Il decalogo dell’escursionista

Tratto dal sito del Corpo Forestale dello Stato, questo decalogo raccoglie una serie di punti da tenere sempre a mente. Alcuni possono sembrare ovvi ma basta solo effettuare qualche escursione nei weekend per rendersi conto che molte persone non tengono minimamente in considerazione alcuni degli aspetti presenti in questo decalogo:

1. Scegli gli itinerari in funzione delle capacità fisiche e tecniche

2. Documentati sulle caratteristiche del percorso assumendo informazioni tramite lo studio della carta topografica (distanze, dislivello, sorgenti, fontane, rifugi, ecc.) e chiedendo notizie sull’effettiva percorribilità dei sentieri. Studia gli eventuali itinerari alternativi per il rientro

3. Provvedi ad abbigliamento ed equipaggiamento consono all’impegno e alla lunghezza dell’escursione (abbigliamento intimo di ricambio, pile, giacca a vento, guanti, cappello, scarponi, occhiali da sole, crema solare, generi di conforto alimentare)

4. Non dimenticare di inserire nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni di emergenza (telo termico, lampada frontale, telefonino, coltello, bussola, GPS …. ecc.) insieme ad un piccolo kit di pronto soccorso

5. Non intraprendere un’escursione in montagna da solo e in ogni caso comunica, ad una persona di fiducia, l’itinerario che prevedi di percorrere

6. Informati sulle previsioni meteorologiche e nella stagione invernale su quelle relative alla neve e alle valanghe, consultando il sito www.meteomont.org, e osserva sul posto costantemente l’evoluzione delle condizioni atmosferiche, specie vento e temperatura

7. Se hai qualche dubbio sul percorso, torna indietro. A volte è meglio rinunciare che rischiare l’insidia del maltempo

8. Riporta sempre a valle i tuoi rifiuti

9. Rispetta la flora e la fauna, evita di uscire inutilmente dal sentiero. Rispetta le culture e le tradizioni locali

10. Per le emergenze fai riferimento al 112, numero unico di emergenza , abbreviato con la sigla NUE. Sostituisce il 118 dal 2017.

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Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo, mi piace molto organizzarmi il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma seguendo magari le indicazioni per una pieve dispersa nella campagna o per un maniero arroccato su un colle e finendo con l'allungare il tragitto; mi piace intrufolarmi nei mercati di paese, specie quelli di frutta e verdura, senza avere il bisogno di dover acquistare qualcosa ma solo per il puro piacere di respirare l'aria viva e frizzante della città e cogliere l'essenza della sua gente. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è scoprire emozioni, per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio"

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