Quello dell’Alpino e delle Capanne di Marcarolo in bici è uno degli itinerari che, nonostante alcuni tratti in salita impegnativi, mi piace percorrere sia per i luoghi che si attraversano che per l’importanza dal punto di vista storico.
Sei già stata sull’Alpino? Questa è la domanda ricorrente che ti viene rivolta dalle mie parti quando dici a qualcuno che vai in bicicletta in maniera un po’ seria.
Il giro dell’Alpino sembra quasi essere una sorta di test. Se ti sei già cimentata in quella salita e sei riuscita a arrivare in cima, sei una considerata una discreta ciclista altrimenti … continua pure a pedalare, macinare chilometri ed allenarti!

Chiariamo subito che quella dell’Alpino non è la salita più impegnativa del Piemonte ma il giro dell’Alpino e delle Capanne di Marcarolo è comunque un bell’itinerario che coniuga natura e memoria (storia) sullo spartiacque fra Piemonte e Liguria.
Finalmente ho conquistato anche io l’Alpino senza scendere, senza fermarmi, pedalando secondo il mio passo mi sono spinta oltre, fino alle Capanne di Marcarolo. Devo dire che la seconda lunga salita, quella che dal guado sul torrente Gorzente sale fino all’area attrezzata delle Capanne di Marcarolo, è, a mio avviso, peggiore dell’Alpino.

L’arrivare sulla sommità del Monte Lanzone e poi alle Capanne di Marcarolo ripaga comunque di tutta la fatica.
Si passa attraverso il Parco omonimo in cui si alternano boschi, prati e zone completamente brulle; la strada (se percorsa di mattina presto) non è trafficata e la zona è praticamente disabitata. In diversi tratti si sente solo il proprio cuore battere, la cadenza della pedalata e la natura selvaggia circostante con tutti i suoi profumi e rumori la fà da padrona e poi non bisogna dimenticare che questo è uno dei luoghi della memoria della Resistenza Alessandrina.
Un percorso a mio avviso davvero esaltante da percorrere in primavera, estate (partendo al mattino presto) e nella prima parte dell’autunno. In inverno si può trovare ghiaccio e talvolta anche un po’ di neve.
“La ruota davanti m’implora di non insistere con la pressione. Il cuore sul manubrio sembra pronto a decollare. Hai trasformato pianure in salite devastanti, ora tornerò a sognare coi miei occhi scintillanti. …….. Tengo al minimo il battito, controllo che il respiro non ceda. Tengo al minimo il battito, controllo che il respiro mi segua” (tratto dal brano “Triathlon” di Cristina Donà, album “Dove sei tu”, anno 2003).
La prima volta l’ho provato sabato 28/07/07: cielo sereno di un azzurro intenso, partenza ore 07:20 da Ovada. Di prima mattina la temperatura era intorno ai 18°C poi via via è aumentata fino a arrivare a oltre 30°C nel primo pomeriggio. Dopo quella volta ce ne sono state molte altre, sempre in bici da corsa, ma non l’ho mai più effettuato in piena estate per l’aumento delle temperature negli ultimi anni.

L’itinerario in bici Ovada – Alpino – Capanne di Marcarolo – Ovada
Partenza dal piazzale antistante le Scuole Elementari di Via Fiume a Ovada (186m slm), imboccare Via Martiri della Libertà e seguire le indicazioni per il casello Autostradale di Ovada, percorrendo successivamente la trafficata Via Voltri. All’altezza della grossa rotatoria di recente costruzione svoltare a sinistra verso Belforte Monferrato.
Dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume Stura, la strada comincia a salire via via sempre più ripida e dopo circa 2,5km si arriva in paese (297m slm). Attraversare l’abitato di Belforte (la strada è molto stretta e in salita!) e proseguire sulla SP170 in direzione Tagliolo Monferrato. Usciti dal paese, la strada provinciale prosegue con alcune facili salite e discese. Poco dopo aver incontrato il bivio per il Monte Colma, girare a destra sulla stretta strada che porta in Regione Mongiardino.
Continuare su quella strada che poi scende fino a incrociare di nuovo la SP170 in prossimità della Regione Gambina. Continuare sulla Provinciale e, al bivio successivo, seguire le indicazioni per Lerma. Passato il ponte sul fiume Piota la strada inizia a salire e, dopo una prima curva sulla destra, prosegue sempre in salita per un breve rettilineo.
Pochi metri dopo questa curva, all’altezza di un piccolo cipresso e di una lapide che ricorda il sacrificio di tre giovani partigiani, svoltare a destra sulla stretta strada che si addentra nel bosco (il fondo stradale, specie nella prima parte è un po’ sconnesso in diversi punti e vi sono alcune buche ma si pedala a stretto contatto con la natura); non vi sono cartelli che indicano questa deviazione.

