Castelvecchio di Rocca Barbena in provincia di Savona è un grazioso borgo nell’entroterra di Albenga in Liguria. Si trova lungo la provinciale SP582 che da Albenga conduce a Garessio in Piemonte a 420 metri d’altitudine. In linea d’aria sono pochi i chilometri che separano questo borgo dal confine tra Liguria e Piemonte.
Parafrasando lo scrittore Antonio Fogazzaro che scrisse il romanzo “Piccolo mondo antico”, mi piace definirlo piccolo borgo antico perché ogni sua pietra e scorcio trasudano storia e sono testimoni silenziosi di memorie, culture e vicende del passato. Il piccolo paese, di poco oltre 127 abitanti, è abbarbicato sopra uno sperone roccioso come l’edera ad un muro. Da quella posizione Castelvecchio di Rocca Barbena osserva la Val Neva da secoli.
L’Italia. Ogni collina un borgo. Ogni borgo una storia. Ogni storia un segreto da raccontare (Fabrizio Caramagna)

Alcuni reperti archeologici di epoca romana sono stati rinvenuti nella necropoli di Cascina d’Aglio, non lontano dal borgo, e fanno presupporre che le origini del territorio di Castelvecchio dRB siano da datare intorno al I secolo. Quel che è certo è che il borgo fece parte del Marchesato di Clavesana in epoca Bizantina e, successivamente passò ai Marchesi Del Carretto (1326). Queste due famiglie, importanti stirpi aleramiche, furono coinvolte in lunghi conflitti e contese territoriali e si diedero battaglia a più riprese per ottenere la supremazia.
D’altronde la posizione strategica della Val Neva, naturale passaggio obbligato per raggiungere la città di Albingaunum (Albenga) da alcune aree dell’attuale Piemonte, la posero inevitabilmente al centro anche di dispute.

Dopo i Marchesi del Carretto il borgo venne acquisito prima dal Ducato di Savoia ed in seguito dalla Repubblica di Genova. Dopo alterne vicende ed altri cambi di proprietà entrò a far parte del Regno d’Italia nel 1861.
Il nome di Castelvecchio, insieme a quello del vicino paese Zuccarello, sono però fortemente legati alla famiglia dei Del Carretto. Ilaria Del Carretto, il cui celebre e delicato monumento funebre di Jacopo della Quercia è visitato ogni anno da migliaia di visitatori nel Duomo di Lucca, nacque proprio a Zuccarello.
Castelvecchio di Rocca Barbena rientra nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia ed è citato in numerose guide, gli è anche stata conferita la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano.

A spasso nel piccolo borgo antico
Passeggiando tra i suoi vicoli stretti, ci si accorge subito di quanto questo borgo ligure sia rimasto fedele alla sua struttura medievale. Le case in pietra, addossate le une alle altre, creano un intreccio di passaggi coperti, archi e piccole piazzette che si aprono all’improvviso quasi fossero delle quinte teatrali.
E’ così piacevole girovagare fra i suoi caruggi stretti e contorti, magari accompagnati dallo sguardo curioso di un gatto che studia i nostri movimenti come è successo a me. E, passo dopo passo, si scoprono angoli pittoreschi e scorci da fotografare e tenere come prezioso ricordo.
Dopo aver visitato il borgo consiglio di salire fino alla base del castello del XI secolo, cuore della sua storia, dal quale si può godere un bel panorama sia sul borgo antico ben conservato che sulla vallata circostante. Qui si respirano pace, silenzio, ritmi d’altri tempi.

Ancora oggi, salendo verso la rocca, si ha la sensazione di ripercorrere gli stessi passi di mercanti, viandanti e abitanti che qui vivevano quando la vita scorreva lenta ed era scandita dal ritmo delle stagioni. Come recita un cartello, il castello venne probabilmente edificato per difendersi dagli assalti dei Longobardi tuttavia è dimora privata e non visitabile.
Cos’altro vedere in questo tipico borgo ligure? La Porta Soprana, gli antichi lavatoi, la Piazza della Torre con la Torre dell’Impiccato del XVI secolo e la bella facciata dell’Oratorio dei Disciplinati di Santa Maria Maddalena, i piccoli giardini terrazzati nascosti fra le case, i numerosi archi di collegamento fra gli edifici, la Chiesa parrocchiale di Nostra Signora Assunta, il Santuario di Nostra Signora delle Grazie vicino al cimitero. Castelvecchio va esplorato a piedi, lentamente e con il naso all’insù, gustandosi ogni scorcio e dettaglio dei suoi caruggi.

