vigneti sperimentali su richiesta del Consorzio Antifilosserico. Lo scopo di questo consorzio era quello di individuare tutti i provvedimenti atti a impedire o ritardare la diffusione della filossera in provincia.

Affacciandosi da questo bastione si gode una bella vista sull’abitato di Gavi e sulle zone circostanti. Lo sguardo spazia verso l’infinito, sulle colline parzialmente coltivate a vigneti e sugli appennini che separano Piemonte e Liguria. Dal bastione si riesce a vedere parte del tracciato dell’antica Via Postumia.

A mio avviso è molto bello anche il percorso con ciotoli e mattoni in costa che permette di raggiungere il Baluardo di San Tomaso.

Forte di Gavi Ligure
Accesso principale al Forte con le feritoie del ponte levatoio

Si scende poi nella parte inferiore del basso Forte, passando attraverso quello che era il portone principale. In origine c’erano un ponte levatoio ed un fossato a proteggere questo accesso.

Durante i lavori di ammodernamento e trasformazione da castello in fortezza, vennero entrambi smantellati. Sono comunque ancora visibili i segni degli attacchi del ponte levatoio ai lati del portone e le aperture tonde sul soffitto della copertura in prossimità del portone principale.

Da queste caditoie i soldati lanciavano liquidi bollenti sugli assalitori che erano riusciti a varcare il portone, come per esempio il piombo fuso perchè, una volta solidificato, poteva poi essere recuperato e nuovamente fuso. Un’altra sostanza utilizzata era forse l’acqua bollente. In questo modo non si danneggiava il selciato sottostante che, normalmente, era utilizzato anche dai carri che portavano le scorte al castello. Usando invece liquidi grassi oppure oli c’era il rischio di impedire l’accesso ai carri tramite questo passaggio. Poi l’acqua era anche più a buon mercato rispetto all’olio.

Dal portone usciamo sul Bastione Mezzaluna, in questa zona si vede e visita una delle polveriere presenti nella fortezza.

Tramite un piccolo accesso ricavato nel muraglione e nella roccia imbocchiamo una stretta scala e ritorniamo vicino al punto di partenza. Qui termina la visita guidata.

Forte di Gavi Ligure
Il Bastione Mezzaluna e la polveriera (in basso a destra)

Il Forte di Gavi è una bella struttura e merita una visita anche se la porzione visitabile comprende solo una parte del complesso militare. Un applauso alla nostra guida che è stata molto abile nel narrare la storia di questa fortezza e disponile a rispondere a tutte le nostre domande.

Auspico che in tempi ragionevoli anche altre parti del Forte siano rese fruibili al pubblico. Sarebbe bello poter attirare un maggior numero di visitatori, magari installando una mostra permanente o creando un piccolo museo. Un altro punto debole della struttura è la strada di accesso per le auto che è stretta e pericolosa.

Al momento ritengo che manchi ancora un quid per rendere il Forte di Gavi una vera e propria attrazione turistica. E’ un bel portagioie vuoto che merita sicuramente una maggiore attenzione da parte delle istituzioni preposte alla sua salvaguardia, sia per la grandiosità della struttura sia per l’importanza che ebbe nella storia politica e militare di queste terre di confine.

Il Forte di Gavi Ligure
Vista dal Baluardo San Tomaso verso il sottostante Bastione Mezzaluna

Novità ed aggiornamenti sul Forte di Gavi

A luglio 2020 è stata riattivata, grazie all’imprenditore Giacomo Lolaico che ha sostenuto la spesa, l’illuminazione notturna. E’ così nuovamente possibile ammirare la fortezza nel suo splendore anche quando cala il buio. Probabilmente, non appena saranno stanziati i fondi necessari, si provvederà ad una sostituzione delle luci attuali con sistemi più performanti.

