Escursione al Larcher Cevedale

Escursione da Malga Mare al Rifugio Larcher ed ai laghi in Val di Peio

Un bel percorso che ci ha permesso di scoprire il Rifugio dedicato al senatore Guido Larcher che fu presidente SAT all’inizio del 1900 ed i laghetti glaciali della zona.

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Partenza: Parcheggio presso Centrale Idroelettrica di Cogolo (Tn), 1.950m
Tappe intermedie: Malga Mare (2.031m), Rifugio Larcher al Cevedale (2.608m), Lago delle Marmotte (2.704m), Lago Lungo (2.553m)
Arrivo: Parcheggio presso Centrale Idroelettrica di Cogolo (Tn), 1.950m
Lunghezza percorso: circa 10,36km
Tempo percorrenza: /
Difficoltà: E (escursionistica), media difficoltà
Dislivello: 768m (altitudine cumulativa)
Carta/mappa: carta topografica Tabacco N° 048 scala 1:25.000 (Val di Peio – Val di Rabbi – Val di Sole) oppure carta escursionistica Kompass N° 095 scala 1:25.000 (Peio, Rabbi, Val di Sole)
Traccia GPX: https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/escursione-da-malga-mare-al-rifugio-larcher-al-cevedale-e-laghi-glaciali-30888849 (tramite il link si accede al mio spazio su Wikiloc dove è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX oltre a vedere l’altimetria ed i waypoint)
Note: Il percorso ad anello è piuttosto agevole, c’è qualche tratto più scosceso che richiede un minimo di allenamento e qualche discesa abbastanza ripida. In ogni caso occorrono abbigliamento e calzature adeguati alle escursioni in montagna (consiglio l’uso di scarponcini alti con membrana in Goretex o similare per la presenza di numerosi rigagnoli, tratti bagnati e con neve, anche in estate). Fondamentale anche verificare le condizioni meteo sia prima di partire che nell’arco della giornata.

Diario di viaggio:

Da Malè raggiungiamo in auto il paese di Cogolo (Tn) in Val di Peio e da qui seguiamo le indicazioni per Malga Mare. La strada asfaltata è piuttosto stretta e sale nel bosco fino a raggiungere la centrale idroelettrica di Cogolo dopo circa 9km. Posteggiamo l’auto nel parcheggio a pagamento (nella stagione estiva) e ci prepariamo per l’escursione.

Escursione al Larcher Cevedale

Passiamo vicino a Malga Mare (punto ristoro) e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Larcher. Il sentiero SAT 102 sale in maniera decisa nel bosco caratterizzato da larici e pini cembri. Dopo alcuni tornanti raggiungiamo prima delle cascate e successivamente un pianoro (Pian Venezia) attraversato da un torrente, sul fondo del quale si staglia il Monte Cevedale.

Escursione al Larcher Cevedale

Man mano che saliamo gli alberi si diradano e poi scompaiono del tutto lasciando posto ad un paesaggio brullo. Intravediamo anche alcune morene, segni del passaggio dei ghiacci.

Escursione al Larcher Cevedale

Il sentiero sale in costa e pian piano si comincia a intravedere il Rifugio Larcher appollaiato sulle rocce. Alcune salite più marcate e qualche ripido tornante ci permettono di raggiungerlo. Il paesaggio è quello tipico di alta montagna, man mano che saliamo il vento piuttosto freddino si fa sentire maggiormente.

Escursione al Larcher Cevedale

Al rifugio effettuiamo una sosta mangereccia nell’accogliente saletta al piano terra. Chiedo se sia disponibile qualche opzione senza glutine ed i gestori mi offrono la possibilità di cucinare della pasta senza glutine cercando di fare più attenzione possibile per evitare contaminazioni. Fa davvero piacere vedere cosi tante attenzioni. Soprattutto in un rifugio ad alta quota dove gestire le intolleranze alimentari è sicuramente un po’ più complesso che in un ristorante vero e proprio. Andrea invece assapora dei gustosi canederli in brodo.

Escursione al Larcher Cevedale

Il rifugio Larcher apre brevemente in primavera per lo sci alpinismo, se le condizioni meteo lo consentono, e poi nel periodo estivo da giugno a settembre per l’escursionismo ed il trekking. Il rifugio è un punto di partenza per effettuare traversate ed ascensioni ad alcune cime sopra i 3.000 metri come per esempio i Monti Marmotta, Venezia, Cevedale, Palòn de la Mare. Nei restanti mesi è chiuso.

La vista dal rifugio verso il Cevedale ed altre cime è molto bella.

