Cinque Terre

Escursione da Levanto alle Cinque Terre

Cinque Terre, cinque borghi, uno diverso dall’altro, incastonati fra le rocce a picco sul Golfo dei Poeti ed i verdi e profumati terrazzamenti.

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Le cinque terre, situate in Provincia di La Spezia, meritano senza ombra di dubbio una visita, mai affrettata, meglio se in un anonimo giorno infrasettimanale per evitare il caos domenicale e assaporare meglio i profumi e i ritmi di queste zone.

Procedendo da ovest verso est si incontrano Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

Per raggiungerle, oltre alla famigerata auto che è meglio lasciare a casa (autostrada A12/E80, uscita di Carrodano/Levanto poi seguire le indicazioni per Monterosso o Levanto a seconda della destinazione), è possibile utilizzare il treno (ciascun borgo è dotato di stazione ferroviaria, nella bella stagione le corse sulla linea Genova-La Spezia sono molto frequenti).

Eventualmente anche il battello, nella stagione estiva si effettuano partenze giornaliere da La Spezia, Levanto e Porto Venere.

Per spostarsi poi da un borgo all’altro, oltre al treno, vi sono numerosi e pittoreschi sentieri con scorci mozzafiato sul Mar Ligure e i battelli delle linee “interne” che fermano in tutte le Cinque Terre.

Alcuni di questi sentieri passano più in quota, altri invece sono più vicini alla costa e ne seguono l’andamento, come per esempio il “sentiero azzurro“. Quest’ultimo collega le 5 terre fra di loro e corrisponde al sentiero n° 2 del C.A.I.; è quello più utilizzato e trafficato (si incontrano anche molti appassionati di hiking delle più disparate nazionalità). E’ suddiviso in 4 tronconi di differenti lunghezze e caratteristiche:
– Monterosso-Vernazza
– Vernazza-Corniglia
– Corniglia-Manarola
– Manarola-Riomaggiore.

La difficoltà è media, a parte qualche tratto esposto oppure piuttosto ripido sia in salita che in discesa e alcune lunghe scalinate con alte alzate (presenti soprattutto nelle prime due porzioni), tuttavia è bene indossare un abbigliamento adeguato e comodo da escursionismo leggero ed evitare scarpe con la suola liscia o comunque, tipicamente da “città”.

La lunghezza complessiva da Monterosso a Riomaggiore è di circa 12km, il segnavia è un rettangolo rosso posto su uno bianco, lungo il percorso si trovano comunque numerose indicazioni.

Trattandosi di un’attrazione turistica, è necessario pagare un biglietto per poter accedere al sentiero azzurro. Il costo aiuta a coprire parzialmente i costi di manutenzione di questa zona che è purtroppo estremamente fragile ed il rischio frane è molto elevato, soprattutto negli ultimi anni con l’alternanza di forte siccità a piogge estremamente intense e violente.

A tal proposito consiglio sempre di verificare, prima di partire, quali tratti del sentiero azzurro siano eventualmente chiusi per lavori che a volte, in base alla gravità, possono anche perdurare per molto tempo. La devastante alluvione del 25 ottobre 2011 costò la vita a 13 persone e lasciò profonde ferite sul territorio. Nel 2018 sono sicuramente chiusi il tratto finale (Via dell’Amore) ed il tratto tra Manarola e la stazione di Corniglia per un’imponente frana che ha spazzato via un’ampia porzione di sentiero a picco sul mare.

E’ possibile acquistare il biglietto presso le stazioni ferroviarie delle Cinque Terre ma anche a Levanto e La Spezia, negli uffici del turismo oppure online tramite il sito https://card.parconazionale5terre.it/ . Il costo del biglietto è in funzione del numero di tratti aperti del sentiero azzurro. Al massimo può costare 8 euro (anno 2018) a persona al giorno. Sono previsti sconti per alcune categorie: es. bambini, famiglie, over 70 anni.

Come stagione, preferisco effettuare i miei giringiro in quelle zone a fine inverno e inizio primavera oppure in autunno piuttosto che nella tarda primavera e nell’estate perchè molti tratti sono completamente esposti al sole e quindi risultano essere molto caldi nelle ore centrali della giornata.

Cinque Terre e Levanto
Cinque Terre e Levanto

Come già anticipato, non è affatto facile trovare parcheggio in questi borghi, una Domenica di qualche anno fà ci eravamo recati a Monterosso in auto e abbiamo dovuto lasciarla a qualche chilometro di distanza poichè l’accesso al paese era stato chiuso. Noi ci siamo incamminati a piedi lungo la SP38 ma era comunque disponibile un servizio “navetta”.

Il 6 Ottobre 1999 è stato istituito il Parco Nazionale delle 5 terre con lo scopo di salvaguardare questo ambiente così particolare in cui l’uomo, nel corso dei secoli, ha strappato e plasmato i ripidi declivi a picco sul mare per ricavare terrazzamenti da utilizzare per la coltivazione di vigneti e oliveti; a causa del progressivo abbandono delle colture tradizionali, si stava infatti rischiando di distruggere questo paesaggio così particolare e rompere l’equilibrio uomo-natura. Il parco, che copre una superficie di 3800 ettari, è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1997.

Naturalmente il sistema che prediligo per raggiungere e visitare questa zona è “treno+piedi” con partenza da Levanto. Se l’allenamento lo consente, il ritorno si effettua sullo stesso percorso dell’andata oppure può essere compiuto con gli altri mezzi. “Camminare” è il modo migliore per scoprire, conoscere e interagire con un determinato ambiente e anche per respirare i suoi profumi.