A novembre 2020 è stato nominato il nuovo direttore del Forte di Gavi. Si tratta dell’architetto Riccardo Vitale, funzionario del MiBACT. Ho letto una recente intervista su un noto quotidiano nazionale e le premesse per un rilancio di questa struttura, visto anche l’ottimo lavoro svolto dal Dott. Vitale nel suo precedente incarico al Castello di Racconigi, sembrano esserci. Non posso che esserne felice.

Il 10 aprile 2021 il direttore del Forte di Gavi ha annunciato che il Mibac, ossia il Ministero della Cultura (ex Beni Culturali), ha stanziato un finanziamento per la progettazione e la costruzione di un impianto di risalita che dal paese di Gavi conduca fino all’ingresso del Forte di Gavi.

Inoltre il neo direttore della fortezza gaviese ha annunciato una serie di eventi per dare maggiore risalto a questa bel forte nel corso del 2021. Il 2 maggio 2021 per esempio è stata organizzata una visita guidata con figuranti in costume che hanno fatto conoscere ai visitatori la storia della Principessa Gavia (ved. più sotto al paragrafo “curiosità”).

Forte di Gavi Ligure
Uno degli avamposti sulla stretta strada che sale al Forte di Gavi

Il Forte di Gavi: visite guidate ed orari

Il complesso del Forte di Gavi fa parte della Direzione Regionale Musei Piemonte (ex Polo Museale del Piemonte). Inoltre aderisce all’iniziativa che prevede che, la prima domenica di ogni mese, l’ingresso sia gratuito per tutti. Ovviamente in questa giornata l’affluenza è maggiore ed è bene arrivare con un po’ di anticipo rispetto alla partenza del giro turistico viste anche le difficoltà di parcheggio.

Poché la Fortezza non è sempre visitabile, vi consiglio di verificare sul sito ufficiale del Forte di Gavi le date ed i giorni di apertura. Le visite sono solo guidate, previa prenotazione telefonica, e durano circa 60 minuti con partenza alla mezz’ora. A causa della pandemia Covid-19 è necessario rispettare alcune regole aggiuntive.

In alternativa è possibile consultare il sito dell’Associazione Amici del Forte di Gavi che venne fondata da un gruppo di estimatori di questa fortezza nel 2007. Da allora questo gruppo collabora con la Soprintendenza per promuovere il Forte di Gavi attraverso inziative culturali, artistiche e folcloristiche.

Muratura del Forte di Gavi Ligure
Vista esterna del Forte di Gavi

Come raggiungere Gavi e la sua fortezza

In auto

Arrivando dal paese di Gavi Ligure, subito dopo aver passato il parcheggio delle corriere, si imbocca la stretta strada sulla sinistra “Via Al Forte” che sale ripidamente.
Giungendo invece dalla parte opposta (es. Arquata o Serravalle Scrivia), pochi metri dopo il cimitero di Gavi, occorre svoltare a destra sulla strada sopra indicata.

Bisogna procedere con cautela perchè questa strada è stretta, ripida e tortuosa e a doppio senso di marcia. Ogni tanto c’è una piazzola ove sostare per far passare i veicoli che procedono in senso opposto. E’ vietato l’accesso ai mezzi superiori ai 22 posti.

Nell’ultimo tratto la Via Al Forte diventa sterrata e polverosa. Ai piedi del muraglione del forte ci sono tre zone adibite al parcheggio auto. Un paio di esse sono molto piccole e la terza, raggiungibile con una rampa stretta e ripida, può contenere al massimo una dozzina di auto se ben parcheggiate.

Lungo questa strada si notano, poco prima di arrivare al Forte un paio di edifici in pietra che richiamano lo stile della Fortezza. In passato erano degli avamposti di guardia che sono poi diventati abitazioni private.

I caselli autostradali più vicini sono Ovada sulla A26 (circa 26km), Serravalle Scrivia sulla A7 (circa 9km) ed Arquata Scrivia sulla A7 (circa 10,5km).

A piedi

E’ possibile parcheggiare a Gavi nella centrale piazza Dante Alighieri. Da qui si arriva al forte dopo circa mezz’ora di camminata tramite un itinerario in salita che parte vicino alla Caserma dei Carabinieri.

