Celiachia in viaggio

In viaggio con la celiachia

Ovvero “come portare la celiachia in viaggio dentro ad un trolley”.

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Essere “celiaci” e “viaggiare” sono due parole che fanno a pugni? No, perchè mai?

Il celiaco non deve farsi fermare dalla celiachia, basta sapersi organizzare ed informare per tempo. Arrivare in una città estera e poi pensare di trovare le informazioni last minute su come e dove mangiare è una perdita di tempo inaudita e si rischia di saltare il pasto o comunque vivere il viaggio non positivamente.

Il sapersi programmare la vacanza e prevedere alcune alternative (incluso il famoso piano d’emergenza), insomma il giocare d’anticipo, sono a mio avviso fondamentali.

Ci sono sicuramente paesi più sensibili alle intolleranze alimentari ed evoluti ed altri meno ma, documentandosi per tempo e prendendo informazioni su cosa offra il paese sia a livello di ristoranti che di supermarket, è abbastanza facile viaggiare praticamente ovunque. Inoltre i cibi naturalmente privi di glutine (es. verdura, frutta …) si trovano sempre e comunque. Magari non si troverà il ristorante proprio sotto l’hotel oppure il locale che cucina pasta e pizza senza glutine in ogni città al di fuori dell’Italia però, adattandosi un pochino alle abitudini alimentari del posto, si potrà viaggiare agevolmente.

Anche il non pensare che il mondo debba necessariamente ruotare intorno a noi celiaci è d’aiuto. E’ inutile girarci intorno, siamo solo l’1% della popolazione. Vegani e vegetariani sono almeno il 7% e per loro il problema della cross contamination non si pone, per lo meno a livello di villi intestinali. Quindi a volte anche virare su pietanze naturalmente, o quasi, gluten free può esser d’aiuto e salvare una vacanza.

Sono stata diagnosticata nel 2009 a 42 anni, subito non l’ho presa benissimo poi però mi sono adattata alla nuova situazione ed in alcune situazioni mi sono accontentata di un pasto frugale con crackers messi in borsa/zaino e delle fette di formaggio pur di girare oppure di una semplice insalata chiedendo che non ci fossero crostini di pane. Sicuramente non è mia intenzione farmi bloccare dalla celiachia.

Come organizzarsi?

Prima di intraprendere un viaggio è buona norma contattare preventivamente l’Associazione Celiachia del paese prescelto per poter avere tutte le informazioni più aggiornate ed organizzare al meglio il proprio viaggio. Alcune associazioni mandano della documentazione solo dietro il pagamento di una quota, altre invece inviano informazioni per email a gratis.

Per quanto riguarda l’Europa sul sito A.O.E.C.S., che raggruppa tutte le organizzazioni per celiaci dell’Europa, alla voce “members” potete trovare i siti web egli indirizzi email di queste associazioni, suddivise stato per stato → http://www.aoecs.org/?q=members

Inoltre, in epoca di social network, la maggior parte di queste associazioni hanno anche pagine e/o gruppi Facebook che sono sicuramente più aggiornate dei siti veri e propri e consentono di confrontarsi con altre persone.

Nel tempo sono nati anche diversi gruppi di supporto per i celiaci su Facebook, slegati dalle associazioni, che comunque possono fornire spunti interessanti per organizzare un viaggio all’estero. Fra questi utilizzo più spesso Coeliacs Eat Out Too and Coeliacs eat Abroad, è necessario scrivere le proprie richieste in lingua inglese trattandosi di gruppi internazionali e frequentati per la maggior parte da anglofoni.

Un gruppo Facebook molto attivo e sul quale potete porre domande, soprattutto per i viaggi in Europa, è quello del CYE (Coeliac Youth of Europe) in cui postano celiaci da tutta Europa, la pagina FB è https://www.facebook.com/groups/CeliacYouthOfEurope/?fref=ts , il sito web invece è http://www.cyeweb.eu/ . Vi consiglio di postare le domande in lingua inglese perché la pagina FB del CYE è frequentata da giovani celiaci di tutta Europa.