Il primo pezzo di questa strada è in leggera salita poi scende per un breve tratto (si incontra sulla destra il bivio per i Laghi della Lavagnina ma occorre proseguire diritti) e infine risale di nuovo verso il paese di Casaleggio Boiro (12km, 321m slm). Poco prima di entrare in paese si intravede sulla destra su uno sperone roccioso il Castello del X sec, utilizzato per girare alcune scene dei Promessi Sposi di Sandro Bolchi nella metà degli anni 60.
Con una breve deviazione sulla destra (in salita) è possibile arrivare ai piedi del castello di Casaleggio Boiro e vedere più da vicino questo gioiellino dell’Alto Monferrato ed il piccolo borgo antico rimasto intatto. Il Castello è privato e non visitabile internamente.
La strada termina a un segnale di stop, girare a destra, attraversare il paese e proseguire sulla SP170 in direzione Mornese. La strada prima è pianeggiante poi, poco dopo aver passato un incrocio con la strada Provinciale Borgofornari che porta a Montaldeo, inizia a salire. Dopo un paio di curve si raggiunge Mornese (14,35km, 380m slm). Girare a destra in direzione Bosio e continuare sulla SP170 fino a ragggiungere la località Mazzarelli e passare davanti al monumentale Santuario dedicato a Santa Maria Mazzarello (1837/1881) che nacque a Mornese.

Dopo poche curve e qualche buca, la strada si addentra di nuovo nel bosco e inizia lentamente a salire (la salita è facile) fino a arrivare a un bivio (418m slm) sulla destra che conduce al Monte Tobbio e alle Capanne di Marcarolo.
Svoltare su quella strada che inizia subito a salire in maniera piuttosto ripida ed è caratterizzata da diverse curve, la strada SP165 è in continua salita con alcuni strappi più decisi (pendenza media del 6%, lunghezza salita poco più di 6km, pendenza massima del 8,5% quota massima raggiunta 744m slm), partendo di mattina presto, una buona parte di questa strada è all’ombra.
Il monumento all’Alpino e alla Madonna si trovano in prossimità del Monte Lanzone e sono raggiungibili tramite una strada sterrata in salita che si trova sul lato sinistro della SP165. In estate, con la folta vegetazione, si intravede appena la sommità della statua dell’Alpino.
Poco più avanti la provinciale scende in maniera abbastanza ripida e con alcune curve fino a arrivare ad un valico in località Eremiti (nel tratto in discesa si hanno belle visuali sul Tobbio), tenere la destra e proseguire in direzione Benedicta/Capanne di Marcarolo/Piani di Praglia/Campo Ligure.

Il monte Tobbio è posto al centro del Parco Capanne di Marcarolo e dalla sua sommità, nelle giornate limpide si gode uno stupendo panorama che spazia dal Mar Ligure fino all’intero arco Alpino; questa brulla montagna è inoltre riconoscibile da diversi punti della pianura Alessandrina sia per la sua forma massiccia ma anche perchè sulla sua sommità c’è una piccola chiesetta bianca che è un rifugio CAI.