Si imbocca poi Via Circonvallazione e da qui si seguono le indicazioni per raggiungere il Forte.

Il sentiero sterrato sale, tramite alcuni tornanti, fino ad uno dei piccoli parcheggi ai piedi del muraglione del Forte. Il cammino è abbastanza ripido ma fattibile, conviene comunque utilizzare scarpe con suole comode e che abbiano un minimo di presa sul terreno.

Questa è la soluzione che preferisco per accedere al complesso. I parcheggi in prossimità del Forte sono limitati e mi piace l’idea di raggiungerlo tramite questo percorso che risale il Monte Moro. Il sentiero però non è indicato a persone con difficoltà a camminare e bambini piccoli o sul passeggino.

In alternativa, lasciando l’auto nel piazzale delle corriere, si può salire al Forte di Gavi usando la carrozzabile “Via al Forte” anche se la strada è stretta e può essere trafficata in occasione di aperture o eventi alla fortezza.

In bici

Come ulteriore possibilità, il Forte di Gavi si presta ad essere raggiunto dai paesi del circondario con una bicicletta elettrica o a pedalata assistita. Alcuni B&B della zona le noleggiano ai loro ospiti. Gavi ed i suoi dintorni meritano di esser scoperti con questo mezzo ecologico che permette, anche a chi non è allenato, di affrontare salite e percorsi di una certa lunghezza.

In futuro ……

Da tempo si discute sulla possibilità di progettare un sistema alternativo a cremagliera per portare i visitatori dal centro di Gavi fino al Forte. Questa soluzione non sembra comunque destinata ad essere portata avanti viste anche le notevoli difficoltà dovute alle recenti alluvioni che hanno determinato movimenti franosi sia sulla carrozzabile di accesso che sul monte stesso. I lavori più urgenti dovrebbero quindi essere quelli per abbattere le barriere architettoniche e mettere in sicurezza alcune parti del Forte di Gavi in modo da ampliare il percorso di visita.

Curiosità

Da dove deriva il nome della città di Gavi? La nobile principessa Gavia, figlia di Clodomiro, il Re dei Franchi, si innamorò di un uomo ma la relazione non era ben vista dalla corte. Durante la fuga trovò accoglienza in un villaggio che prenderà poi il nome di Gavi in onore di questa principessa così cortese. A proposito, come si chiama il vino per eccellenza di Gavi e dintorni? Cortese, ovviamente!

Cosa fare e vedere a Gavi Ligure e dintorni

Per cominciare si può scoprire il paese di Gavi Ligure.

Volendo trascorrere una piacevole giornata in queste zone, suggerisco di effettuare una visita agli scavi della città romana di Libarna situata a circa 6,5 km da Gavi. Per informazioni sui giorni di apertura e gli orari di visita di Libarna fate riferimento al sito web ufficiale dell’area archeologica che è indicato più sotto.

Per i più sportivi nei dintorni ci sono vari percorsi per ciclisti (anche per MTB) oppure per gli escursionisti a piedi. Gavi si trova non lontano dal Parco Naturale Capanne di Marcarolo che offre numerose possibilità per chi ama l’attività all’aria aperta ed in un contesto selvaggio e spettacolare.

In cerca di altre idee per fare un giro in zona? Sul blog selezionate il tag “piemontemente“. Inoltre, perchè non scaricate l’utile app Visit DN messa a punto dal Distretto del Novese in collaborazione con In.Sight startup dell’Università di Palermo? Enjoy it!

Vino Cortese di Gavi
Foto gentilmente concessa dal Consorzio Tutela del Gavi di Gavi Ligure (Al)

Cosa offre l’enogastronomia di Gavi Ligure

A Gavi e dintorni è possibile gustare pietanze tipiche del territorio ed innaffiarle di buon vino locale, rosso o bianco. Non mancano ristoranti, trattorie, vinerie ed agriturismi ove assaporare la cucina locale.

