Mi viene da pensare che l’arte di fare la valigia senza impazzire avrebbe anche potuto essere un trattato degno di Niccolò Machiavelli se solo lui fosse vissuto al giorno d’oggi anziché negli anni a cavallo tra il XV ed il XVI secolo. In questo caso il suo celeberrimo saggio non parlerebbe di come conquistare il Granducato di Toscana ma di come far entrare quattro giacche, sei paia di scarpe ed un beauty case nel bagaglio a mano di una compagnia low cost intransigente e senza pagare il supplemento.
«Iddio solo sa quante corone son cadute non per mancanza di virtù, ma per aver scordato il caricabatteria alla presa di casa. Pertanto è necessario al viaggiatore essere volpe nel piegar le camicie, leone nel chiuder le cerniere ed aquila nel passare lo controllo»
— Niccolò Machiavelli, De Valigiato (opera inedita ed inventata da me)
Un ipotetico “Trattato sulla Valigia” (il famoso “De valigiato”) di Niccolò Machiavelli si baserebbe su tre pilastri fondamentali:
- La virtù e la fortuna: «Colui che si affida solo alla fortuna (ovvero al “tanto trovo tutto sul posto”) è destinato a ruinare al primo cambio di tempo»
- Il fine giustifica i mezzi: se per far chiudere il trolley o la valigia devi sedertici sopra con tutto il peso corporeo, usando anche una ginocchiata strategica per piegare la cerniera, fallo!
- È meglio essere temuti che amati: soprattutto dal personale di terra dell’aeroporto. Presentarsi al gate con la valigia che entra nella gabbia metallica o nello scanner che misura i bagagli al millimetro, sfoggiando un’espressione di fredda sicurezza, è la massima forma di potere.
Scherzi a parte, la verità è che fare la valigia è una vera e propria arte politica e strategica, e l’universo dei viaggiatori si divide essenzialmente in due categorie: chi pianifica ogni outfit con tre settimane d’anticipo dividendo i capi per sfumatura di colore e chi la fa dieci minuti prima di uscire di casa, lanciando roba a caso nel trolley e sperando nell’intervento divino.
Ma poiché la valigia perfetta dipende interamente da chi la sta riempendo, ecco come tre grandi categorie di umani affrontano questa battaglia tattica.

Il pendolare degli aerei: il viaggiatore per lavoro o serial traveler
Per il viaggiatore per lavoro, la valigia non è un contenitore di vestiti: è un’estensione del proprio ufficio e un’operazione strategica ad alta precisione. Il suo incubo peggiore non è dimenticare lo spazzolino ma dover imbarcare il bagaglio a mano in stiva e perdere tempo sia alla partenza che al nastro trasportatore dell’aeroporto di arrivo.
- La tecnica: è quella del Roll-up spinto. Questo tipo di serial traveler arrotola ogni camicia con la precisione di un mastro sushiman per evitare le pieghe ed eliminare ogni singolo centimetro d’aria residuo.
- Il kit di sopravvivenza: una pochette per i cavi che sembra un centro di comando dell’ESA, power bank già carico, un abito scuro passe-partout e campioncini di minitaglia per i liquidi rigorosamente sotto i 100 ml.
- La mossa segreta: mettere le scarpe sul fondo lungo i bordi del trolley, riempiendole all’interno con le calze arrotolate per non farle schiacciare e ottimizzare il volume.
- Cosa rischia di dimenticare: la voglia di lavorare appena sale a bordo dell’aereo.
La mamma con il bimbo: la logistica di una spedizione militare
Fare la valigia per un adulto richiede 15 minuti; farla per un bambino richiede una laurea in ingegneria gestionale e una dose massiccia di pazienza. La mamma non sta facendo una valigia per le vacanze: sta allestendo un bunker anti-atomico nell’eventualità di qualsiasi catastrofe biologica o meteorologica.
- La tecnica: il cambio “a pacchetto”. Ogni outfit del bambino/a (maglietta, pantaloni, calze e intimo) viene arrotolato insieme in un unico blocchetto, pronto per essere estratto al volo al primo incidente diplomatico con un gelato.
- Il kit di sopravvivenza: salviette umidificate in quantità industriale (utili anche per decontaminare il sedile dell’aereo), farmaci da banco per qualsiasi sintomo esistente sulla terra, il pupazzo preferito (senza il quale la vacanza si trasforma in un film horror) ed uno spuntino ogni 20 minuti di viaggio sia in versione dolce che salata.
- La mossa segreta: tenere un cambio completo per il piccolo e uno per sé nel bagaglio a mano. Perché la legge di Murphy dice che il rigurgito avverrà sempre e solo sulla maglietta del genitore.
- Cosa rischia di dimenticare: i propri vestiti. Succede più spesso di quanto si pensi.