La SP165, passando ai piedi di questa montagna, segue prima il percorso del Rio Eremiti, poi quello del Torrente Gorzente. A circa 1,3km di distanza dal Valico degli Eremiti, all’altezza di una ampia curva, c’è una curiosa installazione che però non si vede dalla strada. Occorre fermarsi e guardare oltre il guard rail.
Sono una serie di pietre che qualcuno ha disposto, alcuni anni fa, in modo circolare creando una sorta di “anelli concentrici” che ricordano un antico recinto rituale. Nessun valore storico di questa installazione ma è molto suggestivo lo scenario, complice anche la vista che si gode da questo punto.

La provinciale SP165 passa attraverso un paesaggio molto brullo e selvaggio a tratti quasi aspro con versanti a strapiombo sui torrenti sottostanti. Si incontra anche una fontana dove è possibile fare rifornimento di acqua fresca. Dopo pochi chilometri la strada inizia a scendere fino a arrivare a un guado (482m slm) posto sul rio Gorzente (anche da questo punto partono alcuni sentieri per effettuare escursioni a piedi nei dintorni).
Pochi metri prima di arrivare al guado, sulla sinistra, c’è una graziosa area ristoro. Si chiama Baita Rio Gorzente, è aperta solo nella bella stagione ed è anche possibile noleggiare piazzole per posizionare le proprie tende.
Dal guado inizia una nuova e dura salita (per me è quella più tosta in assoluto di tutto il giro) che porterà dopo poco più di 5km, alcune curve e pendenze massime del 9% fino all’area attrezzata per pic-nic “I Foi” non lontano dalla frazione Capanne di Marcarolo (770m slm). Diversi tratti di questa salita sono in pieno sole ma per fortuna, essendo le 9:45 del mattino, non fà ancora eccessivamente caldo. Nonostante qualche tornante e un paio di tratti con pendenze minime in cui si riesce a riprendere fiato, a un certo punto sembra che la salita sia infinita.
La Provinciale SP165 passa in prossimità del Sacrario dei Martiri della Benedicta dove su alcune steli sono ricordati i nomi dei partigiani che furono fucilati e dei resti dell’ex convento Benedettino che venne occupato dal comando dalla III Brigata Partigiana Liguria e poi distrutto dai Tedeschi dopo il rastrellamento del 1944.
Una sosta in questo luogo della memoria è fondamentale.
Dopo aver oltrepassato l’area “I Foi” la strada scende leggermente fino a raggiungere il piccolo borgo di Capanne di Marcarolo (37km, 750m slm) e poi prosegue fino a arrivare a un bivio in cui occorre svoltare a destra verso Campo Ligure. Alle Capanne di Marcarolo breve sosta “tecnica” presso la trattoria (dalla cucina arriva un profumino che mi fa venire voglia di non rientrare a casa in bici) e per preparare la seconda borraccia con i sali minerali.