La cucina del Basso Piemonte strizza l’occhio a quella Ligure. D’altronde la Repubblica di Genova ha dominato su queste terre per diversi anni.

Da non perdere

Gli amaretti di Gavi Ligure. In particolari quelli di G.B. Traverso di Gavi, nati nel 1780, che hanno deliziato molte persone nel corso dei secoli. Il famoso ciclista Fausto Coppi era un estimatore di questi amaretti. Eccellenti anche quelli del Caffè del Moro, storico locale dal fascino retrò situato nella centrale Via Mameli.

Queste sono poi le terre del vitigno Cortese che da vita al prelibato vino Gavi DOCG, il grande Bianco Piemontese. Nei dintorni di Gavi è tutto un fiorire di splendidi vigneti, aziende agricole ed antiche tenute. Perchè non approfittarne per effettuare qualche degustazione? Il Consorzio Tutela del Gavi salvaguardia e valorizza questo magnifico prodotto della terra ed i suoi produttori. Sul sito del Consorzio (ved. sotto) è possibile visualizzare e selezionare le aziende che effettuano degustazioni.

E che dire dei ravioli di Gavi Ligure? Notevoli!
Qui a Gavi è nato negli anni 70 ed ha tuttora sede l’Ordine Orbetengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi che ha il compito di preservare la ricetta tradizionale di questa prelibata pasta ripiena.

Per i celiaci

La scelta per i celiaci è invece un po’ limitata. Purtroppo di recente hanno chiuso un paio di ristoranti della zona che si erano specializzati nella somministrazione di pasti senza glutine seguendo corsi specifici di formazione.
Consiglio di consultare l’App AIC Mobile o rivolgersi ad uno dei numerosi ristoranti ed enoteche della zona spiegando le proprie necessità. Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità dei ristoratori verso chi ha esigenze alimentari particolari. Anche da celiaca riesco a gustare ottime pietanze in queste zone.

Link utili

[Ultimo aggiornamento: 16/09/2021]

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright GIRINGIRO

10 thoughts on “Il Forte di Gavi: l’inespugnabile e bella fortezza dell’Alto Monferrato

  1. Quanto amo scoprire questo genere di fortezze che sono parte del patrimonio architettonico italiano ma anche di quello storico. A me piacerebbe molto raggiungere il forte a piedi oppure in bicicletta.
    Devo ammettere che non conosco molto questa zona del Piemonte, quindi mi è piaciuto leggere il tuo articolo per conoscere meglio questa zona che penso sia davvero ricca di punti di interesse ma che debba essere più valorizzata.

  2. Una fortezza in terra di confine: ambientazione perfetta per un libro o un film storico di grandi avventure e sentimenti. Da piemontese, ammetto di aver scoperto qui l’esistenza di questo forte che, in molti dettagli, mi ha ricordato quello valdostano di Bard. È una struttura davvero ricca di fascino, una città in miniatura in cui si avverte tutto il peso dei secoli che ha attraversato. Grazie per avermela fatta conoscere, speriamo che possa conquistare la valorizzazione che merita.

    1. E’ più piccola rispetto a Bard ma questa fortezza avrebbe tutte le potenzialità per diventare un’interessante attrattiva turistica solo se …….. A volte penso che qui in basso Piemonte si fatichi a sviluppare progetti per attirare i turisti, basti pensare a Libarna ed ai numerosissimi castelli che sono pressochè sempre chiusi al pubblico. Alcuni sono dimore private ma all’estero mi è capitato di visitarne alcuni che venivano aperti al pubblico solo nel periodo di maggior affluenza turistica

    1. Spero che il nuovo Direttore, compatibilmente con le difficoltà del periodo di pandemia, possa dare maggior impulso alla valorizzazione di questo bene che per troppi anni è stato abbandonato al suo destino

    1. Secondo me siamo quasi vicine di casa 😀 ; per quanto riguarda il vino, ogni anno ne portiamo alcune bottiglie nei Paesi Bassi da regalare o bere con amici ed il Gavi riscuote sempre successo

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