Anche il forum ufficiale AIC può essere utile per chi viaggia all’estero pur non essendo molto utilizzato → http://forum.celiachia.it/index.php?option=com_kunena&func=showcat&catid=3&Itemid=168

Esistono delle utili carte da presentare nei ristoranti (Restaurants GF cards), tradotte in svariate lingue, che spiegano a grandi linee cosa sia la celiachia e cosa possa o non possa mangiare un celiaco. Potete scaricarle a questa pagina (scorrendola verso il basso si trovano le varie lingue) → http://www.celiactravel.com/cards/

Un’altra alternativa per scovare locali all’estero può essere quella di utilizzare siti come Google, Tripadvisor, The Fork ….. ecc.

Su Google basta scrivere la parola “senza glutine” nella lingua prescelta ed affiancare il nome della città ed il gioco è fatto: per esempio per Monaco di Baviera è sufficiente scrivere “glutenfrei München”. Compariranno sicuramente nomi di locali, siti o blog che in qualche modo hanno a che fare con la cucina senza glutine in quella determinata città. Alcuni siti/blog forniscono informazioni piuttosto sommarie, pian pian con l’esperienza si imparerà a valutare e trovare quelli più interessanti, per esempio la blogger-viaggiatrice americana Erin Smith che cura il sito Gluten-Free Globetrotter è sicuramente un ottimo aiuto per gli States ma anche per altre destinazioni nel mondo.

Su Tripadvisor occorre flaggare l’apposita scritta “opzioni senza glutine” posta sul lasto sinistro del sito sotto al filtro “restrizioni alimentari”.

Anche il sito The Fork consente di filtrare i risultati alla voce esigenze alimentari in modo da selezionare solo i locali con opzione senza glutine.

Consiglio tuttavia di prestare sempre attenzione e di verificare, ove possibile, la veridicità delle informazioni contenute in questi link anche perché i locali indicati potrebbero nel frattempo aver chiuso, cambiato gestione o, comunque, non fornire più pasti senza glutine. Bisogna quindi sempre prestare un po’ di attenzione anche perché spesso sui menù viene indicato che la pietanza è senza glutine o idonea ai celiaci ma, in piccolo, viene poi scritto che, pur usando ingredienti senza glutine, non si garantisce sul discorso contaminazione poiché le cucine non sono dedicate ma sono miste e si usano anche ingredienti vietati ai celiaci.

Mi è già capitato di chiedere informazioni direttamente in loco agli uffici del turismo: in alcuni casi mi è stata fornita addirittura della documentazione cartacea e non solo semplici informazioni a voce.

Celiachia in viaggio

Siti e app utili per chi viaggia:

Un sito che fornisce alcuni spunti per viaggiare è Schär Viaggiare Senza Glutine che sostituisce il vecchio Glutenfreeroads → https://www.schaer.com/it-it/otg/travel. C’è anche un’app per smartphone, tuttavia sito/app non sono molto aggiornati e spesso i locali indicati risultano chiusi perchè non sono stati cancellati dal database. Nel caso in cui riscontriate errori, vi consiglio di mandare un’email all’azienda Schär per segnalare le inesattezze. A me hanno sempre risposto dicendo che avrebbero fatto verifiche ed eventualmente aggiornato il sito e così è stato.

Un sito molto usato dai viaggiatori celiaci che vivono nei paesi anglosassoni è Find Me Gluten Free →  https://www.findmeglutenfree.com/ , esiste anche in questo caso un’app per smartphone. I locali sono inseriti direttamente dai viaggiatori, si trovano però anche le recensioni ed è quindi possibile vedere come sia stata valutata la struttura prescelta nel tempo dai vari celiaci.

In alcuni siti ho visto consigliare anche CeliHackhttp://celihack.com/, una guida per poter mangiare senza glutine fuori casa all’estero e soprattutto negli USA.

Hotel o appartamento?

Contattandoli in anticipo, diversi hotel oggigiorno possono fornire una colazione senza glutine, anche se non espressamente dichiarato sul sito. Anche in questo caso occorre però un pochino adattarsi perchè non sempre le nostre tipiche abitudini alimentari italiane per la colazione sono identiche a quelle negli altri paesi. Un esempio? Trovare biscotti per fare colazione in un hotel olandese non è proprio scontato, anzi.
Il mio consiglio è comunque quello di chiedere sempre, contattando la reception prima di prenotare.

Un’altra alternativa può essere quella di affittare un appartamento e decidere quindi di ridurre il numero dei pasti fuori casa. Un sito molto utile per trovare appartamenti da affittare è AIRBNB → https://www.airbnb.it   ma ce ne sono altri.