Il turista della domenica: l’ottimista dell’ “In caso di …”
Il turista medio viaggia per staccare la spina e approccia la valigia con un misto di entusiasmo e profonda illusione. Il suo bagaglio è caratterizzato da decisioni irrazionali guidate dalla frase cosmica: “Me lo porto, non si sa mai.”
- La tecnica: il metodo incastro a pressione. Si riempie la valigia fino all’orlo poi ci si siede sopra in due per fare chiudere la cerniera, pregando la Divina Provvidenza che le cuciture tengano fino all’arrivo in hotel e che a nessun controllore in aereo venga la voglia di chiedere “mi può aprire il bagaglio per favore?”
- Il kit di sopravvivenza: tre costumi da bagno anche se va in montagna a novembre, quel tomo di 600 pagine che non legge da tre anni ma “in spiaggia avrò tempo”, due paia di scarpe eleganti per serate che trascorrerà inevitabilmente in ciabatte e una quantità sproporzionata di intimo (calcolando il rischio di imprevisti a livelli pandemici).
- La mossa segreta: lasciare sempre un 20% di spazio libero (o portare una borsa pieghevole nello scomparto interno) per i souvenir improbabili che acquisterà d’impulso nell’ultimo negozio dell’aeroporto.
- Cosa rischia di dimenticare: il caricabatterie del telefono, puntualmente attaccato alla presa della camera da letto.

Consigli pratici per fare la valigia senza impazzire
Ecco alcuni consigli strategici per preparare il bagaglio senza stress, riducendo sia lo spazio occupato che l’ansia da preparazione:
- Pianifica per abbinamento, non per outfit: scegli una palette di colori neutri o coordinati (es. blu, bianco, denim, beige). Ogni pezzo superiore deve potersi abbinare a qualsiasi pezzo inferiore. In questo modo con 4 magliette e 3 pantaloni/gonne crei 12 combinazioni diverse.
- Riduci del 20% all’ultimo momento: quando pensi di aver finito di selezionare i capi di abbigliamento, mettiti una mano sulla coscienza e togli via il 20% di ciò che hai scelto. La verità è che usiamo quasi sempre gli stessi capi comodi.
- Lascia lo “spazio cuscinetto”: non riempire mai la valigia oltre l’80% di capienza. Lo spazio rimanente ti servirà per gli acquisti sul posto e/o per ricomporre il bagaglio al ritorno (quando i vestiti usati occupano misteriosamente più spazio di quelli puliti!).
- Usa gli “organizer” da valigia (Travel Organizer Set o Packing cubes): cambiano la vita del viaggiatore perché aiutano a gestire meglio gli spazi. Dividono la valigia per gruppi (intimo, magliette, pantaloni, tech) e permettono di comprimere i capi. Inoltre, una volta arrivato in hotel/alloggio, ti basta estrarre i cubi e metterli negli armadi senza dover svuotare tutto.
- Metodo Roll-up (arrotolare) per i capi morbidi: arrotolare T-shirt, jeans e maglioni anziché piegarli riduce le pieghe e occupa gli spazi vuoti del trolley in modo molto più efficiente.
- Sfrutta i volumi mortali: l’interno delle scarpe di ricambio è perfetto per inserire calze, caricabatterie o piccoli oggetti fragili. Inoltre, protegge le scarpe dallo schiacciamento.
- La regola delle 24 ore: metti sempre nel bagaglio a mano (o nella borsa/zaino principale) un cambio d’emergenza completo (intimo, T-shirt, spazzolino e medicinali chiave). Se il bagaglio da stiva viene smarrito o ritarda, le tue prime 24-48 ore di vacanza non saranno rovinate.
- Igiene dei liquidi e solidi: passa ai prodotti da bagno solidi (shampoo solido, sapone solido, dentifricio in pastiglie). Risparmi peso, non sottostanno ai limiti di 100ml per i voli e soprattutto azzerano il rischio di ritrovare lo shampoo rovesciato sui vestiti.
- Fotografa i documenti prima di partire: fai una foto o salva in cloud una copia di carta d’identità, passaporto, patente e assicurazione di viaggio. In caso di smarrimento o furto, avere le copie velocizza immensamente le pratiche.
- Prepara la valigia 24 ore prima: non fare mai la valigia la mattina stessa della partenza o a tarda notte prima di dormire perché sei troppo stanco. Farla il giorno prima ti permette di chiuderla, fare recap sulle cose davvero utili e inserire con calma gli ultimi oggetti (come i caricatori usati fino all’ultimo).
- Usa una check-list essenziale e non fidarti solo della memoria: la mente prima di un viaggio è occupata da mille pensieri e scadenze, affidarsi a “me lo ricorderò sicuramente” è il modo migliore per lasciare a casa proprio l’unica cosa indispensabile. Una buona lista non deve elencare ogni singolo spillo ma coprire a sommi capi le 6 categorie fondamentali (irrimpiazzabili, abbigliamento e scarpe, beauty e igiene personale, farmacia e kit primo soccorso, tecnologia e utility, sport)