Partendo da Levanto, il percorso “classico” delle 5 terre si allunga di qualche chilometro però questo è il tratto che preferisco perchè è solitamente meno trafficato degli altri e da Punta Mesco si può godere un bel panorama, specie nelle giornate limpide quando lo sguardo spazia fino alla Corsica!

Il sentiero parte in prossimità della chiesa di Levanto dedicata a Sant’Andea (XIII secolo), dopo alcuni tratti in salita su strada lastricata e/o asfaltata, si imbocca un sentiero che è quasi pianeggiante e in alcune zone attraversa dei fitti boschi di macchia mediterranea fino a arrivare a un bivio (Sella Torrino, 320 metri s.l.m.) dal quale si può raggiungere, con una piccola deviazione, Punta Mesco. Qui si trovano i ruderi di un antico convento; i monaci segnalavano l’arrivo di navi corsare accendendo dei fuochi e allertando così la popolazione di queste zone dell’imminente pericolo. Bel panorama nelle giornate limpide!

Seguendo invece le indicazioni per Monterosso si scende verso l’estremità occidentale di questo centro abitato (detta Fegina) tramite il sentiero n° 10, piuttosto ripido e sconnesso, che presenta anche alcuni tornanti e scalinate.
Uno sperone roccioso divide in due il paese, è consigliabile effettuare un giro nella parte più antica (detta borgo vecchio) posta a est e perdersi con il naso all’insù fra i suoi “caruggi”, prima di imboccare il “sentiero azzurro” che conduce alla tappa successiva, ossia Vernazza.

Da visitare a Monterosso: Chiesa di S. Giovanni Battista, resti del Palazzo del Podestà (vicino alla chiesa), Villa Montale, il Castello dei Fieschi e la Chiesa di San Francesco che contiene opere attribuite a Antoon Van Dick, Luca Cambiaso e Domenico Piola.

Da Monterosso imboccare la salita che conduce all’Hotel Porto Roca, proseguire sulla destra e continuare su un breve tratto pianeggiante fino a arrivare a un punto di controllo presso il quale è possibile acquistare il biglietto per accedere all’interno del Parco. Il sentiero viene sostituito da una lunga scalinata che sembra non avere fine e che permette di giungere a una certa quota dalla quale si può godere un bel panorama su Monterosso ed il Golfo dei Poeti.

Il sentiero prosegue poi con una serie di falsopiani in mezzo ai terrazzamenti coltivati con agrumeti, orti e oliveti e in alcuni tratti presenta delle zone un po’ esposte e anche strette (occorre prestare attenzione quando si incontrano altre persone che procedono in senso opposto).

Successivamente il percorso si addentra in un boschetto con un caratteristico ponte in pietra che è uno dei punti più fotografati del sentiero azzurro.

In alcune zone si può vedere la monorotaia che viene usata per trasportare i carichi ed i prodotti agricoli su e giù da questi terrazzamenti (inutile dire che mi piacerebbe farci un giro!).

Si prosegue con alcuni tratti in leggera salita e altri pianeggianti e, a poco a poco, si delinea in lontananza l’abitato di Vernazza. Sembra quasi di poterlo toccare con mano ma, in realtà, c’è ancora un po’ da scarpinare.

Poco più avanti, comincia la discesa, a tratti anche un po’ ripida, che conduce ad un punto panoramico, a volte piuttosto affollato, dal quale si possono scattare delle belle immagini a questo pittoresco borgo incastonato fra le rocce, il mare e i verdi terrazzamenti. In breve si raggiunge la bella Vernazza, caratterizzata dalle sue antiche case torri, il porticciolo, i resti della fortificazione, la chiesa in stile romanico-genovese, i porticati. Da visitare a Vernazza: la chiesa di Santa Margherita di Antiochia ed il paese in generale. Vernazza vale decisamente una sosta.

Dal paese di Vernazza si seguono poi i cartelli per il borgo successivo: Corniglia. Anche in questo caso il sentiero azzurro passa in alcuni punti piuttosto in alto, offrendo belle visuali sul golfo. Dopo poco più di 3km si giunge a Corniglia, arroccata su un promontorio a strapiombo sul mare. Anche in questo caso un giro del paese è d’obbligo.

Da Corniglia si seguono poi i cartelli con le indicazioni per l’ultima parte del percorso che si svolge ad una quota più bassa rispetto a quello effettuato in precedenza. Dalla stazione di Corniglia si scende una lunga scalinata di oltre 380 gradoni e poi si seguono le indicazioni per il borgo successivo. Dopo un paio di chilometri si arriva a Manarola e da qui è possibile percorrere il tratto noto come Via dell’Amore. Breve percorso ma molto particolare e scenografico.

Per il ritorno a Levanto si può optare tra varie soluzioni: treno, battello oppure, per i più allenati, a piedi seguendo l’itinerario dell’andata.
Enjoy!

 

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Sono una viaggiatrice "slow", mi è sempre piaciuto esserlo, mi piace molto organizzarmi il viaggio e poi lungo il percorso effettuare delle deviazioni fuori programma, finendo inevitabilmente con l'allungare il tragitto. Per me viaggiare non è ricercare la meta esotica ma è scoprire emozioni, per questo penso che "la destinazione non sia così importante quanto il viaggio"

2 thoughts on “Escursione da Levanto alle Cinque Terre”

  1. Brava!
    Vedo che apprezzi la mia Liguria.Io volevo ringraziarti dei preziosi consigli che mi hai dato per la visita in Olanda. Per problemi nostri è slittata, ma per il 1° maggio siamo finalmente riusciti a prendere qualche giorno. Spettacolare Keukenhof!
    E non ti dico la mostra di Van Gogh.
    Grazie ancora
    Simona

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