Viaggi in aereo:

La maggior parte delle compagnie aeree consentono di poter avere un pasto senza glutine a bordo. Esistono tuttavia delle limitazioni perchè, solitamente, i “pasti speciali” (es. senza glutine o per altre esigenze medico-dietetiche) sono fruibili solo sui voli di medio raggio in classi Business o simili oppure sui voli con durata superiore a 3 ore in classe Economica.
Invece sui voli a lungo raggio i pasti speciali sono solitamente disponibili in tutte le classi.
Conviene verificare sui siti delle varie compagnie cosa prevedano per i pasti speciali oppure contattare direttamente il Call/Customer Center della compagnia aerea per avere informazioni specifiche. Il pasto speciale va comunque richiesto all’atto della prenotazione del volo, il codice internazionale per avere la garanzia di pasti senza glutine è GFML. Spesso si consiglia, pur avendone fatto richiesta alla prenotazione del volo, di ricontattare l’assistenza clienti il giorno precedente il volo per essere sicuri che il pasto senza glutine sia effettivamente disponibile oppure di farlo presente al check-in.

Nonostante tutto può anche capitare di leggere sui siti di alcune compagnie aeree, come per esempio la KLM, che gli ingredienti utilizzati per il pasto per le persone intolleranti al glutine sono selezionati come privi di glutine. Sfortunatamente, comunque, la compagnia non può garantire che il pasto sia 100% senza glutine. Potrebbe essere un semplice escamotage per pararsi il fondoschiena, soprattutto verso le persone allergiche però ……….. Come alternativa funziona sempre il piano B: ossia portarsi qualcosa da casa nel bagaglio a mano da poter poi mangiare durante il volo.

La compagnia aerea low cost EasyJet sul suo sito scrive che “il cibo medico, così come quello per i diabetici o i celiaci, è considerato come medicinale e pertanto potrà essere trasportato gratuitamente“. Non si tratta di poter mettere del cibo nel proprio bagaglio a mano o in stiva ma del trasporto gratuito di un bagaglio extra contenente solamente alimenti senza glutine.
Consiglio tuttavia di contattare preventivamente il Servizio Clienti EasyJet per verificare il tipo di documentazione necessaria! Inoltre è bene verificare a priori con la compagnia aerea se e come far rientrare in Italia il bagaglio extra nel viaggio di ritorno in Italia, onde evitare di pagare onerosi costi aggiuntivi.
Anche la compagnia Ryanair permetteva di trasportare gratuitamente un bagaglio aggiuntivo con soli prodotti senza glutine ma da un po’ di tempo non sembra essere più possibile farlo. Daltronde ultimamente sono molte le limitazioni che questa compagnia ha imposto sui suoi voli low cost.

Per quanto riguarda il trasporto di alimenti nel bagaglio in stiva ed a mano in paesi extraeuropei, consiglio di chiedere informazioni direttamente ai Call/Customer Center della compagnia aerea perchè in alcuni paesi sono in vigore alcune limitazioni e si rischiano pesanti sanzioni.

Celiachia in viaggio

Normative:

In ultimo ma non per ultimo, in tutta Europa è valido il Regolamento CE n° 828/2014 che sostituisce i precedenti  Reg. CE 41/2009 e 1169/2011. Il nuovo regolamento stabilisce ulteriormente che tutti i prodotti venduti in Europa con la dicitura “senza glutine” (ved. traduzioni nelle varie lingue) debbano garantire il limite dei 20ppm e possano quindi essere consumati con tranquillità dai celiaci. Quindi per ricapitolare, in tutta Europa la dicitura “senza glutine” sugli alimenti ha le stesse garanzie di idoneità per il celiaco come in Italia.

Nei paesi extra europei possono esserci differenze sulla quantità di glutine consentita negli alimenti etichettati come “senza glutine”. Per questo motivo, contattando le associazioni di celiaci è possibile avere informazioni più specifiche.

Qualche esempio:
– negli Stati Uniti dal 2014 il limite è stato fissato a 20ppm (prima era superiore)
– in Australia la normativa molto recente prevede che gli alimenti dichiarati senza glutine non contengano glutine rilevabile, praticamente sono sotto i 3ppm

 

A questo punto non resta che prendere la celiachia, metterla dentro al trolley o la valigia e partire per il viaggio!

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Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo, mi piace molto organizzarmi il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma, finendo inevitabilmente con l'allungare il tragitto. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è scoprire emozioni, per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio"

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