Questo tratto di strada (prima SP165 poi diventa SP69) è di nuovo molto bello perchè quasi interamente nel bosco e, a parte qualche facile salita/discesa nella parte iniziale, si scende poi in maniera sempre più ripida verso Campo Ligure.
La strada è piuttosto stretta e anche tortuosa, occorre prestare attenzione nelle curve! A Campo Ligure (47km, 342m slm), dominato dal bel Castello Spinola, seguire le indicazioni per Rossiglione/Ovada e, tramite la SS456 raggiungere prima l’abitato di Rossiglione (297m slm) e infine Ovada (63,9km, 186m slm, ore 11:15 del mattino).
Campo Ligure è un comune Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Potrebbe valere la pena fare una sosta e visitare il Castello Spinola, il ponte medievale sul torrente Stura, il nucleo centrale del borgo, il Museo della Filigrana o una bottega artigiana di filigrana magari sgranocchiando una profumata focaccia genovese. Per info fate riferimento all’Ufficio Turistico che è indicato più sotto.
Attenzione
La strada SS456 è abbastanza trafficata e, in alcune zone, anche piuttosto stretta; nella stagione estiva inoltre vi sono diversi motociclisti, occorre pertanto prestare attenzione perchè buona parte dei centauri tende a tagliare le curve e percorre la Provinciale a velocità sostenuta.
I chilometri e le altitudini sono quelli che ha rilevato il mio navigatore Garmin 62st, potrebbe esserci qualche differenza utilizzando altri sistemi di tracciamento.
Infine qualche dettaglio sull’itinerario proposto:
- lunghezza totale: circa 62km
- altitudine cumulativa: circa 1571m
- partenza/arrivo: Ovada (Al) in Piemonte
Suggerimenti e varianti
Effettuando le deviazioni consigliate e prendendosela comoda, questo percorso diventa una bella gita giornaliera in bicicletta. D’altronde, se il motto del blog è “a volte la destinazione non è importante quanto il viaggio”, non posso che consigliarvi di percorrere l’itinerario dell’Alpino e delle Capanne di Marcarolo senza fretta per farvi sorprendere da ogni scorcio.
Dopo averlo effettuato in un senso, magari quello sopra descritto (ossia orario), provate a effettuare questo percorso nel senso opposto. Per alcuni è più faticoso il giro come l’ho percorso io, per altri invece è il contrario.
Oltre alla Baita Rio Gorzente, altri 2 punti ristoro sono presenti alle Capanne di Marcarolo (salvo chiusure settimanali o stagionali): Cascina Foi e Trattoria degli Olmi.
Volendo invece ridurre il profilo altimetrico, una volta giunti in località Eremiti (ai piedi del monte Tobbio, dove c’è una cappelletta), svoltate a sinistra in direzione di Voltaggio. Dopo circa 5km di saliscendi non impegnativi in mezzo ai boschi scenderete nel paese di Voltaggio. In fondo alla discesa cercate di non finire dritti nella piscina naturale di Voltaggio! Dal paese di Voltaggio seguite poi le indicazioni per Gavi Ligure, Basaluzzo ed infine Ovada. Il percorso da Voltaggio ad Ovada si svolge però su strada provinciali che spesso sono trafficate e, personalmente, cerco di evitarlo.
In conclusione
Pedalare verso il monte Lanzone, l’Alpino e le Capanne di Marcarolo non è solo un giro in bici: è un viaggio dentro una natura che sa ancora essere selvaggia, autentica, silenziosa. Spesso si sente solo il battito del proprio cuore e la natura circostante. Qui ogni salita ha un senso, ogni curva regala visuali, ogni panorama ti ricorda perché ami la bicicletta.
Se cerchi un itinerario che unisca un percorso abbastanza tosto, paesaggi che si aprono all’improvviso e quella sensazione di libertà che solo certe strade sanno dare, questo giro ad anello merita davvero di essere provato. È uno di quei luoghi che ti fanno tornare a casa con le gambe stanche ma il cuore pieno di soddisfazione e bellezza.
Adesso sta solo a te decidere quando partire.
Pensieri
Quando rientro in Italia con l’auto cerco il Tobbio all’orizzonte, a volte è avvolto fra le nubi e non si vede bene la sommità altre volte invece è già buio e ne distinguo solo la sagoma nella notte ma “il vedere anche solo la sua ombra” mi fà sentire di essere finalmente arrivata a casa.
Traccia GPX Ovada-Alpino-Capanne-Ovada
Tramite il seguente link si accede al mio spazio su Wikiloc dove è possibile visualizzare e scaricare la traccia GPX oltre a vedere l’altimetria, i waypoint ed altre foto: https://it.wikiloc.com/percorsi-ciclismo/lalpino-e-le-capanne-di-marcarolo-in-bici-48917214
Link utili
- Tre B&B insoliti dove soggiornare nell’ovadese: https://giringiro.eu/2021/06/5-luoghi-indimenticabili-in-cui-soggiornare-in-alto-monferrato/
- Parco Capanne di Marcarolo: https://www.areeprotetteappenninopiemontese.it/
- Comitato recupero e valorizzazione della Benedicta: http://www.benedicta.org/
- Ufficio IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) di Ovada: sito web | pagina FB
- Ufficio IAT (Informazioni e Accoglienza Turistica) di Campo Ligure: via della Giustizia 5, Campo Ligure | Tel.: 010 921055 | Pagina FB
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