Bussana Vecchia

Dopo alcuni post dedicati ai Paesi Bassi, ritorno a parlare dell’Italia e, in particolare, del villaggio degli artisti, ossia Bussana Vecchia in provincia di Imperia.

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L’abbiamo visitata al rientro in Italia durante le scorse Festività Natalizie. Come al solito siamo partiti dal basso Piemonte con cielo grigio e temperatura prossima allo zero ma, non appena abbiamo passato il Turchino e ci siamo affacciati oltre l’Appennino, la Liguria ci ha accolto il sole e una temperatura decisamente più mite che, nel corso della giornata ha raggiunto i 16 gradi.

Dal casello autostradale di Arma di Taggia occorre seguire le indicazioni per Bussana e poi per Bussana Vecchia e dopo poco meno di 10 chilometri si raggiunge la destinazione. Occorre prestare attenzione perchè nell’ultimo tratto la strada è molto stretta ed anche un poco sconnessa.

Il paese è visitabile solo a piedi e vi sono pochi posti per parcheggiare l’auto lungo la strada di accesso.

All’ingresso ci accolgono un cartello sbilenco e un gatto che ha avuto una nottata insonne

Sono le dieci di mattina, siamo praticamente i primi turisti a arrivare sul posto e possiamo girovagare fra i suoi carrugi senza fretta, in sottofondo si sentono le note di una canzone di Jovanotti; la musica esce dall’Osteria degli Artisti e rieccheggia fra quelle vecchie mura.

Nell’VIII e IX secolo, a causa delle numerose incursioni Saracene in Liguria, la popolazione della costa dovette spostarsi più all’interno, in quello che è oggi il sito di Bussana Vecchia, nel corso dei secoli il territorio passò prima sotto il dominio dei Conti di Ventimiglia poi sotto il Podestà di Genova e infine sotto la Monarchia Sabauda.

In più occasioni l’area fù però colpita da scosse telluriche, la più forte delle quali si verificò il 23/02/1887 e causò 54 vittime su un numero complessivo di 820 abitanti. Il paese venne abbandonato, i superstiti si trasferirono prima per un certo periodo di tempo in baracche fuori dall’abitato poi, qualche anno dopo, scesero più a valle e crearono la cittadina di Bussana. L’accesso al vecchio paese venne completamente bloccato.

Nell’immediato secondo dopoguerra il paese diviene rifugio di briganti e malfattori fino a quando, negli anni sessanta, degli artisti scoprono questo borgo selvaggio, dimenticato da tutti e, poco per volta, restaurando in parte gli edifici meno rovinati con i materiali recuperati dalle macerie e aprendo botteghe lo riportano alla luce.

L’artefice di questa rinascita è M. Giani (in arte Clizia) che alla fine degli anni cinquanta visita Bussana Vecchia e pensa di fondare una Colonia Artistica Internazionale. Nonostante le difficoltà oggettive, la sua idea prende forma e consente di riportare in vita questo villaggio fantasma.

Il paese è pieno di atelier di artisti sia Italiani che stranieri, alcuni di questi abitano ancora nel paese, altri invece sono stati qui per cercare l’ispirazione per le loro opere:

Questo piccolo borgo della Liguria affascina per molteplici motivi. I suoi silenzi, il vento e la luce che passano fra le mura diroccate, le sue stradine anguste di ciottoli,

i suoi edifici violati dal terremoto che hanno adesso il cielo come soffitto e un tappeto d’erba come pavimento rapiscono gli occhi e la mente.

Link utili:

Sito di Bussana Vecchia

 

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