Non è infrequente notare sui muri esterni delle case delle protuberanze a sbalzo a forma di semicupola. Erano i forni in cui si cuoceva il pane o altri cibi e che in passato erano il fulcro del focolare domestico.

Sul perché i forni venissero costruiti in questo modo ci sono diverse opinioni: dal fatto che in questo modo si liberava spazio nella cucina a spiegazioni più tecniche per il miglioramento della staticità degli edifici oppure semplicemente pratiche per facilitare la dispersione dei fumi.
La maggior parte delle case di Castelvecchio di Rocca Barbena sono state restaurate ed il borgo è molto gradevole da vedere durante la bella stagione con i rampicanti che colorano di verde i vecchi muri delle case ed i fiori che cascano dai gradini delle scalinate o dalle balaustre. È però altrettanto caratteristico anche nella stagione invernale, magari con una leggera spruzzata di neve, quando il profumo della legna che arde nelle stufe fuoriesce dai camini e lo fa sembrare un paesello da presepe nell’entroterra ingauno.

Attività outdoor nel territorio comunale o dintorni
Il territorio submontano si presta molto anche alle attività outdoor. Si possono infatti effettuare varie escursioni a piedi oppure in bici.
Per gli escursionisti meno allenati, un facile sentiero detto “Il sentiero di Ilaria Del Carretto”, in parte su asfalto e parte su ciottolato e fondo naturale, parte da Castelvecchio e scende a Zuccarello. La lunghezza complessiva (A/R) è di circa 8km ed i segnavia sono una T rossa nel primo tratto e poi due rombi rossi pieni, la pendenza è di circa 300m. Sebbene il percorso possa essere definito “turistico” non avventuratevi con calzature dalla suola liscia, con scarpe con tacchi o ciabatte da spiaggia ma utilizzate scarpe da escursionismo.
Il percorso passa su sentieri in parte acciottolati in mezzo a boschi di carpini, querce, uliveti e le tipiche fasce Liguri. E’ un itinerario storico, creato nei secoli passati per collegare i due borghi con i castelli della famiglia Del Carretto. Norme rigorose prevedevano che il sentiero fosse sempre mantenuto in ordine in modo da permettere ai viandanti di spostarsi da un borgo all’altro senza intoppi.

Oltre a questo, ci sono vari altri itinerari che permettono di esplorare la Val Neva con camminate un po’ più impegnative, tra boschi, crinali panoramici ed antiche mulattiere. Sul territorio comunale transita inoltre l’Alta Via dei Monti Liguri (segnavia AV oppure AVML) con numerosi percorsi ben evidenziati.
Tra questi vi segnalo le tappe 10 ed 11 dell’Alta Via oppure il sentiero che porta ai resti dell’antico ponte tardoromano alla confluenza dei rii Gazzo e Collarea. Procuratevi una carta topografica da escursionismo scala 1:25.000 della zona per poter individuare tutti i possibili percorsi.
Nel raggio di poco meno di 40 km si trovano tre borghi affascinanti e talvolta misteriosi che valgono la pena di essere visitati: Zuccarello, Castelvecchio di Rocca Barbena e Balestrino (quest’ultimo però non è più visitabile poiché a rischio crolli). Perchè non farlo durante uno dei prossimi weekend?

Durante una vacanza oppure una gita in queste zone, vi consiglio di visitare anche l’antico centro storico di Albenga per la ricchezza del suo patrimonio storico ed artistico che risale al periodo romano e medievale.
Nel territorio di Erli, un piccolo comune ligure ad una manciata di chilometri a nord-ovest di Castelvecchio, è stata fatta un’interessante scoperta archeologica in anni piuttosto recenti. Sebbene profanata in anni precedenti, nel 2015 venne annunciato il ritrovamento di una sepoltura di una neonata, vissuta 10.000 anni addietro, nella grotta Arma Veirana. Il sito è visitabile in occasione dell’evento Paleovalneva e vi rimando al sito dell’Arma Veirana per ulteriori informazioni.

In conclusione
Sono già stata a Castelvecchio di Rocca Barbena almeno un piao di volte e sempre in inverno, la prima alcuni anni fa durante le festività di Natale e poi più recentemente a metà febbraio. Durante la mia ultima visita sono riuscita ad arrivare di mattina, ben prima che arrivassero altri visitatori, nel parcheggio c’era solo la mia auto.
Ho così potuto immergermi nel genius loci di questo borgo, passeggiando senza meta per i vicoli, osservando i dettagli architettonici, attardandomi nelle piazzette deserte. Tutto attorno era silenzio, solo qualche voce che rimbalzava tra le pietre, il rumore dei miei passi, il vento che passava tra i tetti ed un vetro rotto, un gatto curioso ed alcuni piccioni che si abbeveravano alla fontana A Pilla.
È un borgo che invita a rallentare, a guardare i dettagli, a respirare. Proprio per questo Castelvecchio di Rocca Barbena è uno di quei borghi che ti restano addosso: piccolo, autentico e capace di sorprendere con la sua semplicità.