In ultimo ma non per ultimo
Dividi le cose in due categorie: rimpiazzabili e irrimpiazzabili.
- Irrimpiazzabili: documenti personali e di viaggio, portafoglio/carte di credito, farmaci salvavita o con prescrizione, occhiali da vista/lenti a contatto, smartphone e caricabatterie.
- Rimpiazzabili: spazzolino, dentifricio, creme, calze, magliette, ciabatte … ecc.
Se hai i documenti, le carte e i farmaci, hai tutto. Qualsiasi altra cosa dimenticata può essere acquistata in qualsiasi parte del mondo in pochi minuti.
I miei irrimpiazzabili o, se preferite, essenziali da mettere in valigia/trolley sono: documenti personali e di viaggio, portafogli con carte debito/credito ed anche qualche banconota ma senza esagerare (nel caso in cui i circuiti per pagamenti elettronici non funzionino), smartphone, caricabatterie, DJI Osmo Pocket 3 con 1 batteria extra, power bank carica, cavetto di collegamento al cellulare che per fortuna serve anche con la DJI, spazzolino e mini dentifricio da 3g, , micro deodorante, medicine necessarie (poche per fortuna e porto solo i blister senza scatole), t-shirt che uso come pigiama, pantofole da camera morbide e pieghevoli che occupino meno spazio possibile, 1 cambio di biancheria intima, 1 borsina per biancheria sporca.
Ho chiesto consiglio a mio marito Andrea su cosa ne pensi dell’arte di fare la valigia perché lui viaggia spessissimo per il lavoro e riesce a preparare il suo trolley in fretta senza dimenticare alcunché. Mi ha risposto che fare la valigia senza stress è questione di metodo, pianificazione ed essenziale organizzazione che devono però viaggiare a braccetto e non essere applicate singolarmente.
Giusto per fare un esempio: se applichi solo l’organizzazione (fai una lista bellissima e compri gli organizer da valigia) ma non hai un metodo, finirai per riempire gli organizer di capi non abbinabili tra loro e piegati male.
Se, invece, usi solo il metodo (sai arrotolare i vestiti a livello Pro) ma non hai organizzazione, ti ritroverai con una valigia bella a vedersi ma senza il caricabatterie del telefono oppure i documenti d’identità.

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