Escursione al Larcher Cevedale
Salendo verso il Lago della Marmotta

 

Dopo la sosta rigenerante, anzichè rientrare a Malga Mare dallo stesso sentiero dell’andata, scegliamo un percorso diverso per poter andare a vedere alcuni laghetti e ci addentriamo nel “sentiero dei laghi”. Questo tragitto consente di costeggiare i bellissimi laghetti alpini della Marmotta, Lungo, Nero ed il bacino artificiale del Careser.

Escursione al Larcher Cevedale
Una parte della mulattiera è ancora innevata

 

Dal Rifugio Larcher al Cevedale seguiamo le indicazioni per il sentiero 104 che sale al Lago delle Marmotte. La mulattiera è abbastanza ripida ed in un punto dobbiamo attraversare un’ampia zona ancora ricoperta di neve. Lo spessore è di alcuni centimetri e non abbiamo problemi con le scarpe da escursionismo. Arriviamo così al Lago delle Marmotte a quota 2704m che è parzialmente gelato, questo è il punto più alto dell’escursione odierna. Giusto il tempo di scattare un paio di foto perchè il cielo si è rannuvolato in fretta e fa piuttosto freddo, complice anche il vento che soffia.

Escursione al Larcher Cevedale
Il lago della Marmotta

 

Ridiscendendo dal Lago delle Marmotte incrociamo una palina con le indicazioni per il sentiero 146 (Lago Lungo / Pian Venezia) ***. Diamo una veloce occhiata alla nostra carta Tabacco e verifichiamo che anche percorrendo quel sentiero si riesce a ritornare al punto di partenza. Da quel punto fino al lago però le indicazioni ed i segni sulle pietre scarseggiano, cerchiamo quindi di orientarci con il navigatore e la mappa cartacea. Il sentiero scende pian piano verso il Lago Lungo, in diversi punti dobbiamo camminare sulla neve ancora presente.

Sole e nuvole continuano a giocare tra di loro ed alternarsi. Lungo il percorso, che si snoda in un paesaggio brullo, incontriamo delle marmotte.

Escursione Larcher Cevedale
Il Lago Lungo

 

Al Lago Lungo facciamo una breve sosta per scattare qualche foto. Proseguendo il cammino in direzione Malga Mare intravediamo in lontananza anche alcune costruzioni sulle rive del bacino del Careser. I tre laghi (Marmotte, Lungo e Nero) sono di origine glaciale. L’erosione provocata dai ghiacciai che si sono sciolti e ritirati nel corso dei secoli ha creato degli avallamenti nel terreno dando così origine ai laghi. Lungo il percorso qualche cartello ne spiega l’origine. Invece il bacino del Careser è un lago artificiale, realizzato all’inizio degli anni trenta del secolo scorso ed alimentato dalle acque che scendono dalla Vedretta del Careser, un ghiacciaio alpino nel gruppo Ortles-Cevedale.

Escursione Larcher Cevedale
Uno stretto passaggio fra la roccia ed un cumulo di neve

 

Superato il Lago Lungo il sentiero passa poi in cresta e scende in maniera abbastanza ripida verso il pianoro che avevamo attraversato in mattinata, riagganciandosi a parte del percorso dell’andata. Man mano che scendiamo si nota il bacino della centrale di Malga Mare sul fondovalle.

Escursione Larcher Cevedale

Purtroppo un violento acquazzone ci costringe a rallentare il cammino. Grazie alle giacche tecniche idrorepellenti in Gore-Tex ed alle protezioni antipioggia per gli zaini evitiamo di bagnarci e di danneggiare macchina fotografica e GPS. Dobbiamo solo fare un po’ di attenzione a non scivolare sulle pietre del sentiero che la pioggia ha reso viscide. Ancora un breve tratto e poi ritorniamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. Nel frattempo la pioggia si è trasformata in pioggerellina.

Escursione Larcher Cevedale
La centrale di Malga Mare a fondovalle

 

Gran bel giro, forse il migliore che abbiamo effettuato durante la vacanza in Val di Sole e zone limitrofe. Lo consiglio!

Infine ricordo che la valutazione della difficoltà di un percorso è soggettiva, per cui un tragitto facile per alcuni può non esserlo per altri e viceversa.

 

Percorso alternativo:

*** : anzichè seguire il sentiero SAT 146, è possibile scendere a valle tramite il sentiero SAT 123 che permette di vedere il Lago Lungo dall’alto ma anche di costeggiare il Lago Nero e transitare sopra alla diga del bacino del Careser.

Link utili:

 

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Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo, mi piace molto organizzarmi il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma, finendo inevitabilmente con l'allungare il tragitto. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è scoprire emozioni, per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio"

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