Dove scattare foto al borgo
- Dalla balconata del parcheggio all’incrocio tra le SP44 e SP52 si gode una bella visuale.
- Dal parcheggio, proseguendo a piedi lungo la SP52 in direzione Bardineto/Calizzano per pochi metri, si nota un sentiero sterrato e piuttosto sconnesso che si inerpica su un costone roccioso che sovrasta l’area parcheggio. Il punto in cui scattare foto si riconosce per la presenza di una grossa croce in ferro, da qui la vista su Castelvecchio di Rocca Barbena è ottimale.
- Proseguendo a piedi sulla SP44 (direzione Loano/Toirano/Vecersio) per alcuni metri, si hanno belle viste sul borgo di Castelvecchio.
- Dalla parte diametralmente opposta a quelle che vi indicato qui sopra, sulla strada che sale verso il Santuario di N.S. delle Grazie si ha una bella visuale di Castelvecchio.

Come raggiungere Castelvecchio di Rocca Barbena
- Arrivando da Genova oppure Ventimiglia: sempre che non si opti per la strada statale SS1 o Via Aurelia, il casello autostradale più vicino è quello di Albenga sulla A10 AutoFiori che dista circa 14 km da Castelvecchio di Rocca Barbena. Dal casello occorre poi percorrere la SS582 in direzione Garessio e, dopo circa 11km, ad un bivio svoltare a destra sulla SP52 verso Castelvecchio/Calizzano/Bardineto fino a giungere a destinazione dopo pochi minuti.
- Da Torino: è necessario percorrere l’autostrada A6 fino a Ceva e poi da qui tramite le strade SS28, SS582 ed infine SP52 si arriva a destinazione.
- Da Ormea: occorre arrivare dapprima a Garessio e poi tramite SS582 e SP52 si giunge a Castelvecchio.
- Da Alessandria: percorrere prima l’autostrada A26 in direzione Genova e poi la A10 in direzione Ventimiglia, uscire al casello autostradale di Albenga e seguire le indicazioni al primo punto.
Le strade provinciali e statali sono piuttosto serpeggianti e talvolta strette.
Per comodità la posizione su Google Maps è la seguente: link a GM

Dove parcheggiare a Castelvecchio dRB: lungo le strade di accesso è impossibile perché abbastanza strette e con varie curva. Ben più in alto del paese, all’incrocio tra le provinciali SP44 e SP52 c’è un parcheggio gratuito con una ventina di posti auto, è provvisto anche di una colonnina di ricarica per veicoli elettrici. Da qui si scende tramite una scalinata in Via Campo e si arriva in breve nel borgo.
Scegliendo invece il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Albenga. Con questo mezzo di trasporto occorre poi affidarsi agli autobus della linea 75 Albenga-Cerisola gestita dalla compagnia TPL Linea per raggiungere il borgo. L’autobus parte dal piazzale della stazione di Albenga, viaggia dal lunedi al venerdi ma non ci sono molte corse nell’arco della giornata.
Per effettuare in auto la visita dei tre borghi (Zuccarello, Castelvecchio e Balestrino) occorre uscire al casello di Albenga sulla A10, percorrere la SP582 in direzione Garessio fino a trovare le indicazioni per Zuccarello. Da qui si prosegue sempre sulla SP582 fino ad un bivio. Svoltare a destra SP52 in direzione Calizzano/Bardineto/Castelvecchio e dopo un paio di chilometri ed alcuni tornanti si sale ed arriva a Castelvecchio di Rocca Barbena. Infine continuare sulla SP52 in direzione Calizzano ed al bivio per Vecersio/Borghetto svoltare a destra sulla SP44 fino ad arrivare a Balestrino (strada abbastanza tortuosa).
Balestrino, noto anche come borgo fantasma, non è però più liberamente visitabile da alcuni anni, ogni tanto vengono organizzate delle visite guidate dalla delegazione FAI di Albenga. Si può solo ammirarlo da alcuni punti panoramici posti lungo le provinciali SP34 e SP44 che attraversano questo paese oppure dal belvedere in prossimità della moderna Chiesa di Sant’Andrea.

Link utili
- Comune di C.R.B: sito ufficiale
- Turismo Albenga: sito ufficiale | pagina FB
- Il Castello dei Clavesana

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